torna su
19/10/2020
19/10/2020

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Deepwater – Inferno sull’Oceano, Mark Wahlberg parla del film

In sala il 6 ottobre, dedicato al disastro della piattaforma petrolifera

Avatar
di Redazione | 2016-11-26 4/10/2016 ore 1:05
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:38)

Mark Wahlberg è uno dei protagonisti di Deepwater – Inferno sull’Oceano, film di Peter Berg dedicato al disastro di Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera di BP che prese fuoco al largo del Golfo del Messico il 20 aprile 2010. Undici morti fra i 126 lavoratori della piattaforma, questo film è dedicato a loro, come ha spiegato Mark Wahlberg insieme al produttore Lorenzo di Bonaventura. L’attore è anche uno dei produttori del film.

Wahlberg interpreta Mike Williams, il capo elettronico della Transocean, che si trovava sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon il 20 aprile 2010, uno dei 126 persone che lavorano sulla piattaforma. Non è la prima volta che l’attore americano interpreta un eroe veramente esistito, già in coppia con il regista del film, Peter Berg, aveva portato sullo schermo la storia di Marcus Luttrell in        ma perché l’attore sceglie sempre questi ruoli?

“Ho sempre questa tendenza di gravitare su storie del genere, specialmente le storie di persone comuni che vivono condizioni del genere, le trovo una fonte d’ispirazione, sia che le produca o che le interpreti. Semplicemente sono le storie che mi attraggono, persone comuni in circostanze straordinarie, questo è il genere di film che mi piace guardare, come produttore, realizzatore e attore”. A presentare il film anche il produttore Lorenzo di Bonaventura: “È stato estremamente difficile realizzare questo film, forse il più difficile in assoluto. A partire dalla piattaforma petrolifera: l’abbiamo costruita, un’impresa ciclopica, 900mila chili di acciaio immaginate quanto sia stato difficile da realizzare. E poi la responsabilità di raccontare una storia vera di eroismo, una storia di persone vere, soprattutto per le vite perse, avevamo quest’obbligo che per noi è stato un faro una guida e così abbiamo trovato il giusto equilibrio fra la parte di azione e la parte dei sentimenti”.

Una storia di cui si parlò anche in Italia, il più grande disastro ambientale causato dall’uomo, in cui BP giocò un ruolo. John Malkovich nel film interpreta Donald Vidrine che fu incriminato e poi scagionato per il disastro: “Da loro non abbiamo avuto nessun tipo di supporto dal management della BP. Mi ricordo in produzione, li abbiamo contattati perché volevamo avere accesso a una vera piattaforma, per capire meglio cosa significasse essere a bordo di una di queste e avevamo già avuto molto resistenza. Loro non sapevano che tipo di film volessimo fare, il nostro obiettivo era fare un film sulle 11 vite perdute, sul coraggio delle persone che erano sulla piattaforma, su tutti quelli che hanno tentato di impedire il blow out, l’eruzione, e poi hanno provato a salvarsi a vicenda. Un mio amico a Londra conosce l’AD di BP magari gli chiedo di andare a pranzo insieme”.

Mark Wahlberg appare appesantito nel film, qual è stata la preparazione per questo ruolo: “Recitare in questa parte non ha richiesto una grande preparazione fisica, quindi non mi sono esercitato. Pete mi ha richiesto di guadagnare peso, il più possibile, ci sono molti posti dove avrei potuto farlo negli USA, forse il migliore sarebbe stato proprio qui, in Italia. In Louisiana però c’è molto cibo fritto, quindi ho mangiato e bevuto molto. La parte più importante per calarmi in questo ruolo, sulla piattaforma, le ho imparate da Mike Williams. Per capire su come si lavora su una piattaforma, mi sono affidato a lui: Mike è stato con noi per tutto il tempo delle riprese, ci ha affiancato nel set, nella produzione, era i miei occhi e le mie orecchie, mi ha insegnato tutto quello che c’era da sapere per me è stato molto importante averlo al mio fianco. Gli abbiamo fatto capire che le nostre intenzioni erano buone e che si poteva fidare e si è aperto molto con me e con noi. Il suo controllo ci aiutava a non commettere errori. Non è una persona che si è lasciata impressionare dal mio Curriculum, ci siamo guadagnati il suo rispetto, quando ha capito che il nostro obiettivo era rendere omaggio agli 11 morti in quella notte nel Golfo del Messico, alle loro famiglie e a chi era rimasto sulla piattaforma a salvare gli altri, a questo punto è stato molto positivo”.

Peter Berg e Mark Wahlberg sono al lavoro a un terzo film Patriots Day: “È un film sull’attentato alla maratona di Boston, è la mia città, una città piccola dove tutti conoscevano qualcuno che è stato colpito da quest’attacco. Il messaggio generale del film è che l’amore vince e supera tutto, un messaggio molto importante e che tutto il mondo ha bisogno di sentire in tutto il mondo anche a causa di tutti gli attacchi terroristici che si ripetono ovunque. È anche un film importante e un messaggio che la gente di tutto il mondo ha bisogno di sentire, è bello prendere parte a un film del genere”, ha spigato Wahlberg.

Deepwater – Inferno sull’oceano è un film su persone normali che fanno il loro lavoro, degli eroi comuni, è importante che a Hollywood vengano prodotti questi film: “È bello che abbiano fatto un film di questo genere: sono stati molto coraggiosi, fare un film di questa portata sulle persone coinvolte, l’esplosione è un conto, ma noi volevamo parlare di loro. A queste persone e a queste storie m’ispiro, m’identifico con loro, sono cresciuto con queste storie e con questo genere di persone, magari erano i miei vicini. Faccio altri film, magari commerciali, così posso riuscire a fare film più rischiosi, come questo: storie che mi appassionano di più e che ispirano altre persone, storie che posso raccontare perché ho fatto film commerciali che mi danno la solidità. È bello anche scoprire nuovi mondi, come quello delle piattaforme petrolifere, uno dei lavori più pericolosi del mondo, che ho avuto il privilegio di conoscere, complimenti agli Studios è bello vedere titoli del genere in un’estate strapiena di supereroi con un contenuto diverso e per un pubblico adulto”, ha spiegato Wahlberg.

“Noi produttori dovremmo fare più film del genere, abitualmente non li facciamo. Abbiamo bisogno di voi giornalisti, parlatene così facciamo più film così. Siamo spesso criticati perché facciamo sempre lo stesso genere di film – ha parlato il produttore de Bonaventura – Questo è un film su gente comune, persone vere, con un cast meraviglioso e una troupe stupenda capeggiata da Pete”.

Il prossimo progetto di Mark Wahlberg coinvolge anche David O Russell sono al loro quarto film: una storia sul padre Stuart Long, un ex giocatore di football, un ex combattente che ha deciso di prendere i voti nonostante una malattia generativa muscolare: “Non l’ho fatto per il football, m’interessava la sua storia: come ha trovato la vocazione, ma non volevano ordinarlo perché soffriva di una malattia generativa muscolare  che gli avrebbe causato la morte. È una storia che per me è di grande ispirazione, farò di tutto per realizzarla, perché in quel poco tempo che ha avuto, padre Stuart è stato pazzesco”.

Deepwater Inferno sull’Oceano arriva in sala il 6 ottobre.

Le dichiarazioni di Mark Wahlberg

(chiara laganà) 

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
23918 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014