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Pets – Vita da animali, Francesco Mandelli presenta Nevosetto

L'attore parla della sua esperienza come doppiatore. Il cartone in sala domani

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di Redazione | 2016-11-26 5/10/2016 ore 15:38
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:38)

Francesco Mandelli presenta Nevosetto, forse il personaggio più riuscito di Pets – Vita da animali, a cui presta la voce, il film di Chris Renaud e Yarrow Cheney in uscita il 6 ottobre. L’attore e presentatore sardo-brianzolo, ma milanese d’adozione e milanista di fede calcistica, ha parlato con i giornalisti della sua esperienza di doppiatore nell’adattamento italiano di The Secret Life of Pets.

Nevosetto è un coniglio alla guida dei ribelli animali abbandonati, il cui unico obiettivo è: distruggere la razza umana. Com’è stato doppiarlo e cos’ha in comune con lui: “È il quarto film di animazione che doppio, il doppiaggio sta diventando un mestiere, va detto che sono totalmente diverse: sono come l’idraulico e il chirurgo, quest’ultimo è il doppiatore, deve essere chirurgico, c’è una grande dose di cuore, non c’è improvvisazione, devi seguire lo schermo e devi essere precisissimo, è un lavoro chirurgico, ma che mi piace moltissimo”. Per Mandelli già alle spalle la voce di Butt-Head, nel remake del doppiaggio di Beavis & Butt-Head, quella di Terry Perry in Monsters University e quella di Paddington. “Ho iniziato con il direttore del doppiaggio come Francesco Marano, che poi ho scoperto aver fatto l’adattamento ai dialoghi di film che ho amato moltissimo, ho imparato questo mestiere, cosa funziona, cosa no, dove puoi spingere o no, Pets è stata la cosa più bella che ho fatto… è fantastico!”.

Mandelli è sicuro: “Non lo baratterei con nessun altro al mondo, un cattivo che è anche buono… è il massimo della vita. E assolutamente mi rispecchia parecchio perché io sono parecchio nervosetto, probabilmente l’avete visto quando a una cerimonia di premiazione qualcuno non ha osato ritirare un premio… In realtà io ce l’ho un po’ la vena che mi cresce dal cervello, esce spesso penso sia la parte sarda di me,  quindi quella cosa lì esce spesso e quindi grazie a lui ho potuto convogliare quel nervosismo lì e divertente”.

In originale, la voce di Nevosetto, era quella di Kevin Hart, un comico afroamericano: “È stato difficile perché abbiamo dovuto mantenere la fedeltà e trovare un adattamento, secondo me ci siamo riusciti, abbiamo mantenuto la fedeltà, ma volevamo fare qualcosa d’italiano, quando vedevamo le scene, ridevamo tutti… il personaggio è una bomba”. Francesco Mandelli è cresciuto circondato da animali: “Ho avuto cani, gatti e ogni tanto venivano a trovarmi dei ricci, vivevamo in campagna, i nostri animali vivevano allo stato brado, si facevano i loro giri. Ho avuto un cane, Poldo, che tornava con la fidanzata che magnava con noi.. Una è rimasta, si chiama Brigida, l’ha portato da un viaggio ed è ancora viva… Da piccolo per me il cane era il mio compagno di giochi, ho avuto uno che mi seguiva anche in treno, mi seguiva un paio di fermate e poi fino a Osnago e poi scendeva”.

Nevosetto è il personaggio più complesso: ha molta rabbia e la sfoga riunendo tutti gli animali abbandonati come lui contro gli altri animali domestici che preferiscono la comodità delle case alla dura legge della strada: “Hai centrato perfettamente il nocciolo della questione, nel senso che gli animali non hanno mai cattiveria, vivono d’istinto, sono innocenti e quindi non si possono non amare gli animali. Chi non li ama, ha qualcosa di sbagliato nel cervello! Loro assomigliano molto ai loro padroni, loro ripongono una fiducia incredibile negli esseri umani, nel padrone, diventi per loro la cosa più importante della vita. E se, a volte, tradisci un essere umano, le ferite si possono rimarginare, per un cane, per qualsiasi animale, non succede, rimane un trauma quasi indelebile. Questo è quello che ha Nevosetto, è stato abbandonato, ti crea un dolore incredibile e loro in maniera simpatica e strampalata, di eliminare il genere umano”, ha spiegato Mandelli “Non avendo tutti i torti… siamo d’accordo con lui, l’abbandono in un animale genera un trauma pazzesco”. Mantelli invita le persone a prendere i cani abbandonati: “Se volete comprare un cane ai vostri figli, andate a sceglierli nei canili, salvate quelli che già ci sono non c’è soddisfazione migliori di salvare un’anima pura. Se mia figlia mi chiedesse di prenderle un cane, andrei a prendere tutto scassato, come Nonnotto, nel film”, ha spiegato  Mandelli, “Se dovete prendere un animale, fatelo per loro perché non hanno nessuno se non noi”.

Francesco Mandelli avrebbe voluto prestare la sua voce ad alcuni protagonisti di cartoni animati amatissimi dal pubblico: “Wow, tantissimi! Mi viene in mente il Genio della Lampada di Aladdin, doppiato da Gigi Proietti, è stato la prima volta che l’ho riconosciuto, avevo 10 anni, e ho capito che figata era quel personaggio lì e come l’avevo reso lui, quello è pazzesco. Poi, il granchio della Sirenetta, mi faceva spaccare da ridere. Qualsiasi animale dell’Era glaciale, beh tanti, questi sono i primi che mi vengono in mente, anche Holly di Holly e Benji mi sarebbe piaciuto farlo… più che una proiezione di me come calciatore”.

Le prime esibizioni per Francesco Mandelli risalgono alla nevicata dell’85 imitando Craxi: “Tutto mi diverte di questo gioco, ho usato una montagna di neve come palco nell’85, imitando Craxi, Andreotti e poi la compagnia teatrale del mio oratorio, per me è un gioco meraviglioso, è stato sempre il gioco che amavo di più… e ti pagano pure”. Nei prossimi impegni, Babysittter, commedia in uscita, ma non è previsto il riformarsi della coppia con Fabrizio Biggio: “I Soliti idioti è stata la cosa migliore che potesse capitarmi nella vita, perché uno comincia con il montone di neve con Craxi e Andreotti, e diciamolo, uno aspira, parliamoci chiaro, è il successo, almeno io. Prima non è niente, poi capta che fosse lo puoi fare e diventa un mestiere e vuoi arrivare a più gente possibile: poi arriva il successo. Con I Soliti idioti abbiamo avuto un successo gigante, abbiamo fatto tutti: la serie, il film, il libro, il tour teatrale, la canzone a Sanremo… tutto! E poi, a un certo punto, come nelle migliori band, quella cosa un po’ si esaurisce, proprio perché c’è stata molta sincerità, mai il prodotto a tavolino, mai la volontà di fare qualcosa che funzionava ma perché ci piaceva, arriva un punto in cui l’alchimia non svanisce, ma si cresce, le cose cambiano, se non stai attento le cose ti sfuggono di mano”. Per il momento lo vedremo da solo: “Ho fatto moltissime cose in coppia, I solidi idioti con Fabrizio, Lazarus con Cattelan, mi sono sempre appoggiato alla coppia adesso provo a vedere da solo e vedo quello che ho, voglio fare un po’ di cose da solo”.

Francesco Mandelli, una carriera iniziata a MTV, ha parlato anche dell’affaire Kolors, una lite scaturita dalla mancata consegna del premio agli MTV Awards doveva consegnare ai Kolors, uno scontro che ha avuto luogo sui social: “Sono nato in un’era in cui i social era MTV, nel senso che non ti beccavi su Facebook, ma ti vedevi in piazza perché c’era TRL, al tempo c’erano comunità di ragazzi che si vedevano tutti i giorni e che condividevano la passione della musica, eri in onda tutti i giorni, eri lo YouTuber del tempo, con la differenza che lì imparavi al mestiere. Conosco bene la TV, per questo ho parlato con il cantante dei Kolors a telecamere spente, questo è un mestiere, non ci si comporta così, forse non te ne sei reso conto, ma ci lavorano delle persone, hai 8mila persone davanti. La mia volontà era lo porto fino in fondo e gli vado a dire questa cosa, magari gli serve, a me è servito, io ho preso gli schiaffi da Andrea Pezzi e lo ringrazio tuttora. Quello che è successo, secondo me, dove finisce il gioco e dove inizia la professionalità, se la sono presa e mi hanno aggredito perché gli ho detto questo, pensavo che la cosa rimanesse nel backstage, però purtroppo il filmato è diventato virale, rifarei tutto, non cambierei una virgola, sono convinto di quello che ho fatto e quello che gli ho detto. Quando io lavoro ci tengo, se mi fanno incazzare, m’incazzo”. L’attore e doppiatore, diventato padre un anno fa, ha raccontato anche degli insulti che ha ricevuto per l’affaire Kolors: “Se vi faccio leggere dei messaggi che mi scrivono… secondo me i genitori non li controllano, c’è un problema sociale, se mia figlia fa qualcosa del genere, la chiudo finché non ha imparato che i social sono la vita vera, ho riflettuto e ho capito che i social funzionano così, in quella settimana ho guadagnato tantissimi follower. Le ragazzine ti seguono, ma è un mondo vuoto dentro”. 

(Chiara Laganà, foto © Massimo Kunstler)

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