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Morto il regista Andrzej Wajda, aveva 90 anni

Fra gli ospiti dell’11esima Festa del Cinema. Oscar alla Carriera nel 2000

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di Redazione | 2016-11-26 10/10/2016 ore 1:08
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:38)

È morto Andrzej Wajda, il regista, considerato come uno dei padri del cinema polacco. Wajda sarebbe dovuto essere uno degli ospiti principali dell’11esima edizione della Festa del Cinema di Roma, dove è prevista la presentazione del suo ultimo film Afterimage. Andrzej Wajda aveva 90 anni, vinse l’Oscar alla Carriera nel 2000, dopo che quattro dei suoi film erano stati candidati alla prestigiosa statuetta: La terra della grande promessa, Le signorine di Wilko, L’uomo di ferro e Katyń.

Wajda si è spento a Varsavia domenica a causa di una malattia fulminante, la morte è stata confermata dall’AP e da alcuni media polacchi. Noto per la sua trilogia della seconda Guerra mondiale: Generazione, I dannati di Varsavia e Cenere e diamanti. Grazie al suo stile, Wajda riuscì a evadere la censura nel corso della Guerra fredda e a firmare film dedicati alla guerra e all’oppressione degli anni del post guerra. La storia l’aveva ispirato anche per altri due suoi capolavori L’uomo di marmo e L’uomo di ferro, incentrati entrambi su Maciej Tomczyk, alter ego di Lech Wałęsa che appare anche nel film, ritratto anche nel film: Wałęsa: Uomo di speranza. La censura lo costrinse a emigrare in Francia, dove visse fino alla caduta del muro di Berlino. Qui diresse alcuni film: Danton con Gerard Depardieu, Un amore in Germania, film TV dedicato a una storia d’amore fra una donna tedesca e un uomo polacco.

Wajda partecipò anche alla Resistenza in Polonia e a quel periodo dedicò il suo primo film Generazione, anche I davanti di Varsavia riprende questa tematica, mentre Cenere e diamanti è incentrato sulla figura di Zbigniew Cybulski, la cui morte lo ispirò per il film del 1968, Tutto in vendita. La tematica della seconda Guerra Mondiale torna anche in La settimana santa, Dr. Korczak e Katyń, dedicato al massacro perpetuato dalle forze armate sovietiche in cui persero la vita 22mila soldati e ufficiali polacchi, fra cui il padre del regista.

Nato a il 6 marzo del 1926 a Suwałki, inizia a studiare a Cracovia, subito dopo la Guerra, all’Accademia di Belle Arti, prima di approdare alla neonata scuola del cinema di Łódź, dove studiarono anche Roman Polanski, Krzysztof Zanussi Krzysztof Kieslowski. Wajda sarebbe dovuto venire a Roma, ospite dell’undicesima Festa del Cinema, per presentare Afterimage, il film è stato scelto per rappresentare la Polonia ai premi Oscar ed è dedicato al pittore polacco Władysław Strzemiński, vittima del regime comunista per non aver adeguato la sua arte ai dettami del regime: “Il film descrive quattro anni difficili, dal 1949 al 1952, durante i quali la sovietizzazione della Polonia ha assunto le forme più radicali e il realismo socialista è divenuto il modello obbligato di espressione artistica”, si legge sul sito della Festa del Cinema di Roma che aveva dedicato al cineasta polacco un incontro nella giornata di sabato. Star del film,  Bogusław Linda, protagonista di Destino cieco di Krzysztof Kieślowski e dei film L’uomo di ferro e Pan Tadeusz.

Wajda sopravvive alla quarta moglie, la costumista e attrice Krystyna Zachwatowicz, e una figlia, avuta dal terzo matrimonio con la nota attrice Beata Tyszkiewicz.

(c.la.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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