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The Young Pope, Paolo Sorrentino e il cast parlano della serie TV

Su Sky Atlantic HD dal 21 ottobre, presentati i due episodi in anteprima

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di Redazione | 2016-11-27 10/10/2016 ore 19:54
(ultimo aggiornamento il 27 Novembre 2016 alle ore 11:32)

The Young Pope arriverà su Sky Atlantic HD il 21 ottobre, ma è stato presentato in anteprima a Roma. Il regista e ideatore, il premio Oscar Paolo Sorrentino, e il cast hanno parlato del film alla stampa dopo l’anteprima aperta a vip e politici di domenica sera. La storia è quella del primo papa americano della storia: Lenny Belardo, papa Pio XIII. La serie Tv è stata venduta in 110 Paesi nel mondo grazie anche alla coproduzione fra Sky, HBO e Canal +.

Reduce dall’Oscar per La Grande Bellezza, Paolo Sorrentino ha cambiato genere e ha iniziato a pensare questa serie TV: “È stato un lavoro monumentale, devo ringraziare la mia troupe, la mia troupe abituale e questo cast splendido, non solo gli attori qui presenti, è un gruppo di attori splendidi e sono tutti sul piano umano persone fantastiche… È stato un motivo per andare avanti per sette mesi, ringrazio anche gli attori che hanno avuto ruoli minori e sono comunque qui in sala”.

Prodotta da Wildside e Sky, insieme a HBO e Canal+Lorenzo Mieli ha raccontato il retroscena produttivi: “Quando Paolo ci ha raccontato la sua idea di fare un papa americano abbiamo pensato a costruire una struttura sia produttiva, in termini di cast e in scala budget e abbiamo pensato anche a partner Sky e abbiamo pensato ai tre migliori giocatori in questo campo: HBO, Canal+ e Sky, mai una coproduzione europea e neanche italiana. L’abbiamo già fatto all’inizio, quando Paolo scriveva e quando abbiamo coinvolto questo cast… Questa è stata la sfida, mentre portavamo dentro tutte le persone con cui lui ha lavorato, il suo cinema. L’80% produttivo è straniero, ma tutto investito su Italia”. Andrea Scrosati ha ricordato: “Ogni anno gli USA produce 450 serie, noi proviamo a comprare le migliori, se produciamo qualcosa vogliamo marcare rispetto alla produzione che arriva ovunque, The Young Pope è qualcosa completamente diverso, l’abbiamo capito sin dal primo giorno, quando Paolo e Lorenzo ci hanno proposto questo progetto. L’idea in sé ci ha convinto subito”.

Recitata in inglese, The Young Pope può contare su un cast internazionale di altissimo livello: Jude Law è il protagonista, affiancato dal segretario di Stato, il Cardinale Voiello (interpretato da un meraviglioso Silvio Orlando); l’americana Diane Keaton è suor Mary; l’attrice belga Cécile de France interpreta Sofia Dubois, responsabile comunicazione e marketing in Vaticano; lo spagnolo Javier Cámara è il maestro di Cerimonie; la francese Ludivine Sagnier è Ester Aubry, una donna sterile ed estremamente religiosa sposata con una guardia svizzera, mentre Scott Shepherd è il cardinale Dussolier, miglior amico di Lenny e oggi cardinale, James Cromwell è il cardinale Spencer di cui Lenny è “il delfino”.

Jude Law si è calato nei panni di questo papa studiando a fondo cosa accade nel Vaticano: “Il mio primo istinto è stato studiare la storia dei diversi papati, quella dello stato del Vaticano e gli effetti che diversi papi hanno avuto sulle persone e sulla fede cattolica, ma dopo tutta questa fase di studio e ricerca mi sono reso conto dell’enormità dell’informazione e ho provato panico. Ancora non sapevo chi fosse, ma il mondo creato da Paolo mi ha aiutato: mi sono lasciato guidare nel tratteggiare un personaggio completo, Lenny, espressione della sua realtà, sono tornato alla sceneggiatura per costruire un uomo, un personaggio credibile. Interpreto un pontefice di 47 anni, orfano di padre e madre che diventa papa, un uomo che sta vivendo le regole del suo personaggio, le persone che lascia fuori, quelle a cui si apre e un personaggio misterioso, tutti si chiedono cosa gli passi per la testa. La mia fiducia è stata riposta in Paolo”.  Per i gesti, invece, “sono stati influenzati dai vestiti, mi sono sempre chiesto perché i papi abbiano sempre le mani conserte, ma indossando gli abiti papali mi sono dato una risposta, continuavo a stare così anche con i miei vestiti. Il suo linguaggio, invece, è ridotto al minimo, ho lavorato all’essenzialità dei gesti, dando potenza gestuale, un’impostazione minimalista”.

Silvio Orlando interpreta, recitando in inglese, il Segretario di Stato, il cardinale Voiello, tre cellulari, scaltro, una passione per il Napoli: “Alla fine di The Young Pope, mi son sentita come la Cristoforetti, reduce di una missione spaziale, russa anche perché tutti mi facevano sentire così, capisco che nessuno si aspettava nulla da me”, ha scherzato l’attore napoletano, uno dei migliori del cast diretto da Paolo Sorrentino. “Sono frastornato, sono felice di stare in questo nuovo inizio per me e per il vero laboratorio audiovisuale di oggi, i canali di PAYTV che sono interessati alla ricerca, spero che si stabilisca la dialettica fra produzioni e registi, spesso ci si sbilancia, e alla fine vengono fuori prodotti che non sono di nessuno”.

Cécile de France, attrice belga che dà il volto alla responsabile marketing e comunicazione del Vaticano cita Francesca Chaouqui: “Mentre giravamo c’era la notizia di questa Francesca, è stato molto buffo perché ero vicina a questo personaggio, non ero così arrogante e implicata in problemi a livello sessuale. Ho preparato il mio ruolo soprattutto per l’inglese, come Silvio, mi sono dovuta preparare molto da quel punto di vista, mi sento molto fortunata e orgogliosa, all’inizio ero molto nervosa, ero impressionata da Paolo e da Jude: Jude è stato così generoso e mi sono chiesta durante il primo take, come posso essere come lui. Anche Paolo mi ha aiutato, mi ha ispirato, è una delle sceneggiature migliori che abbia mai letto… e poi sono una fan della Grande Bellezza!”.

Ludivine Sagnier, invece, è Ester Aubry, la moglie di una guardia svizzera che ha problemi a restare incinta: “Ester è una donna innocente, vuole avere qualcosa che non ha, si addossa le colpe del fatto di non avere figli e s’identifica con l’omelia di Pio XIII. Ho un passato da cattolica, so cosa vuol dire provare una fede profonda, per la prima volta ho potuto esplorarlo e ho scavato nel mio profondo, ma, allo stesso tempo, distanziarmi anche dalla religione. Ho ritrovato la mia fede… avevo già pregato per ottenere la parte… e ringrazio santa Maria per avermi portato fin qui… Amen!!”

Scott Shepherd è il cardinale Dussolier, cresciuto insieme a Lenny nell’orfanotrofio: “La mia prima scena è per me fondamentale: Diane Keaton/suor Mary mi chiede se mi piace il Vaticano, e io rispondo che preferisco la puzza di merda e vita a quella di incenso e morte. Al centro del lavoro di Paolo c’è l’interrogativo di chi sia veramente Lenny e dove stia andando, la risposta è legata al mio personaggio e a quello di suor Mary. In un’altra scena, Lenny e Dussolier scappano dall’orfanotrofio, Dussolier ha un ripensamento e dice a Lenny: torniamo indietro e lui procede per la sua strada: i due affrontano la realtà in modo totalmente diversa”.

Una delle scene più poetiche è quella legata al dialogo fra il papa e il cardinale Gutíerrez, interpretato da Javier Cámara: “Sono felicissimo, invento il mio italiano, provo a parlare in francese con le mie amiche, in inglese con Jude, sono il primo miracolo di The Young Pope. È una sensazione incredibile essere qui al centro della spiritualità, sono cattolico anch’io, per me è stato un sogno, è un uomo molto spirituale, sembra che parli con Dio. Paolo lavora con la bellezza, con l’estetica, ma non è solo questo, qualche shot è pieno di emozioni, per me è stato complicato… Recitare accanto a Jude con occhi pieni di vita, è stato un sogno… voglio farla un’altra”. A confermare la seconda stagione di The Young Pope è il produttore di Wildside, Lorenzo Miele. Su Cámara, Sorrentino ha aggiunto: “Il suo provino era lui che ballava sulle note di Raffaella Carrà, la prima scena che mi ha inviato era un poema, impossibile da interpretare… E ho pensato, forse ha bisogno di ritmo… e ho messo Raffaella, penso che il contrasto abbia funzionato”.

Il set sembrava una famiglia: “Il lavoro in armonia è quello che dà di più, ed è stato questo il caso di The Young Pope. Sin dall’inizio è stato facile comprendere il suo progetto, ho capito quello che voleva da me il regista. Lavorare con Paolo, è stato avere la sua chiarezza e la sua visione, da una parte c’è la composizione estetica, dall’altra c’è il cuore, e il compito dell’attore è essere ponte fra le due cose. Si può creare la scena, l’inizio della ripresa, hai il personaggio raffigurato, ma l’attore dà vita al personaggio da interpretare, “Grazie a questo rapporto armonioso, ho potuto portare in vita il personaggio… Amen”, ha aggiunto l’attore inglese.

Lenny è un uomo pieno di tormenti e contraddizioni: “Lenny, come tutti, è un amalgama di contraddizioni, ho scelto di non capirle, ma di portarle sullo schermo. Il mio compito è stato quello di rappresentarle, Lenny, per esempio non mente, ma dovevo capire come potesse dire un giorno nero è nero, e il giorno dopo nero è bianco”.

Quanto si tormenti “sono abbastanza tormentato non avevo bisogno di fare miei anche quelli di Lenny”, ha detto Jude Law. Questo film però l’ha avvicinato in qualche modo alla fede: “Ho aperto gli occhi sulla mia relazione con la fede, ho riesaminato il mio rapporto con essa”.In un’occasione, Law è anche andato a vedere il “collega” papa Francesco: “Sarei voluto ritornare, ma non c’era tempo, così come non c’era tempo di prendere lezioni private d’italiano”.

The Young Pope è costato 40 milioni di euro, il regista è stato contrario a definire “packaging” la serie TV, mossa da una giornalista: “Spero che non abbiamo speso tutti questi soldi per fare un packaging… Volevamo parlare di clero diversamente, per quello che è: essere umani, fra umani con difetti, limiti, capacità e incapacità: questo non è mai stato fatto e speriamo di esserci riusciti a farlo. Qui parliamo solo delle prime due puntate, non posso parlarvi delle altre, la serie TV non ha un aspetto provocatorio”. La serie Tv non è stata girata in Vaticano: “Ci siamo andati solo mezzora con Jude e Silvio”. E Orlando ricorda: “Eravamo alla Cappella Sistina e a un certo punto i turisti si sono girati per vedere Jude”.

Per l’attore protagonista, The Young Pope ha a che vedere con il cambiamento: “Il suo è un percorso di cambiamento, capire come si possa cambiare, come si possa evolvere e si capirà con il proseguire della storia”. Jude Law ha amato ritornare a Roma dopo aver girato qui The Talented Mr. Ripley: “È bello tornare qui, viverci.. è stato straordinario, mi sono sentito a casa, è stato meraviglioso lavorare qui con un cast internazionale, ma una troupe italiana, il sole splende, ma, a livello personale, è stato meraviglioso”. Citazioni di Antonioni e di personaggi calcistici, Sorrentino ha scelto di rappresentare un papa che non vuole farsi fotografare o mostrare alla stampa: “Lenny dice che l’oggi ha perso il mistero, non è più necessario serbare un pudore su di sé, svelare completamente se stessi è proficuo, usare Internet. Pur essendo un papa moderno, lui vuole alimentare il mistero su di sé che porta successo”, ha spiegato il regista.

Non è mistero la passione per il calcio accomuna sia Silvio Orlando che Paolo Sorrentino, il cardinale Voiello invoca il San Pipita, Gonzalo Higuaín messo all’indice dai tifosi partenopei dopo il passaggio al PSG, quale santo pregerebbe oggi Voiello: “Farmi una domanda del genere dopo l’infortunio di Milik, non doveva farla era fuori tempo massimo, penso che serva di lezione a tanti napoletani che hanno bestemmiato per Higuaín e ci sono tornate indietro e il nostro centravanti di sfondamento si è fatto male. Finiamola di credere al vitello d’oro e alla squadra”. Anche uno dei simboli della gestualità di papa Pio XIII è maturata dal calcio: “Mi sono ispirato a Pio XII e a Wayne Rooney che spesso esulta così”, ha spiegato Sorrentino. Il regista, però, non ha intenzione di fare un film sul calcio: “Per me è come il cinema, bello da vedere,  non ne oso parlarne”. 

L’ultima domanda è dedicata ai simboli di Paolo Sorrentino, in The Young Pope appare un canguro: “Gli animali mi piacciono molto, m’interessa il confronto fra uomo e animali… è vero che il papa riceve dei doni assurdi e ho deciso di far recapitare a Pio XIII questo”. L’ultima dichiarazione del regista è un consiglio: “I doppiatori hanno fatto un lavoro eccezionale, ma se potete, su Sky Atlantic HD, vedete la serie Tv in lingua originale”.

The Young Pope vi aspetta il 21 ottobre alle 21:15 su Sky Atlantic

La dichiarazione del regista
La dichiarazione di Jude Law
La dichiarazione di Silvio Orlando
Cécile de France parla del suo ruolo
Le foto della prima

(chiara laganà)

 

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