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Festa del Cinema di Roma, Tom Hanks show fra politica e cinema

La star ha ricevuto il premio alla carriera, l’incontro con la stampa

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di Redazione | 2016-11-26 14/10/2016 ore 1:11
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:39)

È Tom Hanks ad aprire la Festa del Cinema di Roma, l’attore americano ha incontrato la stampa prima di ricevere oggi il Premio alla Carriera dalle mani di Antonio Monda e Claudia Cardinale. L’attore e produttore americano, in sala con Inferno, è stato protagonista di un vero e proprio show: parlando in italiano, imitando Clint Eastwood e imitando i giornalisti italiani che lo intervistando.

Una carriera lunghissima che contempla una serie di titoli amatissimi dal pubblico e dai critici. Alla Festa del Cinema di Roma c’è una retrospettiva dedicata a lui, qual è il suo pensiero quando rivede tutti i ruoli che ha interpretato: “C’è una filosofia che dice di non guardarsi alle spalle, perché il passato potrebbe avercela vinta, non mi piace fermarmi a pensare ai film che ho interpretato, li ho visti, Splash è lo stesso di quando l’ho visto la prima volta nel 1984, l’unica cosa che ne guadagno è che sono invecchiato, e quanto sono invecchiato. Non voglio essere presuntuoso, ma sono l’attore più fortunato della terra, mi sono sempre sentito così e ho spesso detto che l’unica ricetta del successo è la longevità, non vuol dire avere un ruolo per parecchi mesi, ma vuol dire essere in grado di interpretare una buona parte, ma finché ti chiedono di fare quello che ami ed essere il professionista, seguire un ideale che solo tu riesci a fare, questo è il successo e non puoi essere più fortunato così e ci vorrà molto tempo per vederli tutti”.

Tantissimi film, tantissimi ruoli da protagonista: “Se volete vi posso dire quale film evitare, avete sicuramente già visto Forrest Gump, vedete That Thing You Do! (Music Graffiti, film che ha diretto nel 1996), avete visto Big!, vedete Ellery Crown! Quando mi intervistano i corrispondenti italiani negli USA: Ha così tanto successo, lei ha fatto Big! e poi Forrest Gump (in accento italiano) e io rispondo: No, dopo Big ho fatto Il faro delle vanità, la mia carriera è questa. Ogni nuovo film è un’avventura, in ogni set, per ogni titolo ho imparato qualcosa su di me e sulla professione da attore”.

Americano, Tom Hanks ha parlato anche di politica: “Non so se posso dirlo di fronte a una così ricca platea, ma stiamo assistendo alla Festa della Merda 2017, ogni quattro anni il circo arriva in città negli Stati Uniti, ogni quattro anni decidiamo chi sarà il nostro leader. Ogni tanto sembra che il nostro Paese sia a un bivio e spesso viviamo uno stato di agitazione di furia e ansietà, altre volte è preoccupante altre è finta. Adesso il mondo vive uno stato profondo, il futuro è misterioso, gli Paesi vivono problemi dai quali forse non usciranno. Quando l’America ha vissuto queste circostanze non ci siamo mai rivolti a un candidato semplicistico che dà fiato alla bocca, sono là fuori, ce ne sono stati. Mi piace la storia, leggo libri di storia, ci sono sempre stati gli Huey Long, i Wendell Wilkie, anche se lui non era male, gli Herbert Hoover, i senatori Gill McCarthy, ci sono sempre state delle versioni dei candidati repubblicani, ma non abbiamo mai investito il nostro futuro su di loro e non lo faremo neanche adesso. Vi prego, avete capito il concetto di Festival della Merda 2017?”

Dal 1980 a oggi sono tantissimi i personaggi a cui Tom Hanks ha dato un volto, ma qualche volta ha detto di no? “Non mi sono mai sentito stupido perché ho rifiutato un lavoro, ho preso sempre le mie decisioni in modo istintivo non riesco a spiegarlo, ma c’è una serie di tematiche che riguarda il film, o aspetti del personaggio. Certe volte ho detto di no per motivi di lavoro, se non riesco a farlo, non mi ammazzo… in questo caso non mi pento di aver detto no. La cosa più difficile nel dire no è che è molto più semplice dire sì perché ti pagano, perché hai la possibilità di baciare una bella ragazza, puoi fare il figo e girare a Dubai o girare a Roma ed essere il più figo della città, o lavorare con un direttore alla fotografia o il regista con cui speravi di farlo. C’è un aspetto che non tieni in considerazione: ci metti passione a recitare, se manca, devi dire no… perché significa che stai mentendo a te stesso e al progetto. Mi piace fare l’attore perché esploro degli aspetti egoistici della mia persona, dire no è molto più difficile che pensare oddio questo copione è pazzesco… Allora è così che scelgo i miei copioni”.

Alla prima d’Inferno, l’attore ha detto che l’ignoranza è la peggiore piaga della nostra società, ma non va intesa solo in senso politico: “L’ignoranza è un bene che si può vendere o comprare, esistono persone che mantengono uno status quo, mantengono il potere sugli altri. Esistono posti in cui è vietato leggere alcuni libri o ammirare alcuni quadri, questo, per me è l’aspetto più pericoloso dell’ignoranza e ho sempre pensato che fosse questo il suo lato peggiore. Sono un attore, ma conosco la storia e quando l’ignoranza ha avuto il prevalere sono successe delle cose molto brutte all’umanità. Credo che un uomo molto saggio disse La verità vi renderà libri, ma penso che sia vero, è una verità vera… L’ignoranza è la mancanza di questa, ce n’è stata durante questa campagna”, ha aggiunto con un’imitazione di un giornalista.

Tom Hanks ha avuto pochissimi ruoli da cattivo: “La mia espressione facciale potrebbe essere fuorviante in un ruolo da cattivo, ma la struttura della narrativa cinematografia non segue queste sottigliezze, non ho nessun interesse, né tanto meno ce l’ha il pubblico di vedere cattivi che dicono frasi del genere: Prima di ucciderla, Mr. Bond, vuole fare un giro? L’idea di persone piene di potere, ci sono stati ruoli in cui la mia espressione facciale funziona per interpretare il cattivo. Mi piacciono i film in cui c’è un equilibro fra protagonista e antagonista, mi piace quando il cattivo ha un senso, quando il buono fa ancora più senso. I cattivi sono più archetipi degli individui, mi sono divertito a farlo. Vorrei fare il cattivo, ma ci devono essere delle ragioni forti e contrarie all’eroe”.

L’attore è stato paragonato a James Stuart perché interpreta spesso ruoli morali: “Non sono ruoli morali, i film che ho fatto con Steven Spielberg sono quattro. In Salvate il Soldato Ryan, il capitano Miller non era un personaggio così morale, lui era terrorizzato perché delle persone avrebbero perso la vita, è più umano. Dopo in Catch Me If You Can, mi sono sentito Javert, mentre Leonardo di Caprio era Jean Valjean. Ho parlato anche con ufficiali dell’FBI, amano avere le manette e combattere i cattivi. Secondo me James Stuart potrebbe essere stato un ottimo agente dell’FBI. Poi sono stato Viktor Tarkovsky in The Terminal, un personaggio bloccato in aeroporto e per lui mi sono ispirato a mio suocero: un emigrato di origine bulgara. Lui è scappato dai comunisti, l’America era il miglior Paese del mondo, poteva leggere i libri che voleva e si è costruito una casa con i soldi delle mance che ha raccolto lavorando. In Bridge of Spies, ho sempre voluto esaminare la storia del Comunismo dal punto di vista dell’USSR perché quando ero giovane non avrei mai pensato che l’Unione Sovietica si sarebbe dissolta, ci avrebbero distrutto ed erano un mistero per noi”, ha spiegato l’attore. “Esaminare una vera storia era interessante e anche il peso morale del ruolo di James, ma anche un professionista. Ma alla fine di tutto non scelgo di lavorare con un regista per un motivo o scelgo un ruolo perché è un morale, li scelgo perché parlano dell’umanità: la vita è sempre la stessa cosa, o sopravvivi o anneghi. Sono così, vorrei spaventarvi, ma non ci riesco… dannazione”.

Hanks è anche un nonno, ha due nipotine Olivia e Charlotte: “Non hanno la più pallida idea di chi sia, non sanno cosa faccio per vivere, penso che riconoscono la mia voce in Toy Story, in Italia resterei un mistero, sanno che vado in TV ogni volta, non hanno ancora colto quell’aspetto. Cosa fanno con loro? Mi siedo per terra, faccio il cretino, gioco con loro, coloro…provo convincerle che sono un figo, ma non mi credono… Penso che questo succeda a tutti i nonni! Vi dirò, preferisco stare seduto in una stanza con le mie nipoti rispetto a stare qui accanto ad Antonio Monda alla Festa del Cinema! Riguardo a questo, perché sono molto più interessanti di Fellini… Ecco mettetelo sui social media!!!”.

Forrest Gump, il capitano Williams, Woody di Toy Story… c’è qualche ruolo che è rimasto cucito addosso a Tom Hanks? “Mi è successo, c’è sempre stato questo rischio, sei così identificato con un personaggio che non puoi interpretare nessun altro ruolo. E parlo con tutta onestà, per questo motivo ho rifiutato moltissimi ruoli perché non ci guadagni niente a ripetere te stesso, francamente c’è una versione della mia carriera in cui avrei potuto promuovere Forrest Gump 8, e io avrei dovuto convincere che il 4° era il migliore. Ci sono ruoli come quelli Robert Langdon, ci sono stati altri che ho ripetuto, la verità è che la nostra espressione facciale la carichiamo da film a film, ma abbiamo un contratto con lo spettatore, iniziamo sempre da zero. Sophia Loren è sempre stata lei, ma era anche una perfetta incarnazione di qualsiasi ruolo. Era bellissima, ma anche bravissima. Se devo tornare indietro, non cambierei nulla… non ho fatto tante cazzate. Penso che sia pericoloso non essere più misteriosi, ma sembra che questo contratto fra artista e pubblico sia ancora valido e la cosa più importante è che tu esci dal cinema e dici: che bello! O pensare: diamine, che spreco di tempo!”.

Dopo aver declinato una risposta da una collega russa (non mi pagano per parlare di democrazia e rapporti fra due Paesi, sarebbe bellissimo andare d’accordo), attore, regista, ma anche produttore: “C’è una differenza, l’attore lavora, non ha nulla da spiegare, fai quello che devi fare e lo fai, non hai da fare telefonate, non deludi nessuno, puoi tagliarti i capelli, puoi arrivare tardi sul set, dove ti danno un panino gratis, puoi dire, sono stanco, arrivo domani tardi e la gente deve sopportarti. Se sei un produttore, invece, devi supplicare la gente al telefono chiedendo di fare qualcosa che non vogliono fare. O dire no, o supplichi qualcuno, o dire a qualcuno. Quello che faccio, quando produco è circondarmi di persone fantastiche che fanno del lavoro eccezionale, gente che garantisce della qualità in ogni aspetto. Se sei un piccolo produttore e ti circondi di grandi persone. Un produttore Dean Reed, molto noto in Unione Sovietica, su di lui è da tanto che vorrei fare, può essere deludente. D’altra parte, la tua passione ti porta a lavorare per molti anni sullo stesso progetto: ho prodotto Cast Away e mi ci sono voluti sei anni prima che Robert Zemeckis si avvicinasse al progetto, sette anni prima della sua uscita, un lungo processo ed è questo genere di lavoro che devi fare sei sei un produttore e non è il mio forte”.

Hanks non disdegna in futuro di collaborare con Roberto Benigni: “Non ricordo i nomi, ma mi piacciono le belle idee, ho perso l’occasione di incontrare Roberto Benigni e io e lui faremmo delle cose eccezionali. Sono cresciuto a Oakland in California, avevamo un canale TV che trasmettevano film, qui ho visto per la prima volta La Strada. Non conosco molto i nomi di artisti noti al momento, ma sono aperto a proposte”. Tom Hanks sarà Sully, nel prossimo film diretto da Clint Eastwood: “Lui ha diretto film bellissimi, Juventus…Invictus, A.C. Milan… (scherza), Mystic River, ha fatto dei film molto specifici, film di un’altra era, lavorare con lui è stata molto rapido: la nostra unica conversazione era sapere quando arrivare sul set. Lui non vuole sprecare tempo a parlare sul set, lui ti dice, fallo, rifallo di nuovo… Ha lavorato con le stesse persone per 17 film, lui non dirige dicendo: azione, ciak!, si gira”, ha raccontato imitando il regista. “Vediamo quello che succede, quello è quello che ti dice Clint sul set: voleva che ci comportassimo bene sul set. Per molti recitare è procedura e comportamento, devi farlo, devi fare attenzione a quello che ti viene richiesto, con Clint sai che non farai molte prove: sei libero sul set”.

(chiara laganà)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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