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Roma Cinema Fest, Matt Dillon parla ai giornalisti

L’attore e regista è il presidente di giuria di Alice nella Città

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di Redazione | 2016-11-26 19/10/2016 ore 2:56
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:40)

Matt Dillon è il presidente di giuria ad Alice nella Città, storica sessione dedicata ai film per “più piccoli” della Festa del Cinema di Roma. Dillon presiede una giuria che assegnerà il premio Camera d’Oro Taodue dedicato a un’opera prima o a un’opera seconda. “Anch’io sto lavorando alla mia seconda opera come regista e comprendo bene tutte le difficoltà che ci sono dietro a un film”, ha sottolineato l’attore e regista.

A Matt Dillon non dispiacerebbe lavorare con alcuni registi italiani: “Non è qualcosa che accadrà in futuro, risponderò brevemente, amerei lavorare qui, ci sono delle persone piene di talento e persone molto serie nel mondo del cinema. Vorrei lavorare qui, ma non ho nessun piano nell’immediato futuro”.

Il premio Camera d’Oro TaoDue andrà a un’opera prima o un’opera seconda, anche Matt Dillon, è alle prese con la seconda regia dopo aver diretto nel 2002 City of Ghosts: “Non so perché ci ho messo così tanto tempo a dirigere il mio secondo film, non vedevo l’ora di tornare dietro la telecamera, amo lavorare con gli attori. È il lato positivo e negativo dell’essere attore, la gente ti considera come un attore e non ti senti costretto a riprendere il tuo ruolo da regista. Mi piace parlare di storie avvincenti e appassionanti, è il motivo che mi ha spinto a realizzare il mio secondo film, un documentario, ha un titolo che mi piace molto, anche se ancora è provvisorio, è El Gran Fellove, è dedicato al primo cantante scat di origine cubana. Ho iniziato a girare nel 1999, ma non ero all’epoca un regista di documentari e non l’avevo mai realizzato, qualche anno fa ho ripreso in mano il progetto e ho scoperto che dirigere i documentari è molto difficile”.

Matt Dillon ha iniziato la sua carriera da giovanissimo, quante e quali cose ha dovuto sopportare in questi anni: “In questo lavoro, siamo quello che siamo, nasciamo sotto determinate circostanze. Quello che ho imparato grazie a questo film che sto girando è che il film è personale, riguarda me, anche se io non vorrei fare un documentario su di me perché non sono così importante, ma mi identifico con la vita del Gran Fellove, è nato povero, nero a Cuba e non è riuscito a superare difficoltà o a lasciare il posto in cui era nato nonostante il talento. Nonostante tutto ci è riuscito, per questo gli hanno dato il soprannome, come persona era semplice, ma sul palco rendeva giustizia al suo soprannome. Tendo sempre a ricordare le nostre origini, sono stato fortunato nella mia vita, sono stato fortunato a essere un attore, a svolgere un lavoro creativo e a non ritrovarmi schiavo di un mestiere senza sbocchi che avrei odiato, sono fortunato di avere avuto una carriera, ma penso che si debba ricordare la strada che si è percorsa, evitando il confronto con altri registi o attori”.

“Questo riguarda anche mettermi al confronto con altri artisti ed è per questo che ho assunto il ruolo di presidente di giuria con qualche difficoltà, non l’ho mai fatto prima, ma mettere a confronto un film con un altro, dire questo è migliore di quell’altro, non è una competizione, secondo me. Dobbiamo decidere un vincitore e spero che proseguano ad avere una carriera brillante, ma è difficile perché sono molto vicino a questi attori e registi perché so quanto è difficile realizzare un film e metterli al confronto. Sì, ci sono film che sono migliori, ma questo è il mio giudizio e gli altri giurati la pensano diversamente, quello che cerco poi può differire da agli altri giurati. So che io in un film cerco l’autenticità, molto di questi film sono realizzati da registi alla loro seconda opera, e anch’io lo sono: so quanto è difficile realizzare il tuo prossimo film. Molti di questi titoli riguardano tematiche relative alle persone giovani e alle difficoltà di venire ed è una serie di film in cui ho recitato da giovane”, ha completato il suo pensiero l’attore e regista americano.

Come succede da qualche anno, il livello dei film di Alice nella Città è spesso migliore dei titoli scelti per la Selezione Ufficiale: “I film sono stupendi, quando mi hanno chiesto di lavorare come ‘presidente’, e ho pensato, bello non l’ho mai fatto e ho visto che c’erano solo otto titoli e ho accettato anche per questo motivo. Mi sono sempre rifiutato di fare il presidente perché non volevo rimanere chiuso tutto il giorno a vedere film, com’è successo a un Festival in Amazzonia, in Brasile, e mi sono detto: ma perché devo rimanere chiuso in un cinema per vedere tutti i film. Amo Roma, all’inizio erano otto film, poi dodici e ho detto ok, ma per me era importante che non durassero molto. A parte questo, i film di Alice nella Città sono di grande qualità, un’altra cosa lo rende difficile, sì ho le mie opinioni, ma nella maggior parte è che sono dei titoli di qualità, è difficile giudicare, ma la cosa più importante è che io imparo molto da questi registi”.

La lista dei film candidati al premio Camera d’Oro Tao Due:
Kubo e la Spada Magica di Travis Knight (Opera Prima)
Captain Fantastic di Matt Ross (Opera Seconda)
My First Highway di Kevin Meul (Opera Prima)
Boy On the Bridge di Petros Charalambous (Opera Prima)
Little Wing di Selma Vilhunen (Opera Prima)
Swiss Army Man dei DANIELS (Opera Prima)
2Night di Ivan Silvestrini (Opera Seconda)
Park di Sofia Exarchou (Opera Prima)
Kids in Love di Chris Foggin (Opera Prima)
X500 di Juan Andrés Arango (Opera Seconda)

La giuria è composta dalla produttrice Camilla Nesbitt, l’attrice Anna Foglietta, il regista Gabriele Mainetti, il regista Claudio Giovannesi e gli sceneggiatori Giordano Meacci e Francesca Serafini. 

(chiara laganà)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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