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Meryl Streep alla Festa del Cinema di Roma

L’attrice è qui per presentare Florence, protagonista di un incontro con i fan

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di Redazione | 2016-11-27 20/10/2016 ore 19:00
(ultimo aggiornamento il 27 Novembre 2016 alle ore 11:32)

Meryl Streep, la divina è stata la protagonista di questa giornata alla Festa del Cinema di Roma. L’attrice americana con all’attivo tre premi Oscar e ben 17 nomination è alla Festa per presentare al pubblico Florence e per prendere parte a un incontro con il pubblico, già sold out da giorni. Florence Foster Jenkins, la protagonista di Florence è definita da un critico senza cuore come “la peggior cantante del mondo”, eppure continua ad avere un’innata passione per il canto, nonostante abbia poco talento: “Wow mi piace, solo chi canta senza cuore non è perdonabile, lo userò in tutte le mie attività stampa. Il film è sulla passione di ogni genere, passione per il proprio lavoro e la passione per gli altri e quello che si fa in nome dell’amore, quello che si fa per sostenerci nell’arte e nell’amore, penso che cantare senza passione è il peggior modo di cantare, mentre cantare con passione e senza talento è una cosa negativa, ma almeno può essere divertente”.

Come si è preparata a questo ruolo? È la prima volta che interpreto un ruolo del genere, mi sono preparata per essere in grado di cantare nel migliore dei modi perché questa è la voce che Florence ascolta nella sua testa. Mi ricordo di aver ascoltato una volta il grande compositore George Gershwin che suonava off-key, ma lui sapeva qual era la nota esatta e quindi capisco cosa stesse sentendo Florence. È una risposta, forse lo è… Ah, il jet lag”.

Archiviato il terzo dibattito elettorale, anche Meryl Streep, come gli altri ospiti americani hanno risposto alla domanda su quanto la campagna di Trump sia stata sessista e ha proclamato il suo endorsment a Hillary Clinton: “Non voglio aggiungere nulla sul sessismo della campagna di Trump, sta facendo un ottimo lavoro da solo. Credo che fra 20 giorni il presidente sarà Hillary Bonham Clinton, quindi non ne parleremo più, quindi è un’ottima notizia”. Florence viene protetta da recensioni negative dal marito, interpretato da Hugh Grant, la “Divina” non è solita leggere le critiche: “Non leggo le critiche perché non sai mai quando qualcosa di molto brutto ti colpirà, adesso poi che il giornalismo del mondo dell’intrattenimento ti attacca per com’è la tua faccia, il tuo corpo, non le leggo. Le persone che amano mi proteggono dalle critiche negative, per esempio sul mio modo di cucinare, il mio marito dice sempre: è così buono, anche se è immangiabile, è un atto d’amore, grazie al cielo che esiste, così riusciamo a sopravvivere”.

Cento cinquantasette premi, ben 409 nomination, Meryl Streep è una delle migliori attrici del suo tempo, com’è lavorare con lei e come si sente ogni volta che mette piede in un set: “Sento l’obbligazione di smantellare una certa struttura che mi accompagna quando arrivo il primo giorno sul set e non aiuta il mio lavoro. Qualche vola consciamente e altre volte inconsciamente me ne libero così tutti possono lavorare insieme, penso che un sentimento che lega tutto il set, e se c’è un muro fra me e un giovane attore… ma anche Hugh mi ha detto che era terrorizzato all’idea di lavorare con me, ma penso che stesse dicendo una stupidaggine, penso che l’abbia detto per farmi sentire. È un problema che è divertente distruggere, sbaglio le mie battute, sbaglio i miei movimenti, vado a destra quando dovrei andare a sinistra, mi dimentico e tutti si rilassano perché pensano non è così brava come si crede”.

Meryl Streep, un’attrice completa, ha dovuto imparare a stonare per interpretare Florence Foster Jennings. L’attrice crede che “si migliora con l’età” e si è “preparata nel migliore dei modi” ed è stato “divertente”. Il coach che l’ha preparato è lo stesso del Metropolitan Opera, Arthur Levy: “Con lui mi sono divertita a cantare nel migliore dei modi ed è stato divertente preparare queste arie nel migliore dei modi, grazie anche al mio coach che ho condiviso con la mia amica Audra McDonald, con cui ho appena finito di lavorare. Lui mi ha insegnato a cantare nel miglior modo possibile e poi sempre con lui mi sono divertita a storpiarle nelle ultime settimane. Mi piace ricordare che un artista russo che ci accompagnava rideva sotto i baffi mentre cantavamo (imitandolo Meryl Streep ricorda lo straordinario Simon Helberg in Florence Foster Jennings) e ho capito che avevo fatto un buon lavoro”.

Presidente di Giuria all’ultimo Festival di Berlino, Meryl Streep ha premiato il “nostro” Fuocoammare, il film italiano candidato oggi all’Oscar fra le tante polemiche: “Continuo a sostenere Fuocoammare, sono molto orgogliosa che la giuria era stata unanime a dare il Leone d’oro a Francesco Rosi, una decisione comunque controversa perché abbiamo premiato un documentario. Ma il film di Rosi è unico, ci porta agli occhi qualcosa che, almeno per noi negli Stati Uniti, è rappresentato solo da numeri e statistiche sappiamo che vengono una quantità enorme di persone, ci tocca vedere le immagini di un bambino trascinato via dal mare, quando c’è un altro piccolo ricoperto di polvere in un’ambulanza, è l’unica volta che ci siamo svegliati e abbiamo sentito le vere storie. Gianfranco Rosi ha fatto un film eccezionale, ha parlato di un dottore, un bambino e un presentatore di radio dà una visione, dà una versione della storia di Lampedusa unendola con il cuore. Ci fa entrare e uscire da questa tragedia. Sappiamo come individuare il male, c’è qualcosa in questo film che lo mostra e penso che Fuocoammare abbia delle buone chance di essere nominato e che l’Academy lo veda”.

Florence ha, per l’attrice, “uno spirito da bambina, è qualcosa di molto accattivante in lei e la condivide con i bambini, quando per esempio si alzano in piedi e fanno uno show, vuoi ridere, ma devi prendere sul serio questo dono di creatività che ti stanno dando”. Ne sa qualcosa Meryl Streep, madre di quattro figli: il musicista e attore Henry, le due attrici Grace e Mamie e la modella Louise. “Mi ricordo quando i miei figli facevano questi lunghi e interminabili show che andavano avanti per ore, con omicidi… Oddio, forse dovrei analizzare quelle opere, ma comunque c’è qualcosa che perdiamo, abbiamo questo senso dello show e immersi nella storia, è l’inizio della costruzione della nostra empatia e iniziamo a capire, immaginare le vite degli altri, il dolore, è quello che rende noi attori e gli altri membri del pubblico. Credo che Florence non abbia perso la sua abilità di esserlo, è questo il suo spirito, è ciò che suo marito ama di lei.  Non è una donna che quando entra in scena pensi Vavavoom, ma lo aiuta, c’è un amore che è qualcosa di impenetrabile e incomprensibile agli altri”.

Florence vive per l’arte, come Meryl Streep è il cinema, ogni donna interpretata dall’attrice è entrata nel cuore di decine di appassionati: “Per me il cinema ha sempre lo stesso significato, ogni singola donna che ho avuto la fortuna di interpretare ha la stessa importanza del mio primo ruolo. Forse è a causa della poca memoria a breve termine, ma non ho mai finito di entusiasmarmi per queste donne, adoro ognuna di queste singole donne, devo difenderle, devo farvi vedere quello che ho imparato su di loro e va sottolineato, l’ho sempre pensato sia per i personaggi scoppiettanti che per quelli più riflessivi. Tutti meritano il proprio posto, sono sempre legata a questi ruoli, al mio lavoro finché continuano a darmi parti”.

Una serie di donne pazzesche, tre premiate con l’Oscar (l’ex moglie di Dustin Hoffman in Kramer contro Kramer, Karen Blixen in La Mia Africa, Margaret Thatcher in The Iron Lady), una carriera pazzesca, ma non ha ancora pensato a dirigere: “Alcuni dei miei registi penserebbero che ci ho già provato, ma non m’interessa, non ho mai sentito il bisogno. Ammiro le persone che fanno entrambe le cose, ma io ho sempre amato recitare, amo quel genere di lavoro, la soggettività, amo non avere te stessa e usare un’altra parte di te. L’immersione in un personaggio per me non è un lavoro, è un piacere, immagino di avere una vita diversa, di venire da un posto diverso, una vita differente, è qualcosa che fa parte di me sin da quando ero piccola, mi chiedevo che pensasse e cosa volesse dire essere mia nonna. La imitavo, come camminava e mi disegnavo le rughe in volto per essere come lei. È stato l’inizio di qualcosa, una certa curiosità, sei un po’ come lei, credo e un profondo senso d’investigazione, immaginare di essere qualcun altro: immagini il suo dolore impari anche qualcosa sul tuo, se immagini la gioia, puoi sentirti meglio, c’è anche qualcosa di egoistico in questo”.

Florence è amica di Toscanini, l’attrice risponde in italiano: “Amo tutti”, un applauso accoglie la sua dichiarazione, “Tutti vogliono essere italiani, sognano di esserlo, sono solo una di loro”. Ed è anche italiano il nome dell’attrice che lei “sceglie” come suo erede, forse per non fare un torto a nessuna collega americana: “Penso di aver rotto il ghiaccio per le giovani attrici, possono chiudere gli occhi e immaginare di avere una carriera oltre i 40 anni che fino a qualche anno fa era il limite massimo oltre il quale non si poteva lavorare più. All’inizio della mia carriera si sapeva che scomparivi a quell’età e poi a 60-70 anni potevi interpretare delle donne orribili, se si parlava di 40enni-50enni la gente impazziva. La tv ha aperto molto, ha aiutato tantissimo, dirò comunque un nome, c’è un’attrice che davvero ammiro è Alba Rochwacher, è un’attrice incredibilmente speciale”.

Vive un sogno Florence, la sua protagonista: “I film sono un’illusione, nessuno di voi sarebbe qui se non ci fossero film, abbiamo bisogno di illusioni. Se no vivremmo in un mondo di documentari e non vogliamo ucciderci. L’illusione è bella, è arte, è una cosa che lavori con la tua stessa sensibilità, per dire qualcosa di scontato, l’illusione è davvero fondamentale”. Anche la divina Meryl Streep commette errori: “Non so fare un numero di cose che non c’è abbastanza tempo per elencarle tutte, e anche se me ne dimentico, i miei quattro figli me lo ricordano sempre”.

Il film di Florence riprende in parte il film Marguerite, una donna facoltosa con un’enorme passione per il canto, ma stonata come una campana: “Non ho visto il film, ma il nostro film ha ottenuto l’ok prima, ma ci abbiamo messo più tempo a farlo, siamo dunque divenuti secondo in uscita, ma non l’ho visto”.

Tantissimi ruoli, una carriera infinita e una donna di una semplicità estrema, Meryl Streep avrebbe voluto interpretare qualche ruolo che le è sfuggito: “Avrei voluto essere Patsy Cline! Karel Reisz ha diretto Sweet Dreams e Jessica Lane era la protagonista e l’ha interpretato stupendamente e non lo perdonerò mai e sono ancora arrabbiata con lui e gli ho detto: il minimo che puoi fare è darmi casa tua e l’ha fatto e ho vissuto a casa sua per un anno!”.

Il video dell’attrice americana

L’attrice parla del suo ruolo

(chiara laganà)

 

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