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Rodrigo Grande e Pablo Echarri presentano Al Final del Túnel

Il film argentino è nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma

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di Redazione | 2016-11-26 21/10/2016 ore 17:12
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:40)

Al Final del Túnel è stato presentato ieri alla Festa del Cinema di Roma, a parlare del film argentino il regista Rodrigo Grande e il protagonista e produttore, l’attore Pablo Echarri. Una coproduzione spagnola e argentina, uno dei film più applauditi alla Festa del Cinema di Roma, uno dei meriti è legato alla straordinaria scrittura firmata sempre dal regista Grande e del montaggio: “Ha a che vedere con il fatto che un regista, all’inizio del film, decide le regole narrative e visuali di quello che succederà nel film, qui un regista e sceneggiatore ha la libertà assoluta perché il campo è vasto, guardi in avanti e all’inizio puoi fare quello che vuoi. Una volta stabilite queste regole, però il percorso si rimpicciolisce narrativamente parlando e non si può contraddire quello che si è detto e le regole narrative già presentate, qui la maggior libertà presente all’inizio, che molti film hanno, pianificazioni simili a questa”.

Per il regista argentino “i film buoni, anche se con questo non voglio dire che la mia lo sia, hanno la tendenza a chiudersi verso la fine, sempre meno personaggi, meno ambientazione, penso che sia un errore quando i film si aprono alla fine e appaiono nuovi personaggi, nuove location, il pubblico deve riconoscerlo ed è un tradimento alla trama”, ha aggiunto Rodrigo Grande.

Al Final del Túnel può contare su alcuni dei nomi più importanti del cinema argentino: Leonardo Sbaraglia ha il ruolo del personaggio principale, l’antagonista è Pablo Echarri, anche produttore del film, la spagnola Clara Lago è il personaggio femminile, a completare il cast anche Federico Luppi. Al Final del Túnel è girata prevalentemente nella stessa stanza e nel “tunnel” scavato fra le due abitazioni e la banca del titolo: “Avremmo potuto girare il film in situazioni reali, ma sarebbe stato molto più difficile e meno potente da un punto di vista visivo. Mentre cercavamo i fondi con Pablo, che è anche produttore e ha iniziato e accompagnato fino alla fine la produzione, sono riuscito a disegnare una storyboard abbastanza completo del film e questo ci ha fatto capire che per potenziarlo da un punto di vista visivo richiedeva costruire tutte le scenografie del film. Al Final del Túnel è stata girata in un set, in studio, questo è stato un lusso che ci siamo potuti permettere, in gran parte grazie, ne approfitto visto che qui è accanto a me, al coraggio di Pablo, che ha lasciato il film fosse così come l’avevamo immaginato”, ha aggiunto il regista argentino.

Rodrigo Grande ringrazia anche la direttrice artistica, Mariela Rípolas, e il direttore alla fotografia, Félix Monti: “Devo anche ringraziare la direttrice artistica, Mariela Rípolas, che è riuscita a potenziare visualmente tutto quello che era presente nella trama, è stato un bene avere una storyboard perché sapevamo, in determinati piani e in determinati momenti quello che succedeva dietro i personaggi, quello che si sarebbe visto e in questo modo abbiamo giocato con questo anche grazie al direttore della fotografia, Félix Monti, uno dei migliori, se non il migliore in Argentina, abbiamo potuto, già nella fase di preparazione del film, pensandola e disegnandola nel migliore dei modi”, ha ringraziato il regista.

Pablo Echarri interpreta il cattivo Galereto, è stato così perfido anche come produttore? “Non so… Pablo è un attore eccellente, l’avete visto, da questo punto di vista ero molto tranquillo che il personaggio avrebbe funzionato e lui avrebbe fatto un ottimo lavoro. Avevamo già lavorato insieme, Cuestión de Principios, in cui faceva ancora il cattivo. Lì è nata una sorta di amicizia fra di noi o qualcosa che somiglia a questo”, sorride il regista “Abbastanza”, aggiunge l’attore e produttore. “E abbiamo iniziato a sognare di fare qualcosa insieme con lui come produttore e io non so, oltre che ringraziarlo e adesso… basta fargli complimenti”, ha aggiunto passando la parola all’attore-produttore. “Se sono stato più crudele come produttore o come personaggio, credo che non esista un personaggio più crudele, nel mondo del cinema di un produttore. Così che è difficile superare questo ruolo. La mia crudeltà è stata rivolta ai miei soci e non con Rodrigo, quando ho avuto la sceneggiatura in mano mi sono reso conto che era una bomba a orologeria, una stupenda opera di narrativa e per realizzarla mi sono reso conto che dovevo persuadere a Rodrigo in qualche modo per renderla possibile, per esempio cambiando alcune scene, per metterla in una cassa e poterla produrre. Adesso, sicuramente, non potevamo fuggire dalla sceneggiatura, penso che ero d’accordo con Rodrigo perché avevamo lo stesso obiettivo e sono stato molto crudele con i miei soci tanto è che con alcuni non lavorerò più insieme perché ho capito che bisognava rispettare il film nella sua integrità”, ha spiegato Pablo Echarri.

“Il personaggio di Galereto, invece, è magnifico: mi permette di sublimare la violenza e la crudeltà in una forma che porto dentro, mi ha permesso di spassarmelo soprattutto nel suo lato perfido. Mi sembra che al di là di essere cattivo, Galereto è proprio crudele. Galereto e quello di produttore sono stati due ruoli importanti, ma il secondo è stato più pesante”, ha detto Pablo Echarri.

Fra Pablo Echarri/Galereto e Leonardo Sbaraglia/Javier, il personaggio femminile è interpretato da Clara Lago: “Non mi piace molto improvvisare nel set, ho poca fiducia nel fatto che tu possa avere idee migliori che non tu non abbia avuto prima. L’improvvisazione è avvenuta nella lettura della sceneggiatura o nella presentazione dei personaggi, inoltre, ogni attore lavora in modo diverso e io sento che come regista più che dirigere li accompagno, loro conoscono meglio il personaggio di me, mentre filmiamo. Per esempio Pablo rispetta molto la lettera, non esce dalle battute della sceneggiatura, lui non discute il testo, mentre Leonardo Sbaraglia deve fare suo il testo e lo tinge con parole e con insicurezze per farlo suo. Clara Lago, invece, è legata moltissimo al film affinché renda il procedimento più semplice possibile. Bisogna tenere in conto che siano attori intelligenti, per capire che film si sta facendo, il risultato finale, per non litigare per stupidaggini senza rubare il tempo alle riprese del film”, ha spiegato così la direzione degli attori Rodrigo Grande.

Quanto a Clara Lago, è un’attrice spagnola che interpreta perfettamente la parte di un’argentina: “Clara ha un accento spagnolo, non argentino, sono due accenti completamente diversi. Non so se in Italia lo sapete, ma gli accenti sono totalmente diversi, le parole sono le stesse, ma cambia il modo di dirlo, il lavoro che ha svolto Clara è stato meraviglioso. Ha preso tre lezioni con un dialogue coach e appena è atterrata a Buenos Aires ha iniziato a parlare con un accento argentino per disinibirsi, mi ricordo che all’inizio era pessima, ma in un paio di settimane, Clara era diventata argentina”, dice sorridendo il regista, “Al montaggio non abbiamo dovuto eliminare nessuna scena a causa di un errore suo, realmente in tutto lo girato, non è mai uscita dal suo personaggio. Realmente i tre protagonisti mi hanno colpito fortemente”.

Al Final del Túnel passa senza accorgersene, ricevendo un altro complimento Rodrigo Grande risponde: “Mi fa piacere che l’abbiate notato, non avevamo mai pensato a una durata, ma avevamo deciso che due ore era il limite massimo. La sceneggiatura era molto precisa, tutta la storia era precisa e c’era poco da cambiare al livello di montaggio. Anche se, arrivato a quella fase, se ho il dubbio che una scena vada tagliata, la taglio, questo forse ha dato un ritmo più rapido al film o magari l’ottima prova degli attori… ma è un complimento, quindi forse bastava che ti dicessi grazie!”.

Al Final del Túnel, uno dei film più interessanti della Selezione Ufficiale della Festa del cinema di Roma, non ha ancora un distributore.

(chiara laganà)

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