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Festa del Cinema di Roma, i film da non perdere

I migliori titoli visti alla kermesse capitolina, appena conclusa

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di Redazione | 2016-11-26 24/10/2016 ore 13:57
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:41)

Archiviata la Festa del Cinema di Roma, è tempo di bilanci: dei 72 film proiettati all’undicesima edizione della kermesse, ne abbiamo visti 38 con incastri di durate, lingue e, inevitabilmente, storie. Dei 38 film abbiamo selezionato i titoli che ci sono piaciuti di più, quelli che vorremmo rivedere, quelli che presto vedrete al cinema… in rigoroso ordine alfabetico.

Afterimage, Andrzej Wajda
L’ultimo film del maestro polacco è uno dei più belli fra i titoli della Selezione Ufficiale dell’undicesima edizione. Il film è dedicato a Władisław Strzemiński, uno dei padri dell’arte polacca e dell’Unismo, uno dei fondatori della Scuola d’Arte di Łódź, dove il regista polacco studiò. Strzemiński è un professore amatissimo dai suoi studenti ed è uno dei pittori più noti della Polonia fra le due guerre, un uomo annientato dal regime comunista a cui non si è voluto piegare. Una straordinaria interpretazione di Paweł Edelman, una delle star del cinema polacco. Il film arriverà in Italia.

Al final del túnel, Rodrigo Grande
Il thriller argentino è stata una delle sorprese di questo festival. Presentato dal regista e dal produttore attore, Al final del túnel racconta la preparazione di una rapina a una banca utilizzando proprio un tunnel che passa sotto casa di un disabile, Javier, che ripara hard disk per lavoro. Javier vive da qualche tempo con una coinquilina spogliarellista e sua figlia, la donna è legata alla banda. Un film bellissimo, un finale da cardiopalma e interpretazioni eccellenti. Al final del túnel non ha ancora un distributore italiano.

Captain Fantastic, Matt Ross
Premiato dal pubblico come miglior film dell’undicesima edizione, Captain Fantastic è una favola moderna che racconta un padre sui generis che cresce i suoi sei figli in una foresta del Nord America. Fra caccia ai cervi, letture di Marx e sessioni musicali, i sei crescono lontani dalla società, ma quando la loro madre muore, il papà decide di lasciare momentaneamente il loro mondo parallelo. Viggo Mortensen in uno stato di grazia per una favola moderna che vi farà sorridere e commuovere. Al cinema dal 7 dicembre.

Fritz Lang, Gordian Maugg
Fritz Lang è il regista più noto in Germania, dopo Metropolis vuole dirigere un film senza macchine. Una storia di cronaca nera apparsa su un giornale lo colpisce: si tratta di una serie di omicidi che si stanno susseguendo a Düsseldorf. Lang decide di partire subito: ha trovato il soggetto del suo prossimo film. Come il regista tedesco ha realizzato uno dei suoi capolavori M il Mostro di Düsseldorf. Maugg racconta com’è nato questo film intrecciando scene girate da Lang e un mistero che avvolge la vita del regista: la morte della prima moglie Elisabeth Rosenthal.

Goodbye Berlin, Fatih Akin
Presentato ad Alice nella Città, Goodbye Berlin è l’ultimo film del regista tedesco Fatih Akin. Ispirato al bestseller Tschick!, racconta la storia di un’amicizia fra due adolescenti: Maike e Tschick, un misterioso ragazzo di origine russa. Terminata la scuola, i due partono per un road trip – anche se hanno 14 anni – fra inseguimenti e depistaggi alla polizia, incontri con famiglie sui generis e una senzatetto tutto con la colonna sonora di Richard Cleydermann: Tschick cambierà la vita del giovane Maike. Akin torna a dirigere un road movie dopo Im Juli, il suo primo film, deliziosa storia d’amicizia.

Goldstone, Ivan Sen
Siamo a Goldstone, una piccola cittadina sperduta nell’immenso e rossissimo deserto australiano. Il detective di origine aborigena, Jay Swan, si trova lì per risolvere il caso di una ragazza scomparsa. Jay si sconterà con una città super corrotta e troverà la collaborazione di un giovane e inesperto commissario, Josh. Bel poliziesco, girato in un paradiso rosso Australia. Ivan Sen ha scritto anche la sceneggiatura, Goldstone segue il primo film dedicato a Jay Swan: Mystery Road. Goldstone sarà distribuito in Italia.

Into the Inferno, Werner Herzog
Werner Herzog collabora con il vulcanologo inglese Clive Oppenheimer, per un viaggio intorno ai più noti e spaventosi vulcani del mondo. Dall’Indonesia passando per l’Islanda, l’Antartide e le isole Vanatu, Werner Herzog racconta con immagini magiche una religione fatta di magma, lapilli e, qualche volta, distruzione. Il documentario, prodotto da Netflix, arriva sulla piattaforma di streaming il prossimo 28 novembre.

La Fille de Brest, Emmanuelle Bercot
L’attrice e regista francese, Emmanuelle Bercot, torna a dirigere dopo A testa alta. La ragazza di Brest del titolo è Irène Frachon, pneumologa del policlinico universitario della città belga. Frachon iniziò una campagna contro un farmaco, il Mediator, che causa valvolopatie mortali. Un farmaco che ha ucciso 500 persone in Francia, grazie alla sua caparbietà il farmaco sarà ritirato dal commercio e l’Agenzia del Farmaco francese verrà rivoluzionato. La storia è raccontata in modo fluido ed è iper convincente anche grazie alla straordinaria interpretazione di Sisde Babett Knusden. Il film sarà distribuito in Italia da BIM con il titolo 150 mg.

La Tortue Rouge, Michael Dudok de Wit
Un uomo naufraga su un’isola tropicale deserta, qui dopo molto tempo passato da solo trova una tartaruga rossa che gli cambierà la vita. Con semplicità e immagini bellissime e la totale assenza di dialogo de Wit dirige un cartone animato che racconta con estrema poesia tutte le fasi della vita. Sarà distribuito in Italia da Bim.

Lion, Garth Davis
Film di chiusura dell’undicesima Festa del Cinema, Lion racconta la storia vera di Saroo Brierley. Nato in India nel 1981, Saroo, a cinque anni, si ritrova a Calcutta, a 1200 chilometri dalla sua città natale. Qualche anno dopo Saroo viene adottato da una famiglia australiana, ma non dimenticherà mai né sua madre, né suo fratello Guddu e qualche anno più tardi si metterà a cercarli. Una storia vera, strappalacrime, triste e bella, ottimo Dev Patel nel ruolo di Saroo. Il 22 dicembre al cinema, distribuisce Eagle Pictures.

Manchester By The Sea, Kenneth Lonergan
Terzo film diretto da Kenneth Lonergan dopo lo straordinario Conta su di me e Margaret, Manchester By The Sea racconta la storia di Lee Chandler, un uomo silenzioso, spento, senza più mordente. Lee fa il tuttofare in alcuni appartamenti di Boston, ma la notizia della morte del fratello Joe lo riporta a Manchester By The Sea, la città che aveva abbandonato anni prima. Lee si occuperà del nipote, Patrick, ma nasconde un doloroso segreto che lo sta lacerando. Una storia triste, ma verissima, preparatevi perché di questo film sentiremo parlare nella prossima stagione di statuette. Straordinaria performance di Casey Affleck, fratello più bravo di Ben.

Sing Street, John Carney
Musica sempre protagonista nel nuovo film di John Carney dopo Once e Tutto può cambiare. Conor vive a Dublino, ha appena cambiato scuola e cerca di evadere i problemi a scuola e fuori dall’aula ascoltando musica. Una volta conosciuta Raphina, Conor decide di conquistarla con la musica e fonda un gruppo: Sing Street. La musica degli anni ’80 è una dei protagonisti del film, uno dei più amati dal pubblico e dagli addetti ai lavori alla Festa del Cinema. Al cinema dal 9 novembre.

The Hollars, John Krasinski
John Krasinski dirige e interpreta The Hollars, un bel film dedicato alla disfunzionale famiglia del primo. John è un graphic novelist e vive a New York con la sua fidanzata prossima al parto, è lei a dirgli che deve tornare a casa perché sua madre è in ospedale a causa di un tumore al cervello. In ospedale John ritrova il padre, sempre più distrutto, e il fratello Ray, divorziato e senza lavoro. The Hollars racconta con semplicità la storia di una famiglia facendo sorridere e commuovere. Da non perdere! The Hollars ancora non ha un distributore italiano.

Ci sono piaciuti anche: Una di Benedict Andrews, Florence di Stephen Frears (con uno straordinario Simon Helberg), 3 Generations di Gaby Dellal, London Town di Derrick Borte, Swiss Army Man di Daniel Scheinert e Dan Kwan, “ni” per Snowden di Oliver Stone e Genius Michael Grandage. Bocciati gli italiani: Naples ’44, 7 minuti e Maria per Roma e il polpettone The Secret Scripture di un irriconoscibile Jim Sheridan.

(Chiara Laganà) 

 

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