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Come diventare grande nonostante i genitori in sala il 24

Parlano regista, sceneggiatore, attori e le attrici Buy e Mezzogiorno

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di Redazione | 2016-11-26 14/11/2016 ore 14:27
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:43)

Come diventare grande nonostante i genitori, in sala il 24 novembre, è uno dei primi film prodotti da Disney Italia. La storia unisce alcuni fra i talenti più innovativi e noti del cinema italiano: Luca Lucini alla regia, Gennaro Nunziante alla sceneggiatura, le attrici Margherita Buy e Giovanna Mezzogiorno, tornata dopo anni di assenza, i giovanissimi protagonisti di Alex & Co, e altri attori italiani di grande talento. Un esperimento cinematografico che avrà certamente successo ed è stato presentato qualche giorno fa a Roma dal regista, lo sceneggiatore e il resto del cast.

Gennaro Nunziante, sceneggiatore di Liberate I Pesci, La Febbre e degli ultimi film diretti da Checco Zelone, ha così spiegato cosa l’ha spinto a partecipare a questo progetto: “Mi hanno pagato in anticipo, quindi t’impegni”, ha detto fra il serio e il faceto. E poi c’è di mezzo un trullo: “Ho comprato un trullo con mia moglie e dobbiamo finire di pagarlo”, ha scherzato. Nunziante è poi tornato serio: “Mi divertiva pasticciare con il marchio Disney, mettendo dentro delle cose europee. Mi ha divertito servire queste cose con i sentimenti. Poi sono padre di tre fili e in questo lavoro mi sono messo a nudo, mi sono divertito in questa cosa”.

Come diventare grande nonostante i genitori è diretto da Luca Lucini, il regista di Solo un padre, Amore, bugie e calcetto ha deciso di intraprendere questo progetto perché per lui rappresentava una sfida: “Il marchio Disney è prestigioso, e fa sempre film di grande qualità. Ho iniziato a mettermi in gioco e a ripartire da zero. Abbiamo lavorato su tre diverse sceneggiature” poi è arrivata l’ultima stesura “Ho trovato nella poetica e nell’ironia di Nunziante, il giusto mix, un mix perfetto per Disney. Un marchio che ha adottato l’italianità sin da Pinocchio. Mi ha colpito il modo di scrivere di Gennaro  e c’erano delle attrici fantastiche. Tutti ci hanno messo una parte di loro in questo film. Matthew Modine, la produzione che non è stata facile per un film italiano”.

Come diventare grande nonostante i genitori senza il graditissimo ritorno di Giovanna Mezzogiorno, assente dal grande schermo da molti anni ha preso parte al progetto perché era “un film leggero”: “Mi sono allontanata dal cinema, sono fortunata perché due anni fa sono diventata madre e ho deciso di recitare in questo film perché mi piaceva la storia”, ha spiegato l’attrice che interpreta una madre che ha perso il proprio figlio, “La mia storia e quella di Matthew era rappresentata dalla perdita di un figlio. Con Luca ero d’accordo non volevo fare un personaggio triste, ho cercato di renderla tenera, è un personaggio che tiene su un marito che fa più fatica a superare la morte di un figlio”.

Giovanna Mezzogiorno che è anche madre di due bambini è “affascinata dal mondo degli adolescenti” ed è stata molto felice di dividere la scena con un gruppo di giovanissimi attori: “Sono umili, simpatici, grandi professionisti, anche se sono stata poco sul set con loro, ho visto che hanno portato una freschezza e un’energia incredibili. Sono molto più avanti rispetto a me quando avevo la loro età. Io ero una ‘pupazzetta’ al confronto, allo stesso tempo conservano ancora un lato infantile, tenerissimo. Per me è stata una lezione dividere il set con loro”.

I giovani protagonisti sono volti noti, da qualche anno sono i protagonisti della serie TV Alex & Co, una serie di successo di Disney Channel Italia: “La serie TV è scritta in linguaggio molto TV e molto Disney. Io ho chiesto di cambiare il modulo televisivo, gli attori dovevano interpretare altre persone. I soldi vengono dagli USA, le idee dall’Italia. L’ironia è al centro delle nostre vite ed esiste un’accettazione di fondo. Ho tre figli, ma l’elemento che ha scatenato la scrittura è stato questo: ho perso un amico che per 25 anni mi ha massacrato. Ci vedevamo di rado, quando l’ho visitato ho scoperto cos’è l’amicizia: volerti bene senza nasconderti tutto”, ha aggiunto Nunziante.

In attesa della terza stagione di Alex & Co, Piero Crispino produttore del film per 3ZERO2 e Disney Italia ha spiegato il perché Come diventare grandi nonostante i genitori non sia stato lanciato al pubblico come un film targato Alex&Co: “Doveva essere un film per tutti”. Crispino ha aggiunto che ha da sempre voluto Nunziante a firmare la sceneggiatura: “Gennaro è uno, è il più grande sceneggiatore italiano. Il film sembra un film per bambini, ms finisce di essere un titolo per gli adulti. Il marchio non viene coinvolto sin dall’inizio perché non è un film per bambini”.

Presenti in sala i giovanissimi protagonisti che hanno raccontato quali sono stati i “no” che li hanno aiutati a crescere. Federico Russo è il primo a prendere la parola: “I no per me sono stati molto importanti. Siamo cinque figli, vengo da una famiglia numerosa, i no sono stati importanti per tutti bisognava dare a tutti e sei le stesse misure”. Saul Nanni – Christian continua: “I no aiutano a crescere, quando si ha un sogno, perché quando ce l’hai, i no ti fanno mettere più grinta, a me è capitato con i no ricevuti ai provini”. Emanuele Misuraca, new entry della band, aggiunge: “I no servono tantissimo, lui con i provini, io con i concorsi per pianoforte, ti aiutano ad andare avanti e a cercare di migliorarti sempre di più, servono veramente tanto”. Eleonora Gaggero – Nicole è la mascotte del gruppo, ma anche lei condivide l’idea con il resto del gruppo: “I no aiutano a  crescere anche quelli che mi dicono i colleghi, e quelli che mi hanno detto la mia famiglia mi hanno aiutato, anche quelli dei miei genitori sul set”. È dello stesso avviso Beatrice Vendramin – Emma: “I primi no li ho ricevuti per la recitazione e i primi a dirmeli sono stati i miei genitori per paura e oggi mi sostengono molto. I no servono, ma serve anche qualcuno che ti spinga ad andare avanti”.

Da genitore Margherita Buy ha detto pochi no, ma racconta di conoscere molto i palinsesti di Disney Channel: “Volevo lavorare con Luca, volevo fare un film Disney, io che sono vissuta gli ultimi dodici anni con Disney Channel, adesso ne sta uscendo e anch’io volevo partecipare a questo mondo. Volevo fare la preside, veramente cattiva e anche sexy. E poi i no è sono molto belli, il colpo di scena è molto interessante, a mia figlia dico molti sì, lo ritengo un discorso giusto, mi divertiva il confronto: dopo questo film mia figlia si beccherà un sacco di no”.

Giovanna Mezzogiorno, invece, ammette: “Ho avuto una madre tollerante e un padre molto severo, lui stesso ha concesso grandi libertà, è stato molto severo. Io poi avevo una carriera scolastica tragica, assurda, quindi capisco la sua preoccupazione. Ho iniziato a uscire di casa ai 18-19 anni, questo crea sgomento e rancore nell’adolescente, l’adolescente che ero io, sia crea tensione e una rottura di palle continua, ma ti dà una base forte. Molto piccola sono andata via di casa e avevo degli strumenti importanti, io mi auguro che questi ragazzi abbiano un successo enorme, che i loro sogni si avverino. Quello che è valso per è aver ricevuto dei no, ma anche dirne: dire sì è facile, no non lo è. Dire di no nel lavoro ti dà un’etica che sai dire di noi è questo è fondamentale, nella vita, per difendersi”.

Gennaro Nunziante, poi ha spiegato le differenze di scrittura fra un film Disney e uno di Checco Zalone: “È difficile scrivere, anche perché io ci ho messo per arrivare alla licenza elementare. Non c’è differenza se ti pagano, però è la verità, fa male dirlo, ma è la verità. C’è una cosa di fondo che deve essere chiara: la scrittura è qualcosa di molto personale. Non so scrivere una fiction TV, sono capace di scrivere come so scrivere io. Con Luca c’è un conto doppio, la mia scrittura non cambia mai. Roland Barthes diceva: Parliamo una sola frase che interrompe la morte. Anche i grandi artisti hanno fatto lo stesso quadro declinandolo in forme diverse. Se sai scrivere lo sai fare, ma con la tua scrittura. È sempre legato alla tua vita, se lo sleghi diventa professionale e fa cagare”.

Sia Margherita Buy che Giovanna Mezzogiorno sono madri e parlano dei genitori moderni che sono contrari all’autorità degli insegnanti: “Non ne penso bene, ci sono anche maestri che vanno criticati perché non fanno bene il loro lavoro, se lo vedono è un buon lavoro. Mancare di rispetto e intervenire dove non è richiesto… no. Mia figlia va a una scuola inglese, capisco pochissimo e dico sì a tutto”.

Mezzogiorno, invece, ha dei figli alla scuola materna: “Già c’è qualcosa che mi dà fastidio, se l’insegnante critica il bambino per il suo comportamento, critica una sua modalità. Bisogna vigilare tantissimo, seppur una pessime studentessa, professori poco ematici hanno fatto dei danni terribili. I genitori devono vigilare, ma non proteggere, devono lasciarlo fare ai figli e avere fiducia a chi si è assegnata la carriera dei propri figli. Le risse ai colloqui non sono costruttive, io spero nel futuro avere un equilibrio fra le due cose… difficile”.

Le dichiarazioni dei giovani attori
Le dichiarazioni delle due attrici

(c.la.)

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