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Quel bravo ragazzo, il cast e il regista parlano del film

Con Herbert Ballerina, Lo Verso e Sperandeo. Al cinema il 17 novembre

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di Redazione | 2016-11-26 15/11/2016 ore 17:15
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:43)

Quel bravo ragazzo vi farà sorridere sulla mafia e non solo, il film con Herbert Ballerina, Enrico Lo Verso, Tony Sperandeo e Ninni Bruschetta, è stato presentato oggi a Roma. Il film, scritto anche in collaborazione con Herbert Ballerina, nome d’arte di Luigi Luciano, racconta la storia di Leone, un puro che si ritrova a diventare il Capo di una famiglia mafiosa, con l’aiuto dei due “picciotti” Salvo e Vito e il dubbioso sguardo dell’avvocato di famiglia, l’avvocato Greco. A completare il cast, l’attrice Daniela Virgilio.

Quel bravo ragazzo  vi farà sorridere e si riderà anche sulla mafia, un tema su cui si è riso troppo poco. “Se il film è bello è tutta farina del mio sacco, se è brutto zero. Siamo partiti dal soggetto di Ciro Zucca, ma la sceneggiatura è stata firmata da me, Gianluca Ansanelli, Ciro e Andrea Agnello. Un po’ farina di tutti”. Nel film si ritrova l’humour non sense già visto nei film di Maccio Capatonda, presente a Roma e nel film nel ruolo di don Isidoro, il religioso che si è preso cura di Leone per 35 anni fa. C’è una scena che richiama un po’ Caravaggio, la riunione dei boss per l’elezione del capo dei capi: “Sì, quello era il finale del film, volevamo creare qualcosa che colpisse anche visivamente, chiaramente il riferimento è quello di Caravaggio, ne ho parlato con la scenografa. Una volta trovata la location, ci è venuto subito in mente questa cosa”.

Herbert-Leone è un boss poco stimato, Ivo Avido, un altro degli attori simbolo dei trailer e dei film di Maccio Capatonda, co-produttore del film, ha scherzato: “Ho preso ordini dalle persone che non stimavo, sai come si dice in Abruzzo? Attacca il ciuccio dove lo vuole il padrone, alcune volte devi fare buon viso a cattivo gioco, ma diciamo che preferisco prenderle io le decisioni in alcuni momenti”. Maccio Capatonda risponde con la sua solita ironia: “Credo che il peggior capo di me stesso sono io, quindi mi capita sempre di non stimarmi. E poi alla fine viene fuori quello che è”. Tony Sperandeo scherza e si dissocia dal film, in quanto attore mafioso: “Mi dissocio”, ha detto scherzando, “Sono veramente contento perché trattiamo della mafia in modo molto ironico”. “Quando prendo degli ordini, dico di sì, non ubbidisco. Vado per la mia strada”, risponde Herbert Ballerina.

Al regista, Enrico Lanza, è capitato “raramente”, mentre Marco Belardi ha spiegato qualcosa in più sul film: “Cercavamo una storia da far fare a Herbert per farlo esordire in un film, e Ciro Zecca ha inviato la storia, come spesso accade ha inviato un soggetto. Gli abbiamo affiancato due persone esperte come Anzanelli e Agnello. Sono contento e soddisfatto del lavoro e ringrazio il cast di professionisti: Nini Bruschetta, Lo Verso… Sperandeo”.

Daniela Virgili che interpreta Sonia, una poliziotta che è molto vicina al boss, non ha avuto nessun capo incompetente “la cosa buona di questo mestiere è che i progetti durano un breve periodo con produttore, regista e attore. Per un breve periodo si possono sostenere personaggi scomodi. Poi con me sono tutti carini”, Herbert Ballerina scherza e dice: “Strano! È logico che a te non viene male”. È capitato anche a Enrico Lo Verso: “Se non stimo, obbedisco. Se lo stimo, ci discuto”. Ninni Bruschetta continua: “Quest’esempio è tipico di quello che può capitare a un attore, di incontrare un regista che non è bravo, l’unico modo di uscirne è fare quello che ti dice lui migliorandolo”.

Il film prende in giro la mafia, e Quel bravo ragazzo  di Herbert Ballerina “teme” per la sua incolumità: “Non volevo prendere in giro nessuno perché io sono molto pauroso. Come diceva Marco, cercavamo questo soggetto per mettere il mio personaggio in un ambiente molto molto più grande di lui. Si può ridere parlando di mafia, distruggendola, distruggendo i cliché sulla mafia e dei film mafiosi, ma io non ho preso in giro nessuno”.

“L’esempio dell’iPizzo è divertentissimo, il pizzo ancora esiste, in modo ridotto. Denunciare certe cose, molta gente reagisce e anche il cinema lo fa in questa veste, in questo film, per me è una cosa molto intelligente”, ha aggiunto Tony Sperandeo.

Daniela Virgilio ha aggiunto: “Gigi ha una purezza, un candore che neanche mia cugina di due anni ha, lei ha più malizia, fare quest’ironia con un candore e un’ingenuità come quella di Gigi è toccante perché lui dice delle cose automatiche: hai bisogno di soldi, eccoli. Mia cugina ha un altro modo di pensare rispetto alla proprietà privata e questo candore dà un’altra lettura a questa critica. È una satira che a me è piaciuta molto, poi non capisci mai se Gigi lo è o lo fa. Non sapevo se ridere o prenderlo sul serio, perché è così”.

Enrico Lo Verso interpreta un boss vegetariano per questioni etiche sempre in compagnia delle bacchi di Goji: “Mi sono divertito molto a leggerlo e a farlo, e a fare una sorta di provino insieme e lì ho riso come mai in vita mia e ho capito che c’era una squadra pazzesca ha avuto quest’idea, poi ridere della mafia lo trovo bellissimo, una risata vi seppellirà si dice sempre così, è un modo molto giusto e bello di combatterla”. Anche Ninni Bruschetta è d’accordo: “I film che ironizzano su qualcosa portano un genere di efficacia, è un film totalmente anti mafia che racconta la soluzione inversa: un capo che arriva lì… Quello che il film dice non si sposta rispetto a quello che abbiamo fatto in questi anni essendo siciliani e avendo un impegno personale, questo è agevolato dalla leggerezza della comicità che forse fa arrivare il messaggio più profondamente”.

A molti il film ha ricordato Johnny Stecchino: “In molti ci abbiamo pensato”, ha affermato il regista, “Chiaramente questo film è costruito sul personaggio di Herbert ed è diverso, son passati 25 anni. Quando l’ho incontrato, mi ha colpito molto il suo candore, la sua fisicità, mi ricordava Buster Keaton, a Edward Mani di Forbici. Il film questo la mostra, abbiamo lavorato su questo”.

“La comicità non sense, venendo dal mondo di Maccio, l’abbiamo messa, perché ci contraddistingue. Johnny Stecchino l’ho visto 160 volte, ma io m’ispiro al teatro napoletano di una volta, c’è forse qualcosa a livello inconscio. I vari Totò, i comici che hanno segnato la mia esistenza: Benigni, Pozzecco, m’ispiro anche un po’ a Maccio… Quando va male”, ha affermato il protagonista Herbert Ballerina, vero nome Luigi Luciani.

Il personaggio di Herbert è candido, “ma che significa candore? È una malattia?”, scherza Herbert. L’attore precisa che però “non è un idiota. Se no, quanti idioti facevano film?”. Il personaggio assomiglia anche un po’ a Forrest Gump: “Il paragone rende, anche se lui si trova in situazioni più grandi di lui come succede a Leone”.

Una delle scene riprende Il Cacciatore, Herbert divide la scena con l’attore catalano Jordi Mollá: “Anche lui si aggiunge al cast incredibile, lui ha detto che questo film è il suo fiore all’occhiello”. L’attore “ci ha chiamato, proprio lui. Voglio ripulirmi con il tuo candore e voglio lasciarmi alle spalle Blow”, scherza Herbert Ballerina. “Il film è girato in Sicilia”, puntualizza Ballerina.

Tony Sperandeo recita e riprende in parte il ruolo comico dell’inizio di carriera, sconosciuto a molti: “Non ho voluto esagerare perché il ruolo comico contrastava con il mio personaggio. Andavo bene così, sono contento di aver lavorato con un regista giovane, pur essendo milanese ha fatto un bel film sulla Sicilia. Avrei voluto essere molto più comico”, ha precisato Sperandeo, “Poi con questa faccia… Padre Pio non me lo faranno fare mai”, scherza l’attore palermitano sotto lo sguardo d’intesa di Maccio ed Herbert.

Le bacche di Goji sono il carattere distintivo di uno dei due boss, quello interpretato da Enrico Lo Verso. “È divertente questo killer vegetariano per motivi etici, per rispettare gli animali, non tutti, per esempio l’avvocato”.

“Il film è nato con il desiderio di mettere il mio personaggio in una commedia più comica, mentre il mondo Marcio è satirico e non sense e grottesco. Quindi c’era la voglia di fare un film più largo, una storia più semplice. Usare un metodo di sceneggiatura diverso per fare un film meno satirico”, ha precisato Herbert Ballerina. Altri personaggi, come Peter Sellers in Oltre il giardino, ho rivisto film in cui personaggi si sono trovati in un mondo in cui c’entra niente. Ho visto Titanic che proprio non c’entrava niente”, ha scherzato l’attore di origine molisana.

Il finale è stato scritto molte volte, “l’abbiamo riscritto varie volte, ma abbiamo scelto quello più semplice”. “La riunione del capo dei capi è stata la più difficile da girare. Ci abbiamo messo due giorni ed è stata comunque una difficoltà piacevole”, ha aggiunto il regista.

Jim Carrey non è stato un’ispirazione per Herbert Ballerina: “Ho visto solo Scemo e più scemo 2, anzi di lui ho visto solo il film drammatico Il numero maledetto”. Nel film, inizialmente, il personaggio di Daniela doveva innamorarsi di lui, ma hanno cambiato il finale: “Non ho potuto sperimentare questa cosa”, dice Daniela Virgilio. “Il film doveva prendere una piega amorosa”, ha spiegato l’attore. “Ce l’hanno tagliata”, ha aggiunto l’attrice. “Io le scene con le donne non le so fare, però il film era molto onesto, è impossibile che quella lì s’innamora del troppo scemo, non ci sembrava onesto, ci sembrava il classico fanalino per mettere tutti d’accordo”.

“Non so cosa mi aspetto da questo film, lo pensi, lo scrivi, lo reciti, non capisci più quello che hai fatto. Spero che il pubblico, lo venga a vedere. Abbiamo avuto un buon approccio al cinema, abbiamo fatto un cast giusto e di fare un film che ci piacesse e che piacesse anche al pubblico”, ha aggiunto Herbert Ballerina.

Il film è stato girato in Sicilia, nella provincia di Ragusa, “ho vissuto tanto quella parte, tutti erano felici di fare un film in cui la mafia veniva presa in giro con molta leggerezza. Abbiamo girato un film in una Sicilia bellissima, mi è piaciuto come Herbert si è approcciato al discorso mafia, l’ha fatto in un modo sempre intelligente. Gli attori e la troupe siciliani l’hanno vissuto in modo benissimo”, ha detto Ivo Avido.

“Il cinema in Sicilia, una volta, era Palermo e Catania. Ragusa è un bel pezzo di Sicilia, scoperta da Montalbano. È una parte di Sicilia molto bella, c’è una luce diversa, la Sicilia di una volta”, ha detto Sparandeo. “Ci siamo trovati bene in Sicilia, un’accoglienza incredibile, sono state tutte disponibili, fantastiche, totalmente l’opposto di quello che si racconta nel cinema, screditando in qualche modo la mafia”, ha aggiunto Ivo Avido.

Il sogno di Herbert 

(chiara laganà)

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