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Amore e inganni, Whit Stillman riporta Jane Austen al cinema

In sala il 1° dicembre, tratto da Lady Susan. Parlano regista e presidente JASIT

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di Redazione | 2016-11-26 23/11/2016 ore 11:19
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:44)

Amore e inganni vi aspetta in sala il 1° dicembre, scritto e diretto da Whit Stillman, il film è ispirato a Lady Susan, il primo romanzo di Jane Austen. Il film è stato presentato qualche giorno fa dal regista americano e dalla presidente della Jane Austen Society of Italy, Silvia Ogier. Amore e inganni sarà distribuito da Academy Two e arriverà anche in libreria grazie a Beat di Neri Pozza che pubblicherà il libro tratto dal film insieme al romanzo della scrittrice inglese.

Tocca a Silvia Ogier, la presidente della Jane Austen Society of Italy aprire la conferenza: “Lady Susan è poco letto e amato dagli stessi appassionati di Jane Austen. È un vero peccato perché è abbastanza divertente e ha un’importanza enorme, è un romanzo di transizione fra le opere giovanili e le opere mature che sono quelle che poi conosciamo tutti, i romanzi canonici: Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e Sentimento. Lady Susan è l’unico epistolare, se escludiamo i giovanili, è stato scritto fra il 1794 e il 1795 all’età di 19 anni, anagraficamente e letteralmente è un romanzo di transizione. Lady Susan ci porta dalle sue prime opere, la sua palestra letteraria, verso le opere della maturità. È stato pubblicato nel 1871 ampiamente dopo la morte, è stato pubblicato postumo e questo ci dice che è un romanzo che Jane Austen ha tenuto nel cassetto e ha preferito dare alle stampe finché era in vita opere che sono successive”.

“Lady Susan è un’opera settecentesca anche nella sua forma epistolare, ricorda le mode letterarie dell’epoca. Jane Austen si forma letterariamente sulle opere, lei che era una grandissima lettrice, del tempo, che erano romanzi epistolari, lei amava moltissimo un’autrice che era Francis Bearly che ha scritto a quei tempi dei veri bestseller, tutti romanzi epistolari. Sono stati davvero opere che hanno influito sulla formazione letteraria di Jane Austen. Lady Susan ha delle caratteristiche importanti dal punto di vista stilistico, per quanto sia un’opera che utilizza una forma letteraria di quei tempi, Jane Austen inserisce degli elementi che la caratterizzeranno in seguito”, ha proseguito la presidente della Jane Austen Society of Italy, che conta 270 iscritti.

“È molto importante per me – prosegue Ogier – rilevare come ci sia l’unica eroina cattiva della produzione di Jane Austen: è una dark lady, una manipolatrice, ipocrita, è un monumento di egoismo, Jane Austen ce la racconta con dosi industriali di ironia, ironia in cui Jane Austen sarà grandissima maestra in seguito. È comunque molto fedele alle eroine austeniate perché è anticonformista come le eroine dei romanzi successivi”.

Whit Stillman ha ri-scritto il libro di Jane Austen, aggiungendo alcuni personaggi: “Ho letto questo romanzo 12-14 anni fa, volevo fare un film tratto da una delle opere più serie di Austen. E poi ho trovato qualcosa di unicamente divertente in questa opera. Anche se tutta la sua opera è caratterizzata dal senso dell’umorismo, spesso non sono riportati nell’adattamento filmico. In questo caso, era un tipo diverso, molto simile di quello che si trova nelle opere di Oscar Wilde, quindi ho capito che adattare Lady Susan, un romanzo epistolare in una storia drammatica sarebbe dovuto passare attraverso il teatro, non c’erano elementi teatrali nella sua scrittura, c’erano due facce della scrittura: una parte lenta e l’altra c’era del lavoro da fare”, ha precisato il regista.

“Adattare la geografia del testo nel romanzo, perché i personaggi che si scambiano lettere sono lontani: alcuni personaggi andavano avvicinati, altri andavano creati, come per esempio Mrs Cross, l’ho creata per trasferire informazioni cruciali. Sono personaggi nati per trasmettere e trasportare informazioni. Una volta scelto il cast, c’è stato molta scrittura con  gli attori comici, due terzi sono Jane Austen adattata, un terzo è nuovo materiale realizzato con attori comici perché abbiamo pensato che il mondo del romanzo era troppo claustrofobico e così gli ho dato maggiore respi. La scrittura è stata molto lenta anche perché non si è trattato di un lavoro su commissione, ma è stato un progetto segreto forte”.

I miei film vengono tacciati di essere troppo all’antica e anacronistici, questo film è stato un invito a immergermi nell’anacronismo. Io amo personaggi femminili che hanno una certa malvagità, mi piace mostrarli sotto una luce che li mostra divertenti e alla fine mostrano la loro stravaganza e in questo caso con Lady Susan abbiamo un ottimo esempio di questa stravaganza”, ha spiegato il regista americano.

“Quando si parla delle opere di Jane Austen, la materia dei suoi libri sotto la superficie è composta da perfette declinazione dei personaggi: ama osservare gli esseri umani con tantissima arguzia, finezza intellettuale e una grande dose di ironia. Sono storie con una grandissima dinamica, anche migliore della mia”, ha continuato il regista. 

“L’unica sottile trasformazione che abbiamo fatto: ha lasciato Lady Susan incompleto, non ha una vera e propria fine, e troviamo Lady Susan che finisce in condizioni non del tutto esaltanti. Qui abbiamo operato il maggior cambiamento, abbiamo inserito Lady Susan che vive con il suo amante e il marito, e lei che diventa ricca, una fine non tollerata all’epoca di Jane Austen, un aspetto molto nuovo rispetto al testo”, ha aggiunto il regista.

Lady Susan è una perfida manipolatrice, una donna cattiva, il regista scherza: “Ho fatto finalmente un film realistico”. A interpretarla è Kate Beckinsale: “Lei è sempre stata l’unica attrice per cui avevo scritto il ruolo, in The Last Days of Disco e all’epoca l’avevo scelta perché aveva recitato in Cold Comfort House, basato su Emma, e l’ho vista poi in Emma e ho deciso di farla recitare nel film. Quando ho scritto questo materiale, ho pensato a lei, ma all’epoca era molto giovane, aveva 20 anni, alla fine aveva l’età adatta”. Nel cast anche Chloë Sevigny nei panni dell’amica americana Alicia Johnson, attrice feticcio del regista: “La mia relazione con lei è estremamente corretta, non c’è nulla di scorretto in questo. Siamo molto amici, viviamo a New York, è la terza volta che lavoriamo insieme e ha anche girato con me un pilota per una serie TV di Amazon che s’intitola The Cosmopolitans”.

Per quanto riguarda la manipolazione femminile, il regista ha scherzato: “Leggete Cosmopolitan e lo scoprirete. Le riviste femminili ce lo spiegano, non lo so”. Dal film di Whit Stillman le donne non escono benissimo: “Sì esistevano delle regole ben precise per quanto riguarda il passaggio della ricchezza, ma in questo caso Lady Susan ha già sperperato la fortuna del primo marito e ne sta cercando un altro a cui fare lo stesso”.

Non esistono comunque personaggi cattivi o buoni: “Mi addolora quando vedo i personaggi manipolati dagli autori dalla storia perché devono essere buoni o cattivi. Credo che siamo stati più indulgenti con Lady Susan di quanto lo sia stata Jane Austen”. Per quanto riguarda i costumi, di Eirmer Ni Mhaoldomhnaigh, sono molto differenti da quelli Regency che siamo soliti vedere nei film di Jane Austen: “Sì quello mi dà davvero fastidio, odio come appaiono le donne nei film di Jane Austen, uno stile informe. Il fatto che, a causa dell’epoca, potevamo usare i costumi dell’età georgiana ha reso luminosi i personaggi, come Chloë Sevigny, che sembra raggiante. Si parla del 1780 dello stile georgiano, questo ci ha dato molta più naturalezza con le acconciature”.

Anche le musiche di Benjamin Esdraffo la fanno da protagonista, saranno pubblicati in Sony Classics: “La musica è perfetta nel film, dà un’illusione del movimento sottolineato dai brani. La musica non è esattamente di quel periodo, è di un’epoca precedente per questioni di ritmo, la colonna sonora è stata pubblicata, i brani sono stati registrati apposta, altri sono stati realizzati dal compositore, altri realizzati da William Boyce e dell’organista di Notre Dame, Henri Frémart, e abbiamo contattato un esperto di musica di quel periodo che vive a Parigi. Abbiamo registrato l’album lì e abbiamo aggiunto alcuni brani francesi”.

“Pensavo che sarebbe stato più facile produrre un film di Jane Austen e che il nome dell’autrice avrebbe fatto da traino. Avevo contattato una casa di produzione europea molto grande, ma non mi davano libertà. Alla fine siamo rimasti da soli e abbiamo avuto più tempo per fare il casting e scegliere tutti gli attori più adatti. Quello che era nato come un grande svantaggio alla fine si è rivelato essere la nostra marcia in più”, ha detto il regista e sceneggiatore americano. Stillman ha anche commentato le elezioni americane: “Stiamo parlando di qualcosa più divertente, noi ci dedichiamo all’intrattenimento puro e forse la realtà ci respinge di nuovo al cinema”.

Amore e inganni riporta un film di Jane Austen dopo undici anni da Orgoglio e Pregiudizio: “Amore e inganni è un evento, da ben undici anni un’opera di Jane Austen è adattata per il grande schermo. È successo più spesso negli altri anni, indimenticabile il biennio 1995-1996. Molto è accaduto sul piccolo schermo, ricordo che Kate Beckinsale (e lo ricordiamo anche noi, ndr) è stata Emma in un film per ITV nel 1996 e quindi è successo di tutto sul piccolo schermo e pian piano ha dimenticato Jane Austen, dopo 11 anni abbiamo un’opera di Jane Austen sul grande schermo”.

Amore e inganni sarà al cinema il 1° dicembre.

Le dichiarazioni della presidente della JASIT

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