torna su
27/10/2020
27/10/2020

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Dal 24 al 27 novembre Karawan Festival, integrazione al centro

Nel quartiere Tor Pignattara, presso la Casa della Cultura di Villa De Sanctis

Avatar
di Redazione | 2016-11-26 24/11/2016 ore 9:35
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:44)

Si tiene a Roma, nel quartiere Tor Pignattara, dal 24 al 27 novembre 2016, a ingresso gratuito – la quinta edizione del Karawan Fest, primo evento cinematografico in Italia che tratta i temi dell’integrazione e convivenza tra culture con ironia e la forza del sorriso. Il festival si svolge presso la Casa della Cultura di Villa De Sanctis e avrà un’impronta fortemente femminile. Proiezioni di lungometraggi, cortometraggi, una mostra di tavole originali di fumetti, una mostra fotografica e un workshop di fotografia animeranno la quattro-giorni del festival, diretto da Carla Ottoni e Claudio Gnessi, con un programma speciale che prevede anche un dibattito (domenica 27 novembre alle ore 18:30) dal titolo ‘Dal subcontinente indiano alla periferia est di Roma: diaspore e racconti al femminile’. Il festival si fregia anche di essere ‘family friendly’: sarà infatti allestito un baby pit-stop per allattamento e cambio, a cura di Città delle Mamme e, su prenotazione (info@alveare.it), L’Alveare fornirà un servizio baby sitting durante gli spettacoli pomeridiani. Tra gli ospiti i registi Leonardo Cinieri Lombroso ed Elisa Amoruso, ma anche la giovane graphic journalist Takoua Ben Mohamed e il rapper Amir Isaa. Ogni sera, il Karawan Bistrot: un’ora di cibo e chiacchiere con gli ospiti del festival.

 

I film selezionati in questa edizione del festival, provenienti da dalla Svizzera, Germania, Austria, Italia, Tunisia, India, Bangladesh, Sri Lanka, Pakistan e Iran, ricostruiscono un mosaico di volti e voci femminili da tutto il mondo e raccolgono i sogni, le battaglie e le speranze di tante donne diverse: la rapper afgana e la rocker tunisina che cantano per la libertà, le ragazze di una scuola di aviazione in Ghana che scelgono di ‘fare la cosa giusta’, la tranquilla signora svizzera che si è reinventata, con un insolito laboratorio di teatro per rifugiati, insomma, donne che a ogni latitudine del mondo hanno deciso di essere protagoniste delle proprie vite e hanno compiuto piccole, grandi rivoluzioni.

 

Durante la rassegna, che sostiene la campagna , non mancherà l’invito a partecipare alla manifestazione contro la violenza sulle donne di sabato 26 novembre, in particolare con la proiezione del pluri-premiato documentario Girls Don’t Fly, dell’austriaca Monika Grassl, che, seguendo le vicende di una scuola di aviazione femminile in Ghana, indaga in modo il confine tra realtà e apparenza e l’incontro/scontro tra una visione euro-centrica e il sistema di valori africano.

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
23981 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014