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Oceania, il nuovo film Disney con protagonista Vaiana e il suo Pacifico

In sala il 22 dicembre, presentato a Roma dai registi, produttrice e doppiatori italiani

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di Chiara Laganà | 2016-12-1 30/11/2016 ore 22:25
(ultimo aggiornamento il 1 Dicembre 2016 alle ore 8:41)

©2016 Disney

Oceania sarà in sala il 22 dicembre ed è il 56esimo film di Natale della Disney. Presentato a Roma qualche giorno fa da regista e doppiatori, è il secondo film ambientato nel Pacifico. La protagonista è la 16enne Vaiana che sfiderà le sue paure per salvare la sua terra e la sua famiglia. A presentarlo a Roma i due registi Ron Clements e John Musker e la produttrice Osnat Shurer. Se i nomi non mi dicono nulla, non avete avuto un’infanzia, visto che il duo Clements-Musker ha realizzato Aladdin, La principessa e il ranocchio, Il pianeta del Tesoro, Hercules, Aladdin, La Sirenetta e Basil l’investigatopo. Quanto alla produttrice, l’accompagna John Lasseter, il papà della Pixar. Alla conferenza stampa anche i doppiatori e gli autori della colonna sonora: Angela Finocchiaro, la voce della nonna di Vaiana, Tala, Raphael Gualazzi, l’estroso granchio Tamatoa. E direttamente da Amici 15, Sergio Sylvestre e Chiara Grispo, rispettivamente le voci musicali di Maui e di Vaiana.

Oceania è ambientato 2000 anni fa in una località non ben definita fra Fiji, Samoa e Tahiti, come racconta John Musker: “Cinque anni fa ho avuto l’idea di realizzare un film ambientato su un’isola del Pacifico, nelle isole Polinesiane, mi hanno da sempre ispirato i quadri, film e avevo letto dei libri dedicati a quelle aree e da lì ho deciso di ambientare lì un film. Per esempio, leggendo la mitologia, ho scoperto il personaggio di Maui è un semidio che girava con un amo da pesca magico, pieno di tatuaggi, in grado di cambiare forma. Ne ho parlato con Ron e sempre cinque anni fa abbiamo proposto la storia a John Lasseter. Secondo me la leggenda di questo personaggio si adattava benissimo a realizzare un film d’animazione”. Gli fa eco Ron Clements: “A John è piaciuta molto l’idea del film e il personaggio di Maui, ma com’è tipico da parte sua ci ha chiesto di approfondire e fare ricerche. Cinque anni fa siamo andati dunque alle Fiji, a Samoa e a Tahiti per tre settimane e abbiamo imparato molto da quel viaggio”.

Anche la produttrice Osnat Shurer si aggiunge nel discorso: “Abbiamo fatto molti viaggi anche con i due registi, gli operatori, direttore alla fotografia, hanno creato una certa fiducia con le persone locali che ci hanno aiutato a realizzare il film”. Nel film il mare e la Barriera Corallina giocano un ruolo da protagonista, in parte riflette l’amore che questi popoli hanno per la natura, sottolineato dal due volte nominato agli Oscar Ron Clements: “Abbiamo imparato la storia della navigazione, sono stati i più grandi navigatori mai esistiti. Abbiamo imparato il loro legame con l’Oceano, è talmente forte che per loro è qualcosa di vivo, come se avesse dei sentimenti. Abbiamo imparato della loro fortissima connessione con la natura, gli antenati e tutto ciò ci ha ispirato”.

La colonna sonora italiana può contare sulle voci di Chiara Grispo, Sergio Sylvestre e Raphael Gualazzi, l’originale è stata realizzata da Lin-Manuel Miranda, ideatore del fenomeno Hamilton in Patria. “Sull’isola abbiamo ascoltato sempre moltissima musica, c’erano canzoni di benvenuto, di commiato, per lavorare, quindi volevamo incorpare della musica nel film che avrebbe avuto senso con questa parte del mondo, abbiamo parlato con un noto artista hawaiano che ci ha messo in contatto con Opetaia Foa’i, il fondatore del gruppo Te Vaka. A lui si è aggiunto Mark Mancina che aveva già realizzato la colonna sonora del Re Leone, qui aveva mescolato la musica africana a Elton John, abbiamo incontrato anche parolieri. Lin aveva anche realizzato questo mescolando la musica originale a quella realizzata da Lin-Manuel Miranda. Lui l’abbiamo conosciuto tre anni fa, prima che il fenomeno Hamilton arrivasse negli Stati Uniti e Lin si è dimostrato essere felicissimo e pieno di idee. Lui aveva realizzato ottima musica mischiando inglese e spagnolo e volevamo realizzare lo stesso effetto usando inglese e lingue pacifiche”, ha spiegato Musker.  Lin Manuel-Miranda, inoltre, sarà Sebastian nella live action della Sirenetta: “Siamo stati molto felici nel coinvolgerlo in questo progetto, Lin è cresciuto con la musica realizzata da Howard Ashman e Alan Menken ed è stato talmente ispirato che ha chiamato suo figlio, nato due anni fa, Sebastian. Chi meglio di lui potrebbe prendere parte a questo progetto?”.

Vaiana ha 16 anni e si inserisce in un modello nuovo di “principesse” Disney: forti, determinate, indipendenti e senza (finalmente) una controparte maschile. Un po’ come Jyn Erso, futura protagonista di Star Wars: Rogue One, ci presenta questo personaggio l’unica “donna” della conferenza stampa, la produttrice Osnat Shurer: “Parlando di eredità della Disney, Ron e John l’hanno portata avanti per anni e ne siamo molto orgogliosi. Vaiana è un’eroina della propria storia, è un personaggio come non ce ne sono molti, la sua missione è salvare il suo mondo, non c’è un interesse romantico nel film… anche perché non c’è il tempo di innamorarsi quando devi salvare il mondo! È una storia sull’ascoltare la propria voce interiore, un tema già visto in altri film Disney ed è qualcosa che ci interessa. Il mondo prova a dirti chi devi essere, non importa chi tu sia, quanti anni tu abbia e quali siano i tuoi piani, c’è una voce dentro di te e devi ascoltare. Anche se il personaggio di Vaiana è di 2000 anni fa, è una ragazza molto moderna”.

Il cattivo della storia è un mostro di lava di 60 metri di altezza che non può essere sconfitto: Te Kā assomiglia vagamente a Lava, il personaggio del corto Pixar che precedeva Inside Out: “Quando l’abbiamo realizzato, non sapevamo che avrebbero fatto Lava, ma il cortometraggio era ambientato alle Hawaii, non abbiamo gli ukulele, siamo un po’ più a Ovest”, ha spiegato Musker. Maui, il semidio protagonista del cartone animato, ha il corpo cosparso di tatuaggi, tatuaggi animati che sembrano la coscienza o un alter ego del protagonista: “Abbiamo pensato sin dall’inizio che animare i tatuaggi di Maui sarebbe stato divertente. Sviluppando la storia, abbiamo deciso che uno dei tatuaggi avrebbe preso vita, è quello che abbiamo chiamato Minimaui, che è diventato una sorta di suo alter ego, la sua coscienza, rivela un po’ di più quello che succede dentro di lui. È un personaggio così pieno di sé che fa piacere che si veda cosa pensa, è stato animato da Henry Goldberg, l’ideatore del Genio di Aladdin e si è divertito molto a realizzarlo”.

Tatuaggi e fiori nei capelli, in Oceania i protagonisti hanno tratti somatici tipici delle isole del Pacifico, ma a colpire all’occhio sono soprattutto due dei personaggi che prendono vita: l’acqua dell’Oceano e i capelli di Maui e Vaiana. “Abbiamo sempre sentito dire che in animazione le cose più difficili da fare sono l’acqua e i capelli. A che diavolo stavamo pensando? Folli!”, ha spiegato Rob Clements. “Anche la lava è stata difficile da realizzare, il fatto che l’Oceano fosse uno dei personaggi del film ed era animato, è stato qualcosa di molto difficile. Abbiamo lavorato con delle persone ricche di talento, quando gli abbiamo chiesto: come lo facciamo? E loro non sapevamo come farlo e ci sono riusciti”.  “Avevamo una guida nel Pacifico, che accarezzava l’Oceano, come se fosse un essere umano e abbiamo pensato che l’avremmo dovuto trattarlo così. Già in Aladdin avevamo realizzato il Tappeto Volante, che seppur senza voce, esprimeva emozioni”, ha aggiunto John Musker.

La versione italiana di Oceania avrà le voci di Angela Finocchiaro, Raphael Gualazzi, Chiara Grispo e Sergio Sylvestre, che ha realizzato un brano in coppia a Rocco Hunt. Il primo a parlare è Raphael Gualazzi: “Do la voce a Tamakoa, questo granchio cattivo, non tanto cattivo della storia, un granchio egocentrico e vanitoso… assolutamente come non sono mio. È stata una sfida entrare in un personaggio che è completamente differente da me”. Angela Finnocchiaro è, invece, la nonna anticonformista che spinge la ragazza a scoprire la sua identità, le fa intuire il richiamo dell’oceano, che lei già sente, una specie di matta del villaggio con un senso dell’umorismo ed è stato interessante poterla frequentare”. Chiara Grispo è, invece, la voce musicale di Vaiana: “Questa bellissima ragazza che, tra l’altro non è stato così difficile perché mi ci rivedo in lei, questa giovane piccola e determinata a inseguire il proprio sogno”. Sergio Sylvestre riprende una battuta del mitico Maui: “Io e Rocco abbiamo fatto la canzone Prego, in originale You Are Welcome, è stato un pezzo bellissimo. È stato un piacere collaborare con lui e non vedo l’ora che voi l’ascoltiate”. “È la canzone dei titoli di coda, siamo orgogliosi di partecipare a questo grande progetto. Siamo cresciuti con i film Disney e poterci essere dentro è una grandissima soddisfazione, abbiamo fatto la versione italiana del brano. Il film è anche molto attuale, parla del rapporto fra gli umani e la terra e come le donne riescono ad avere un ruolo centrale, è un film utile per educare chi va al cinema. Sono felice ad aver dato quest’apporto per i nostri figli e le generazioni che verranno”, ha spiegato Rocco Hunt, vincitore delle Nuove Proposte a Sanremo 2015.

Sergio Sylvestre ha vinto edizione di Amici 15 e si è trovato bene in questa versione doppiatore: “Sono contento di aver fatto questo pezzo con Rocco Hunt ed essere qui davanti a voi è un’emozione grande. Io e Maui ci assomigliano un po’”, ha scherzato il cantante. “L’adattamento non è stato facile, per me era una cosa nuova”, spiega Chiara Grispo, “bisogna stare attenti ai respiri, ai sorrisi, agli atteggiamenti che ha lei, però mi ha insegnato moltissimo e mi ha dato molto come persona, quindi ci sono state solo cose positive, è stata dura, ma alla fine è stato un lavoro bellissimo”. Chiara Grispo ha qualcosa in comune Vaiana: “È una ragazzina forte che sin da piccola sapeva qual era il suo sogno, il suo obiettivo, io da piccola sapevo che la mia strada era quella. A 19 anni anch’io ho preso le porte in faccia, ma come lei non mi sono mai fermata. Ogni parola, ogni gesto, le ho provate e le provo tuttora”.

Inedita veste di doppiatore anche per il timido Raphael Gualazzi: “È stata una combinazione di casualità, quando mi è stata proposta questa cosa, è stato praticamente un’emozione perché stava uscendo una compilation di brani rivisitati, in tutto il mondo che si chiama Jazz Loves Disney. Qui avevo interpretato alcuni brani del Libro della Giungla e avevo accolto questa proposta molto volentieri quest’esperienza è stata formativa e mi avrebbe dato molto dal punto di vista artistico”.

Vaiana si spinge oltre la barriera corallina per salvare la sua famiglia e la sua terra, Raphael Gualazzi salperebbe i mari per “amore della musica, ho suonato a 2200 metri, sopra una nave, in tutti i posti dove si può suonare, in cima a una fontana, non so come si possa fare. L’amore per la musica li porta ovunque, il valore educativo è forte in questo film, riguardo al viaggio esteriore o interiore”. Angela Finocchiaro lo farebbe, invece, per amore: “Non per il Principe Azzurro, ma per amore di giustizia, per l’uguaglianza, i diritti, di fatto è come l’amore per gli altri che ti mette nelle condizioni di fare un viaggio e ti dà coraggio. Tutti gli esploratori, credo, abbiano paura, però è più forte il richiamo”. Per Chiara Grispo: “L’amore per la musica e per la mia famiglia, credo che sia una delle cose più importanti che ho della mia vita. Se dovessi lanciarmi nell’Oceano, lo farei per queste due cose”.

Sergio Sylvestre, che quattro anni fa ha attraversato l’Oceano lasciandosi alle spalle Los Angeles per il Salento, ha già in parte fatto quello che Vaiana realizza: “Se mi conosci lo sai, ho fatto un viaggio in Italia, l’ho fatto per molti motivi, avevo molta paura, sono molto fortunato. Un consiglio per i giovani: non avere paura, buttati, che succederà, non ci pensare. Se me l’avessero detto cinque anni fa, non ci avrei creduto”. È d’accordo con lui Rocco Hunt: “Da dove vengo io devi sempre varcare quell’onda del film, in un certo modo io l’ho fatto, questo film vuol dire tanto, varcherei quell’onda per me stesso. Se grazie a me stesso posso realizzare i sogni degli altri, li realizzi anch’io. Anch’io mi realizzo, se si realizzano i sogni degli altri, cavalco quell’onda non solo per me, ma per la collettività e la propria tribù”.

Chiara Grispo segue una lunga schiera di nomi italiani e non di doppiatrici di personaggi Disney: “È un sogno che si realizza, da piccola ci sono cresciuta con la Disney ed è stata la ragione per cui ho iniziato a cantare. Da piccola seguivo High School Musical e Camp Rock ed è stato quello che mi ha fatto iniziare a cantare, è quindi mi trovo qua, ho fatto i salti di gioia quando l’ho saputo. È stato un’emozione unica, è stato difficile, però è un sogno che si realizza, soprattutto perché Vaiana è un po’ come me, mi ci sono trovata”. Da Vaiana a Tula, la nonna anticonformista della protagonista: “Riuscire ad avere una nonna, ascoltarla, quando nella tua strada arriva un maestro, riuscire a scovarlo, è difficile. Un amico, un parente, qualcuno che incontri che ti dà una possibilità, che ti apre la vista, quello secondo me è fantastico, è un regalo incredibile. Lei lo aveva nella nonna, io in alcuni amici… Penso molto bene di questi personaggi, penso male di me se non seguo questi consigli. Puoi esplorare se hai le radici nelle mani”. Anche Angela Finocchiaro è cresciuta con i cartoni animati: “Ho sempre visto i cartoni animati, guardavo Dumbo in VHS, la cassetta si è rotta, io mi sarei data la testa nei muri, volevo sapere come finiva. Mi sono anche innamorata di ragazzi che disegnavano. Se ripenso a Pinocchio, ogni inquadratura se ci penso… mi sono innamorata di tutto questo. Quando ho avuto dei figli volevo farli diventare dipendenti. Avevo messo Biancaneve e si è marmorizzata”.

Oceania è pieno di metafore, per Rocco Hunt si parla anche di inquinamento: “Ci sono tante cose, inquinamento, volo delle donne. Ci sono molti valori e similitudini, ma sicuramente un bambino che guarda l’isola che si fa nera chiederà ai suoi genitori che succede, si può fare qualcosa e servono questi film”. Per Sylvestre: “Questo personaggio sa quello che vuole essere, i nostri genitori ci vorrebbero vedere avvocati, dottori, ma è importante sapere quello che sei. I miei genitori mi hanno sempre detto questo: studia, diventa un medico, ma alla fine trova la sua strada e segue le sue passioni e va oltre i suoi limiti e le sue paure”. Anche per Chiara Grispo: “Superare la barriera corallina vuol dire andare oltre i propri limiti, lei aveva la nonna, io ho mio papà a spronarmi. Ci sono molte metafore”. Ad Angela Finocchiaro, è interessato la doppia faccia: “Ci deve essere un momento in cui si rischia grosso, lei rischia di morire, è un prodotto di se stesso. Se entri nel dolore, non lo superi e non vai oltre, è importante nelle favole. Il passaggio finale è molto importante”. A che per Gualazzi è un film molto educativo: “Una delle metafore è il ritorno al valore più importante che c’è, le emozioni, il cuore che viene restituito, che non può essere posseduto che va, è il motivo principale della vita, del genere unico delle cose: l’amore, la famiglia. Questo cartone ha colpito tutti”.

Oceania vi aspetta al cinema il 22 dicembre.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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