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Non c’è più religione, la nuova commedia di Miniero al cinema

Claudio Bisio, Alessandro Gassmann e il regista hanno presentato il film, in sala il 7 dicembre

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di Chiara Laganà | 2016-12-5 5/12/2016 ore 22:50

© Gianni Fiorito

Non c’è più religione sarà in sala il 7 dicembre, diretto da Luca Miniero, il film, presentato oggi a Roma, ha per protagonisti Claudio Bisio, Alessandro Gassmann e Angela Finocchiaro. Assente l’attrice, a presentare il film c’erano anche Nahiba Akkari, Giovanni Cacioppo, Laura Adriani e Massimo De Lorenzo. Girato in Puglia, Non c’è più religione, è ambientato nell’immaginaria Porto Buio, la città del presepe vivente. Peccato che il tasso di natalità sia così basso che è un 12enne il bambinello, il sindaco corre ai ripari e chiede aiuto alla comunità musulmana capeggiata da un ex amico.

Non c’è più religione è il quarto film insieme per Miniero e Claudio Bisio: “Il mio personaggio è italiano e ha vissuto 40 anni al Nord e torna lì. È un uomo laico e ottimista, crede che il presepe vivente possa rilanciare la sua carriera politica, i suoi amici lo accusano di opportunismo. Essendo molto sincero ha un rapporto con la comunità maghrebina per interesse reale e culturale”.

Dall’altra parte, l’ex amico: “Ho approcciato il personaggio come faccio sempre, ho capito che era buffo e uno che si diverte a spaventare dai luoghi comuni, si rivede così su un amico che l’ha tradito da ragazzo. In questo film ho imparato a dire perfettamente Salam Aleikum”, racconta Alessandro Gassmann, corretto dalla compagna di reparto, sua moglie nel film, Nabiha Akkari.

Non c'è più religione Alessandro Gassman Nabiha Akkari

© Gianni Fiorito

All’attrice francese di origine tunisina spetta parlare dell’altra metà del film, gli arabi, leggendo i commenti sul film alla scena in cui una bambina lancia uno zaino e tutti urlano bomba: “Ho visto commenti di maghrebini che vivono in Italia che mettevano i tag dei loro amici scrivendo questo fa ridere, andiamo a vedere il film. La comicità e il senso dell’umorismo è qualcosa di universale, esiste in tutte le comunità. Il film è leggero, ma soprattutto parla dello scontro non come creatore di problemi, le differenze fra noi sono le nostre forze”.

Laura Adriani, interpreta Maddalena in Non c’è più religione, la figlia di Claudio Bisio, emigrata a Londra, e incinta: “La reazione che ha Claudio Bisio è quella che potrebbe avere mio padre, i giovani oggi hanno due problemi: il primo è economico, l’altro è legato alla maturità”.

Set del film "Non c'è più religionei" di Luca Miniero. Nella foto Claudio Bisio, Alessandro Gassman, Angela Finocchiaro, Laura Adriani e Mehdi Meskar. foto di Gianni Fiorito Questa fotografia è solo per uso editoriale, il diritto d'autore è della società cinematografica e del fotografo assegnato dalla società di produzione del film e può essere riprodotto solo da pubblicazioni in concomitanza con la promozione del film. E’ obbligatoria la menzione dell’autore- fotografo: Gianni Fiorito.

© Gianni Fiorito

Il regista spiega che Non c’è più religione è una commedia e “non deve far riflettere, o avere un messaggio. Il film va guardato per quello che è. I protagonisti sono due amici che si conoscevano da bambini, la situazione di conflitto va guardata per quello che è. Anche l’integrazione non è spontanea. Questo film è il trionfo della persona contro quello dell’etichette anche quelle religiose”.

© Gianni Fiorito

© Gianni Fiorito

In Non c’è più religione, titolo suggerito dalla moglie di Miniero,  si ride di religione e pregiudizi: “Il comico su temi che non lo sono normalmente m’interessa, si può far ridere sul quotidiano. Far ridere sulla religione è molto ambizioso, specialmente in un periodo in cui sui conflitti religiosi non c’è niente da ridere”, spiega il regista. “Amo la commedia all’italiana e Luca la sa fare. Già in Benvenuti al Sud, il film francese parlava d’altro, lui riusciva ad andare oltre. Alla presentazione da Bruno Vespa c’era Salvini e fu costretto a dire che gli era piaciuto”, racconta Claudio Bisio. In Non c’è più religione Giovanni Cacioppo interpreta una sorta di “Salvini” anti-stranieri: “Ogni anno vado alla sorgente del Po, ma non vi dico a fare cosa”, scherza l’attore.

L’ironia ci salverà, sono d’accordo con Bisio. Non mi diverto con le commedie con il gioco di parole, mi fanno molto ridere le situazioni ridicole e paradossali, come in questo film”, afferma Alessandro Gassmann al suo esordio in un film di Luca Miniero. “Tutta la sua cinematografia mi ha fatto ridere, l’ironia e il paradosso salvano la situazione”. Massimo De Lorenzo scherza sulle lentine azzurre indossate dal suo personaggio: “Erano l’unica cosa che mi mancava per essere Jude Law”.

Miniero dirige nuovamente Bisio e Angela Finocchiaro: “Amo tutti gli attori, ma penso che non tutti riescano a fare sia la parte comica, sia quella più vera e per unire i due linguaggi spesso servono attori diversi. Quindi tendo a prendere attori che sono in grado di farlo. Questo film non è una commedia, ma è un comico-sociale perché affronta un tema importante. In Italia siamo in pochi a farlo: Ficarra e Picone, Zalone e io. Non ci sono altri esempi”. 

Nel cast di Non c’è più religione anche una partecipazione per Roberto Herlitzka, un vescovo ancorato a una “chiesa che non capisce, che sta cambiando”, specifica il regista che ha definito il suo film “un Helzapoppin in cui succede di tutto. Mi sono divertito a farlo, con tutti gli attori e gli animali”. “I luoghi comuni non sono attaccati al realismo, se no sarebbe un film drammatico”, risponde Alessandro Gassmann.

Per Bisio “la rete dei difetti” si rifà al teatro di Molière “i difetti sono una fonte di comicità. Il film comico deve giocare sui difetti. La bravura di Luca è stata quella di arrotondare gli spigoli, se no sarebbero state delle macchiette. Ci sono anche dei momenti di commozione, quando cantiamo Lucio Dalla”.

© Gianni Fiorito

© Gianni Fiorito

Assente Angela Finocchiaro che interpreta una suora sui generis, Suor Marta: “Un personaggio molto umano, da un lato integralista, dall’altro ha nostalgia di un amore che non c’è stato. È vero ed è molto religioso, l’isola è abbandonata, cerca di ripartire con il presepe vivente e scopre qualcosa di molto più grande”.

Non c’è più religione arriva in sala il 7 dicembre.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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