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Tim Burton presenta Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali

L’ultimo film del regista in sala il 15, tratto dal libro di Ransom Riggs, protagonista Eva Green. Il regista visionario l’ha presentato a Roma

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di Chiara Laganà | 2016-12-7 7/12/2016 ore 7:30

Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali sarà in sala il 15 dicembre, Tim Burton ha presentato il suo film a Roma. Tratto dall’omonimo libro di Ransom Riggs, protagonista un gruppo di ragazzi speciali con peculiarità: “Il titolo mi ha colpito, anch’io sono stato speciale. Il libro è pieno di vecchie foto, le colleziono, quando le guardi ti raccontano una storia, hanno qualcosa di misterioso, poetico, spaventoso, potente ed efficace: mi è piaciuto come ha messo insieme la storia”.

Miss Peregrine si prende cura dei ragazzi speciali, il regista racconta che per le sue peculiarità due persone sono state fondamentali: “Il mondo culturale spesso divide le persone in categorie, ma sono stata abbastanza fortunato mia nonna sosteneva le mie peculiarità e un insegnante d’arte, uno solo, mi hanno incoraggiato a essere speciale, a continuare a essere me stesso, a presentare la migliore parte di me: una rarità. Ti bastano solo un paio di persone che vedono le peculiarità, che ti incoraggiano, le accettano e le fanno fiorire”.

Il libro di Riggs è stato adattato: “Non ne avevo sentito parlare, ma già il titolo mi ha ricordato il mio Morte malinconica del bambino ostrica, una storia triste su un ragazzo speciale, quindi mi sono sentito legato al libro. Mi sento molto vicino al personaggio di Jake: il sentirsi strano, fuori posto, questa quiete, è una cosa in cui mi sono riconosciuto”.

Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali Emma e Jake

In Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali la colonna sonora non è di Danny Elfman, suo storico collaboratore: “Per Ed Wood, era impegnato, o avevamo litigato. Siamo come una coppia che si lascia e si riprende, per Sweeney Todd era occupato, è comunque uno dei miei amici e collaboratori più fidati, si è preso una vacanza da me”, scherza.

In Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali utilizza sia la stop motion che la CGI: “Amo lo stop motion, vedi qualcosa che prende vita, i burattini sono un’opera d’arte: è tattile, la puoi sentire. Anche i computer sono speciali, riesci a fare cose sorprendenti. La lotta con le bambole è realizzata con lo stop motion, per questa ci vuole anche molto tempo e spesso è per questo motivo che prediligo una all’altra”.

Il finale del film è aperto ed è diverso da quello del libro: “L’ho voluto lasciare così, mi piaceva. Quando guardi il libro, le foto non ti dicono tutto, nel film si raccoglie lo spirito di quegli scatti. Mi è sembrato giusto chiudere la storia così, è stato qualcosa di emotivo, non intellettuale”.

Miss Peregrine - La Casa dei ragazzi speciali Eva Green

Eva Green è Miss Peregrine, Tim Burton ha pensato sempre all’attrice per interpretarla: “Vorrei una direttrice come lei, per me era perfetta, racchiudeva in sé tutte le caratteristiche del personaggio: forte, divertente, drammatica, potente, efficace e si poteva trasformare in un uccello. È stata sempre la mia prima scelta, avevamo già lavorato insieme, e poi sembra un’attrice dei film muti. Avevo un’insegnante, nei primi anni di scuola, che era bellissima e buffa ed era l’unica a cui davano ascolto tutti, gli altri non li sopportavano”.

Considerato un visionario, Tim Burton non vede nessun regista come erede: “Mi spaventa se qualche regista è come me, non so neanche come sono io! Oggi ci sono dei registi visionari, il modo di fare cinema è cambiato, ci sono migliaia modi di farlo, quindi sì ci sono”.

Nel film Miss Peregrine dice ai ragazzi di non pensare al futuro, ma al presente: “Questo discorso riguarda i ragazzi speciali che non si sentono di appartenere al mondo in cui vivono, quello che dice Eva è di vivere il presente. Se guardi i film, si pensa al passato, al futuro: vivere il presente sembra più difficile, ed è la cosa più interessante”. Pochi gli effetti speciali: “Li uso solo come mezzi per raccontare una storia”.

Tim Burton ha diretto Batman, ma i ragazzi speciali di Miss Peregrine non sono supereroi: “Quando ho fatto Batman era qualcosa di nuovo: oggi esce un film sui supereroi alla settimana. Anche se questi bambini hanno dei poteri, quello che mi piace è che sono solo dei ragazzini, per me era importante che lo fossero. Sì, si sentono strani, peculiari, ma restano dei bambini”.

Questo film per il regista non ha una fascia di pubblico specifica: “Me lo chiedono da sempre. Ho anche chiesto all’autore di questo libro per chi l’avesse scritto, Riggs mi ha detto: lo leggono giovani, adulti ma l’ho scritto per me. Neanch’io realizzo film per fasce d’età, Sweeney Todd è amatissimo dalle ragazzine di 10 anni e non dovrebbero neanche vederlo! Mi hanno detto che i cani amano alcuni dei miei film. Non scrivo per bambine, adulti, cani, faccio dei film per tutti perché siano interessanti a tutti”.

Il regista non parla dei progetti futuri (il sequel di Bettlejuice e Dumbo): “Quando sono sul set ve lo dico, ogni volta che ne ho parlato in anticipo, i film sono stati cancellati: è una regola che ho imparato. Mi piace Beetlejuice, era talmente assurdo che ancora non mi spiego il successo del film. Se le cose devono succedere, succedono: meglio non pianificare. Il miglior film che non ho mai fatto? Superman! L’avreste adorato”.

Tim Burton è presente anche in un cameo in Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali: “Sì! Mi servivano degli extra, ma non avevamo più soldi. Quindi sono salito sul’ottovolante di nascosto con un paio di amici, se ci fosse stato qualcun altro l’avrei mandato perché odio vedermi sullo schermo”.

Nel mondo di oggi c’è ancora spazio per le favole? Per il regista di Edward Mani di Forbice e Nightmare Before Christmas, sì: “Questo genere di film è stato scritto come se fosse una favola, ed è una delle ragioni per cui lo volevo fare: conserva il mistero, la poesia, la sorpresa. Questa storia è semplice, mi piace un certo tipo di poesia e sostegno sempre i lavori del genere”.

Miss Peregrine La casa dei ragazzi speciali

I ragazzi di oggi non sono così speciali: “È strano, è qualcosa di orribile ed è difficile, trovo fastidioso che tutti possano dire qualcosa o essere cattivi con gli altri: è un tipo di bullismo senza nome e faccia. Vai a un concerto e tutti hanno il cellulare, lo faccio anch’io, ma non vivi quello che vedi se non tramite uno schermo. I ragazzi, oggi, sono giudicati dai click, è preoccupante e triste”.

In Big Eyes e in Miss Peregrine – La Casa dei ragazzi Speciali gli occhi sono importanti: “Qui sono anche una forma di nutrimento per i vacui, ma non ci avevo mai pensato. Per Nightmare Before Christmas, la Disney mi disse: ‘Non puoi fare un personaggio senza occhi’ e quindi erano così grandi. Per me sono importanti, e mi piace lavorare con attori come quelli del cinema muto che comunichino con lo sguardo, come Eva Green”.

Alcuni dei personaggi restano però in superficie: “Non cambia molto, quello che noto in una persona sono gli occhi. Il libro mostra le foto, ti raccontano qualcosa, ma lasciano qualcosa di misterioso, come tutti gli attori che mi piacciono”.

Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali vi aspetta al cinema il 15. Il libro di Ransom Riggs è edito da Rizzoli.

https://www.youtube.com/watch?v=7XsKSwv2YYI

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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