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Poveri ma ricchi, la commedia di Brizzi dal 15 al cinema

Presentata a Roma dal regista e dai protagonisti Christian De Sica, Lucia Ocone, Enrico Brignano, Lodovica Comello e Ubaldo Pantani

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di Chiara Laganà | 2016-12-14 14/12/2016 ore 19:19

Poveri ma ricchi sarà al cinema il 15 dicembre, il decimo film di Fausto Brizzi è stato presentato a Roma dal regista e dal cast: Christian De Sica, Lucia Ocone, Enrico Brignano, Lodovica Comello, Ubaldo Pantani e il giovanissimo Giulio Bartolomei. Ispirato alla commedia francese Les Tuches (di cui i protagonisti conservano il cognome), il film vede protagonista una rozza famiglia di Torresecca, i Tucci, che improvvisamente vincono 100 milioni di euro.

“Nel film non ci sono medio borghesi, o sono poveri o ricchi, abbiamo cavalcato l’onda di Trump, il personaggio di Christian hai i suoi capelli e quelli di Rudy Völler ed è un ricco cafone”, racconta il regista. Quanto a Christian De Sica, è stato a lungo corteggiato da Brizzi.

Una delle differenze con la commedia francese e che i Tuches vanno in TV, mentre i Tucci non vogliono farlo sapere a nessuno: “Abbiamo adattato questa storia alla realtà italiana ed era un’occasione per me di fare un film comico e di dirigere un gruppo di attori comici, ed è la prima volta che ci sono risate al femminile”, sottolinea il regista.

Per Enrico Brignano: “In Italia, i primi a non saperlo devono essere quelli del fisco. I ricchi sono Satana. Posti la foto su Facebook del tuo aereo privato, un pullover o che fai la spesa di domenica. Il nostro Paese è tristemente noto per queste cose e si fa fatica a ostentare la propria ricchezza”.

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Christian De Sica scherza: “Ho 65 anni e mia moglie mi dà una paghetta, dei 107 film che ho fatto questo è uno dei più divertenti, non è una sola. La cosa bella di questo film è il pout-pourri di attori che ci recitano. Ho fatto molti cinepanettoni, questa volta Fausto ha messo insieme tutti questi grandi attori”.

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Una carriera lunghissima per l’attore: “Quello che dico sempre ai miei colleghi giovani è quello che mi disse Nino Manfredi: devi fare un film all’anno. Sto facendo Zelig, teatro, mi hanno offerto di doppiare un cartone. Ho cercato sempre di differenziare, quest’anno ho recitato in cinque episodi di Mozart In The Jungle. Se facessi sempre il film di Natale e basta… ”.

Per l’attore Poveri ma ricchi non è un cine panettone: “Prima lo facevamo solo Boldi e io, ora lo fanno tutti, anche gli autori lo fanno. Erano dei film comici, questo non è una sòla. È un bel film, una ciambella con il buco, ho fatto qualcosa di diverso: facevo sempre gli stessi ruoli, qui non sono borghese e sono un padre di famiglia”.

È sposato nel film con Lucia Ocone: “Loredana è una casalinga con la pezzetta frenetica. Non so cosa farei con tutti quei soldi, se mi porti a fare shopping, mi torturi, ecco li spenderei in trattorie, spa, massaggi e farei beneficienza. Avevo lavorato con Fausto in Maschi contro Femmine, ma questo è stato il mio primo ruolo da protagonista e ringrazio Christian De Sica perché mi ha aiutato sul set e poi conoscevo Enrico e Ubaldo dai tempi di Macaco”.

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L’unica protagonista del film a non far parte dei Tucci è Lodovica Comello, nota per protagonista Violetta: “Non menzionarmi su Twitter, ti prego”, scherza Ocone. “Valentina non fa parte dei Tucci, È una precisa, un’ex ricca, ma che oggi disprezza l’ego e la cafonaggine dei ricchi. Il mio personaggio dice: non mi fanno schifo i soldi, ma i ricchi. M’innamoro del personaggio di Enrico Brignano. È la mia prima esperienza al cinema, venivo dal mondo Disney e ho dovuto lavorare molto sulla recitazione è opposta a quella che dovevo fare”.

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Uno dei protagonisti è il giovanissimo Giulio Bartolomei, il più piccolo dei Tucci e anche l’unico intelligente di famiglia: “M’interessava molto il punto di vista del bambino, c’era nell’originale francese e mi ci sono ritrovato molto. Mi è piaciuto che fosse raccontato come una favola, è una super Cenerentola. Il bambino è l’anima buona della famiglia, li vede e li giudica, questo ti permette dare dei giudizi cattivi sulla famiglia perché a darli è un bambino di 8 anni”, ha raccontato il regista.

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Per Brizzi Poveri ma ricchi “è un ritratto sociale dei nuovi ricchi, sono cambiati rispetto al passato, non ostentano, sono morigerati e mi diverto ad affrontare quest’aspetto”.

Per alcuni il film ricorda il primo dei cine panettoni Vacanze di Natale 1983: “Siamo cresciuti con questo film, che giocano a prendere in giro la ricchezza low profile, questo è un modo di rinvertire la tradizione”, racconta lo sceneggiatore Marco Martani. Les Tuches in Francia ha avuto anche un sequel ambientato negli USA che è stato campione d’incassi: “Il secondo film ha fatto, come al solito deciderà il pubblico, li rivedremo on the road”.

Nel film, i soldi giocano un ruolo importante: “Come attori ci fanno piacere, ma i nostri personaggi sono frastornati, i soldi portano confusione e creano problemi e si salveranno grazie a un ragazzino”. Anche Lucia Ocone è dello stesso avviso: “I soldi danno la serenità, che è gran parte della felicità. In una coppia se non arrivi a fine mese, se non hai la stabilità emotiva, economica… diciamo che i soldi aiutano molto”.

In Poveri ma ricchi Al Bano ha un cameo particolare, viene rapito da Loredana e la sua Felicità è uno dei pezzi fondamentali della colonna sonora a cura di Francesco Gabbani: “Da cantautore, è stata una novità e mi sono approcciato con entusiasmo”.

Secondo gli attori del film, ridere è ancora necessario e non è poi così difficile in tempi di crisi: “I periodi più prolifici per la comicità, sono quelli della guerra. L’unico mezzo che abbiamo è l’ironia. Ci sono 15 milioni di nuovi poveri, la gente con stipendio fa la fila alla Caritas. Il contrasto vero è fra il supplì e l’opera d’arte bianca. Non credo però che questo periodo sia difficile per ridere”, conclude Brignano.

https://www.youtube.com/watch?v=uLEZBCYvFSQ&feature=youtu.be

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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