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I Puffi: Viaggio nella foresta segreta, parla Cristina D’Avena

Canta la nuova sigla e doppia anche un personaggio, nel nuovo film ispirato alle creature blu inventate da Peyo. In sala il 6

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di Chiara Laganà | 2017-04-7 7/04/2017 ore 9:08

Cristina D'Avena in compagnia dei suoi amici Puffi

I Puffi: Viaggio nella foresta segreta vi attende al cinema dal 6 aprile, diretto da Kelly Asbury è il quinto film (se si contano quelli degli anni ’70, il terzo se si contano quelli del 2000) dedicato ai mitici uomini blu creati da Peyo. A presentare il film a Roma, Cristina D’Avena, la voce più amata da generazione di giovanissimi, qui anche nelle vesti di doppiatrice del personaggio di Mirtilla.

La nuova canzone con ritmi moderni riprende la mitica sigla del cartone animato del 1982: “Abbiamo ripreso il tormentone del Noi puffi siam così proprio perché rappresentano la nostra infanzia e anche la mia. Diciamo che la primissima canzone dei Puffi, a me e alla Five Records ci assegnarono il Disco d’Oro per 500mila copie quando ancora si vendevano i dischi”.

“Abbiamo lasciato l’anima dei Puffi, Noi siamo puffi blu, puffiamo super giù due mele o poco più, ma abbiamo dato ai Puffi un’aria tecno dance. Più che tecno dance, perché mi ricorda le canzoni degli anni ’90 come ritornello. Un bel ritmo, quindi se vogliamo divertirci, la possiamo ballare, l’ho fatta ascoltare alla radio e tutti mi hanno fatto i complimenti perché i Puffi rappresentano la nostra infanzia e nessuna si aspetta di vederli così”, ha aggiunto la cantante.

E gli anni ’90 si ascoltano ne I Puffi: Viaggio nella foresta segreta anche con la mitica Blue degli Eiffel 65. Quando ha incontrato la stampa, Cristina D’Avena non aveva ancora visto il film uscito in sala il 6: “Fra sala di doppiaggio e la registrazione, non l’ho visto tutto, ma mi è bastato a capire che è fatto benissimo, è gradevolissimo. Secondo me è ancora più bello dei precedenti, è molto curato”. Conferma anche da chi il film l’ha visto.

Per Cristina D’Avena i Puffi “sono i miei nuovi amici, anche se sono sempre i miei amici, sono amici nuovi, anche perché a sto giro mi hanno portato nel mondo dei Puffi. Prima mi sono limitata a cantare le sigle, ma questa volta doppiando un personaggio sono entrata nel loro villaggio e mi sento molto più vicina ai Puffi”.

Cristina D’Avena non è mai stata un “capo”, come lo è la sua Mirtilla: “Caratterialmente sono timida, anche se non si direbbe. Crescendo ho acquistato più sicurezza, quindi adesso divento anche diventarlo, ma da ragazzina ero più timida, forse più insicura, quindi mi limitavo a seguire gli altri e stavo al mio posto”.

La cantante ha già doppiato un personaggio ne Il Trenino Thomas: “Non ho avuto il piacere di doppiare tanti personaggi, mi sono concentrata sulle sigle, sul canto, anche con Alessandra Valeri Manera, anche se avevo una voce più caratterizzata, adatta ai cartoni, per non fare troppe cose, abbiamo scelto di non fare doppiaggio. Mi sarebbe piaciuto! Ho conosciuto grandi personaggi, per esempio Pietro Ubaldi che ha doppiato Marrabbio, il gatto Giuliano e voci del Trenino Thomas, Denver, ha doppiato tantissimi personaggi, è un mio amico e mi ha dato delle dritte, l’ho chiamato per chiedere aiuto e mi ha dato ottimi consigli. Ho conosciuto Donatella Fanfani che ha doppiato Licia, io, ero una ragazzina, la guardavo e ascoltavo con grande stupore perché è bravissima, ero in carne e d’ossa. Mi doppiava e mi faceva strano, mi chiedevo: ma come sono io, e mi doppia!”

Cristina D’Avena parla delle mitiche serie TV ispirate a Licia: “Partecipavo quando doppiava perché mi piaceva guardare, ascoltare e osservare. Dopo ho fatto la serie Quando arriva Cristina e chiesi se potevo doppiarmi da sola. E mi dissero di sì, facevamo la presa diretta durante il telefilm e andavano in sala di doppiaggio per ridoppiarsi e ho imparato anche molti trucchi lì: respiro, se stare in piedi, seduta. C’è una tecnica particolare, mi sono appassionata, non è arrivato nulla perché volevano che mi concentrassi sulle sigle, poi sono diventata grande e quindi sono arrivate altre proposte e quest’ultima dei Puffi mi è piaciuta molto”.

La scelta della canzone suona dance per noi ex bambini, ma è adatta a un pubblico di bambini: “Faccio molti concerti e spettacoli, vengono molti giovani e tanti bambini. il panorama della musica italiana è cambiata, ci stiamo adeguando ad altri ritmi e melodie. I bambini cantano di tutto e anche le mie sigle, io dovevo fare una scelta: o cantavo una sigla alla vecchia maniera per bambini, io mi ci trovo, ma anche a me piace trovare altre sonorità anche per vedere che succede. Il bambino che viene ai miei concerti canta le mie sigle, poi mi prende in disparte e mi canta Andiamo a comandare. Cristina mi fai così (imitando i gesti), un bambino mi ha fatto una canzone su quel ritmo”.

“Siamo d’accordo, va benissimo, continua a fare concerti e canto le mie sigle. Il senso di Noi puffi siam così… siamo noi, ci siamo noi, però ci sono i piccoli che vogliono ballare e saltare. Fai un mix fra la prima canzone dei Puffi e ci metti un gusto più moderno. Io ai concerti canto Georgie, Jim, Mila & Shiro, ma non ti nascondo che qualcuna me le riarrangio anche in versione rock. All’Alcatraz, sold out, abbiamo fatto le canzoni dei cartoni animati riarrangiando in versione rock e il pubblico è impazzito, a me questo mi gratifica, mi riempie d’orgoglio. Il pubblico viene con me mi segue nel mio mondo, ma ogni tanto ci possiamo divertire a cantare Georgie saltando o Jem più rockeggiante o I Puffi con un altro ritmo. Dobbiamo divertirci tutti senza toccare l’anima della canzone, ma ogni tanto possiamo divertirci”, ha spiegato la cantante.

I Puffi: Viaggio nella foresta segreta sono all’insegna del femminismo, Cristina D’Avena che ha decantato tantissime eroine della TV, ne ha una preferita?

Cristina D’Avena ha anche scherzato sul suo look: “Non mi vedrete con catene e borchie, però ci divertiamo. Io sono molto autoironica, mi piace divertirmi e divertire il pubblico. Ormai ci conosciamo, sono cresciuti con me, quindi mi piace divertirmi, e ci divertono tutti. Io canto con la chitarra elettrica, i Gem Boy mi prendono in giro. Noi abbiamo un canovaccio, ma poi Carletto cambia qualcosa durante il concerto. Il momento dei Puffi è divertente, è un modo di condividere, ci divertiamo con le cose più semplici”.

La cantante, che ha esordito allo Zecchino d’Oro cantando il Valzer del Moscerino, ha ricordato anche Cino Tortorella: “Sono cresciuta un po’ con lui, ho iniziato a tre anni, mi ha presentato lui. Ogni anno, più di una volta all’anno ci incontravamo alle varie manifestazioni: allo Zecchino, all’Antonino, da padre Berardo, prima che mancasse la signorina Mariele. Non ti nego che dovevamo incontrare per l’edizione di quest’anno dello Zecchino, che festeggia quest’anno i 60 anni, lui aveva tantissime idee e mi aveva chiesto di portare qualche idea. Dovevamo incontrarci in questo periodo, non sentivo la sua chiamata, non volevo disturbare. Anche perché a dicembre c’eravamo visti a Bologna per una manifestazione per Mariele Ventre e padre Berardo, io canto le canzoni di Natale, mi ha stretto forte, gli ho chiesto e mi ha detto solo che era stanco. L’avevo visto provato, ma avrei aspettato la sua telefonata, ma me n’è arrivata un’altra, che mi diceva che Cino aveva lasciato la terra. È andato da Mariele, da padre Berardo, farà lo Zecchino da lì. Uno zecchino blu, gli dicevo sempre che era un Puffo e lo prendevo in giro”.

Mirtilla, in originale, è doppiata da Julia Roberts. Un successo così duraturo, qualcosa di molto raro nel mondo della musica, per la cantante il legame così forte si è creato perché:

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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