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Il Vegetale, Fabio Rovazzi esordisce al cinema dal 18 gennaio

Lo youtuber interpreta uno stagista gentile e vessato da tutti diretto da Gennaro Nunziante in un film prodotto da Walt Disney Italia

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di Chiara Laganà | 2018-01-13 13/01/2018 ore 10:33

Fabio Rovazzi esordisce al cinema diretto da Gennaro Nunziante nella commedia Il Vegetale, al cinema dal 18 gennaio

Il Vegetale segna l’esordio al cinema di Fabio Rovazzi, in una commedia diretta da Gennaro Nunziante e prodotta e distribuita da The Walt Disney Company Italia e 3Zero2. Fabio Rovazzi è diventato famoso grazie ai suoi video sui social e ha poi sbancato il web con il suo singolo Andiamo a comandare, più di 151 milioni di visualizzazioni su YouTube e per lo stesso singolo ha vinto il primo disco d’oro solo per lo streaming.

Fabio Rovazzi esordisce al cinema interpretando “se stesso” ne Il Vegetale, il Fabio Rovazzi nel film di Gennaro Nunziante è un neo-laureato in Scienze della Comunicazione con indirizzo Marketing e Pubblicità e viene assunto a… distribuire volantini di pubblicità. La fidanzata l’ha lasciato per andare a imparare l’inglese a Londra… in un ristorante italiano, l’unico a restargli fedele è il coinquilino, il pugliese Nicola. Fabio è talmente triste che neanche Barbara D’Urso lo vuole come caso umano.

Per Fabio Rovazzi, si tratta di un passaggio importante e si è lasciato guidare dal regista e sceneggiatore pugliese:

“Sono passato da attore e regista in sette minuti in 83 minuti, è stato impegnativo affinare il mio linguaggio e fidarmi di Gennaro. È stato pesante, ma molto bello”.

Grazie ai suoi tormentoni, Fabio Rovazzi è diventato amatissimo da un pubblico più variegato che non si può, lo stesso che probabilmente andrà a vederlo sul grande schermo ne Il vegetale, i suoi fan vanno dai sette agli 80 anni:

“È un pubblico che non ho mai cercato, ma ne sono consapevole e sono felice di essere amato da un pubblico non delineato. Spesso è per colpa dei genitori, ma sono contento di piacere ai giovanissimi, in loro c’è sincerità e sono felice di piacere a loro”.

Nella sua famosissima Andiamo a comandare, si sente una parolaccia, ma nel film di Gennaro Nunziante il personaggio di Fabio alla quale ne succedono di ogni non reagisce mai in questo modo: “Non le abbiamo messe perché Gesù non vuole”, ha scherzato il regista.

Nunziante, che ha diretto i film di Checco Zelone, ha ammesso che non rivede in Fabio Checco e non vuole trasformarlo in lui:

“Non c’è nulla di simile fra loro, ho scelto Fabio dopo aver visto una sua reazione in un video in cui era con Fabio De Luigi, e dopo averlo visto ci siamo incontrati a Milano e abbiamo parlato del progetto, del costruire attentamente un progetto”.

Il video in questione era È tutto molto interessante, con all’attivo 120 milioni di visualizzazioni su YouTube. Nel film Fabio Rovazzi divide la scena con altri attori, fra di loro c’è Luca Zingaretti con il quale forma una coppia completamente sui generis:

“Siamo diventati amici nonostante la differenza d’età”, spiega Zingaretti, mentre Rovazzi aggiunge: “Io gli ho insegnato a fare le stories su Instagram e lui a recitare”.

“Zingaretti è quel genere di attore che conosce già tutto il film ed è stato di grande aiuto a Fabio. Tutto il film è stato costruito insieme agli attori, dalla piccola Rosy Franzese ad Alessio Giannone passando per Ninni Bruschetta”.

Proprio Rosy Franzese, la piccola e perfida sorellastra di Fabio, Nives, e Alessio Giannone, il coinquilino pugliese Nicola, hanno fatto un ottimo lavoro. In una scena la piccola attrice ha ascoltato la canzone che ha lanciato Rovazzi: Andiamo a comandare, ma nel film il 24enne né canta né balla, ma per Nunziante questa non sarà una delusione per il pubblico:

“Penso che il pubblico sia più intelligente e se dovessi modellarmi in base a loro farei un’altra cosa. Ho stupito il pubblico con il garbo e l’educazione. Non voglio canzoni, perché Fabio veniva a fare un altro gioco, veniva a fare l’attore. L’ho voluto perché il suo fisico è l’emblema di una generazione”.

Anche Fabio Rovazzi è stato felice di non aver danzato dei balli che lui stesso ha paragonato ad “attacchi epilettici”: “Sono stato contento di non aver ballato perché se me l’avesse chiesto avrebbe voluto dire che Gennaro mi voleva solo perché aveva visto il mio video nella lista dei più cliccati su YouTube. Mi sono lasciato tutto alle spalle e ho fatto questo film con molta umiltà”.

E l’umiltà è ben visibile anche a noi giornalisti in conferenza stampa come del resto umile e gentile è il Fabio Rovazzi de Il Vegetale, un personaggio che ricalca le caratteristiche di molti altri ideati dalla Disney:

“Il film per me ha a che fare con la riconciliazione, se nel nostro Paese non la cerchiamo non andiamo da nessuna parte, perché questo non avviene? Per farlo bisogna dirsi la verità, due amici dopo aver litigato fanno la pace, ma quello non è riconciliarsi. La riconciliazione è capire le ragioni dello scontro e andare al di là delle stesse ed è quello che fa Fabio nel film, viviamo in un Paese diviso in fazioni: pensionati – occupati, giovani – anziani… Coppi e Bartali. Lui supera tutto questo, unisce quello che sembra impossibile e supera la morte della madre, da questo riparte il film, una riconciliazione necessaria, tutto il dolore e la rabbia devono diventare amore per qualcuno, una cosa che appartiene più alla divinità”.

Fabio Rovazzi da filmaker è diventato attore con semplicità ha risposto all’ultima domanda: “All’inizio riprendevo le persone che si divertivano in discoteca, in questo film lavoro come attore e i complimenti mi fanno piacere e mi fanno arrossire, ho fatto l’attore e osservatore, un giorno spero di poter fare qualcosa, ma devo comprendere al meglio questo campo e non mi piace rovinarlo come ho fatto con la musica”.

E non lo fa affatto in un film che funziona e diverte, viva lo stagista Fabio Rovazzi e Il Vegetale.

Il Vegetale vi aspetta in sala il 18 gennaio, distribuito da Walt Disney Company Italy.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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