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Il Cacciatore, l’ambiziosa (e ottima) fiction debutta su Rai 2 il 14 marzo

Ispirata al libro di Alfonso Sabella Cacciatore di mafiosi. Nel cast Francesco Montanari è il PM antimafia, David Coco è Leoluca Bagarella e Paolo Briguglia

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di Chiara Laganà | 2018-03-1 1/03/2018 ore 20:29

Il Cacciatore racconta la storia di un giovane magistrato del pool antimafia nella Sicilia del 1993. Dal 14 marzo non perdetevela su Rai 2

Già dalle prime scene si nota che Il Cacciatore non è la solita fiction sulla mafia. Il Cacciatore debutta su Rai 2 il prossimo 14 marzo per sei settimane racconta la vita del PM Saverio Barone, l’ultimo arrivato nel pool antimafia, un personaggio ispirato ad Alfonso Sabella, il magistrato che ha raccontato la sua lotta alla mafia nel libro (quasi omonimo) Cacciatore di mafiosi.

Il Cacciatore debutta su Rai 2 e non è un caso, come ha sottolineato Tinny Andreatta, dirigente di Rai Fiction:

“Per Rai 2 possiamo costruire storie più scomode che per il pubblico generalista e con un linguaggio che esce fuori dalla convenzioni, questa modernità ha permesso di trovare una coproduzione con Cross Productions che ha portato la fiction al Festival di Berlino”.

Il protagonista è un giovane magistrato appena 30enne, inventato ed è stato inventato seppur ispirato ad Alfonso Sabella “mentre gli antagonisti sono le prede della nostra caccia: sono i grandi mafiosi dopo le stragi di Capaci e di via d’Amelio erano oggetto delle ricerche del pool antimafia. Il Cacciatore è una storia ricca di chiaroscuro che riguarda le istituzioni e la malavita organizzata, i nostri personaggi sono ricchi di contraddizioni: sono da una parte sono retti dal senso dello Stato, dall’altro dall’ambizione personale”.

Il Cacciatore, come alcuni prodotti televisivi internazionali a cui s’ispira su tutti Narcos, racconta anche la zona grigia a metà strada fra bene e il male e le donne forti quanto – se non più – degli uomini che hanno accanto:

“C’è anche la zona grigia del racconto, come il personaggio dell’autista di Bagarella e le donne sono altrettanto forti e sono un punto di conforto per questi uomini”.

Per sei serate Rai 2 racconterà la storia di Alfonso Sabella nella Sicilia dei primi anni 90, subito dopo le stragi della mafia in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma non è la solita fiction dedicata alla mafia prodotta da Rai 2. Come sottolinea Rosario Rinaldo di Cross Productions, la società che ha realizzato per la seconda rete di viale Mazzini un altro ottimo prodotto audiovisivo Schiavone:

“L’aggettivo cinematografico si usa perché significa qualità, ma la realtà si è ribaltata. La qualità della fiction italiana e internazionale è cresciuta moltissimo, abbiamo iniziato a concepire la fiction in modo diverso per dialogare con un pubblico giovane, abbiamo cercato di parlare a questo pubblico”.

Il Cacciatore è comunque legato al libro a cui s’ispira Cacciatore di mafiosi (edito da Mondadori):

“Ha raccontato le persone nel bene e nel male. Mi ricordo quando mi ha raccontato che ha passato una notte insonne perché non sapeva se stringere o meno la mano a Giovanni Brusca”.

Curiosamente la serie TV, seppur redatta e in parte inventata, ha mantenuto la data del 23 novembre del 1993, quando Sabella entrò nel pool antimafia con il soprannome di Caganidu e nella stessa data avviene il rapimento di Giuseppe Di Matteo (a cui è stato ispirato anche il bellissimo Sicilian Ghost Story) Alfonso Sabella ha descritto quegli anni:

“I prezzi in quel momento sono stati altissimi, ma te ne rendi conto dopo. Un po’ come gli ammiragli di Trafalgar, lo facciamo per l’Inghilterra. Non so se vi ricordate la frase di Carlo Azeglio Ciampi, Nino Caponetto che disse tutto è finito dopo la strage di Borsellino. L’abbiamo smentito, abbiamo preso uno dopo l’altro, li abbiamo arrestati tutti mentre erano latitanti, abbiamo sequestrato i loro beni, è stata la dimostrazione che lo stato quando vuole può fare”.

Sabella ha ringraziato i due sceneggiatori che da dieci anni lavorano al progetto di una serie TV ispirata al suo libro e ha sottolineato come Il Cacciatore sia una fiction in cui i ruoli sono ben definiti. E anche i nomi: i cattivi sono presentati tutti con i loro veri nomi e si è fatta un’eccezione per due dei “buoni”, la figlia di Sabella e l’agente Leonardo Zaza che gli ha fatto da scorta.

“La netta distinzione fra buoni e cattivi è presente nel saggio di Sabella, ma la realtà è grigia e il grigio fa parte della storia”, come ha sottolineato uno degli sceneggiatori Marcello Izzo.

A interpretare Saverio Barone, il PM protagonista de Il Cacciatore è Francesco Montanari, indimenticata Libanese di Romanzo Criminale:

“Saverio Barone non è Alfonso Sabella, tranne nei fatti di cronaca. Non ho voluto conoscerlo prima delle riprese. Dopo che abbiamo iniziato a lavorare l’abbiamo incontrato ed è stato un bellissimo incontro, lì ho capito ed emotivamente ho detto: Porca paletta, questo è successo veramente!”.

In particolare l’attore romano ha chiesto ad Alfonso Sabella come essere credibile durante gli interrogatori:

“Mi ha detto: devi dargli l’umanità necessaria per farsi dire quello di cui necessiti, ma dentro di te non deve dargli la dignità. In quel momento c’è stata una connessione. Il nostro lavoro è questo, questa serietà che ha coinvolto tutti gli attori del bene e del male e la regia ha fatto sì che ciò accadesse, ha tradotto in un linguaggio pop, cool, moderno. Sono contento di averlo fatto, è la dimostrazione che il bene può essere cool, siamo stati abituati che il male è cool, il bene è una rottura. La fiction lavora sugli stereotipi, la serie sull’umanità, l’empatia umana arriva a noi perché raccontiamo personaggi fallibili”.

Il Cacciatore è diretto da due registi Stefano Lodovichi e Davide Marengo:

“Abbiamo sentito la necessità artistica di avere un linguaggio unico, non solo cool, ma nel raccontare eventi che fanno parte della storia di questo Paese. Raccontare il mondo della mafia non è semplice: sono personaggi che hanno compiuto atrocità, abbiamo raccontato delle persone che hanno fatto una scelta, ma sono persone come noi, vicini di casa, raccontare l’atrocità è raccontare anche l’umanità”.

I registi hanno anche lavorato sul physique du rôle del magistrato Barone, ne parla Francesco Montanari:

Ed è proprio così che appaiono i boss protagonisti de Il Cacciatore su tutti Leoluca Bagarella che ha una passione (confermata da Alfonso Sabella) per la musica di Ivana Spagna o il perfido Gianni Brusca mandante dell’omicidio di Giuseppe Di Matteo. Fra loro s’inserisce Tony Calvarusa, l’autista del boss Bagarella interpretato da Paolo Briguglia:

Ispirata al libro di Alfonso Sabella, l’ex magistrato racconta che ha messo nel libro “la sua vita professionale” e ha inventato solo due cose e ha raccontato e si è innamorato della fiction di Rai 2:

Fra i personaggi citati ne Il Cacciatore anche Giulio Andreotti, Sabella ha spiegato la citazione:

Il Cacciatore è un ottimo prodotto della Rai, conteso al momento dai canali internazionali e deve molto del suo successo all’audacia con cui è stato realizzato:

“Volevamo fare qualcosa di raffinato, divertente e pop. I nostri riferimenti sono Scorsese, Coppola, De Palma, Guy Ritchie e la serie TV Narcos”.

Il Cacciatore vi aspetta su Rai 2 alle 21:25 dal 14 marzo e dall’11 marzo sui Rai Play potete vedere online i primi due episodi.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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