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La Dolce Vitti, una mostra dedicata all’attrice dall’8 marzo al 10 giugno 

Ideata e organizzata dall’Istituto Luce Cinecittà al Teatro dei Dioscuri del Quirinale. Protagoniste la vita, la voce, le parole di una delle dive più amate d’Italia

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di Chiara Laganà | 2018-03-7 7/03/2018 ore 17:21

La Dolce Vitti, in una mostra la carriera dell'attrice. Dall'8 marzo al 10 giugno al Teatro dei Dioscuri al Quirinale. (L'attrice sul set de Il Deserto Rosso © Archivio Enrico Appetito)

La Dolce Vitti è una mostra dedicata a una delle attrici più amate d’Italia: Monica Vitti. La retrospettiva, ideata e organizzata dall’Istituto Luce Cinecittà, la mostra in programma al Teatro dei Dioscuri del Quirinale dall’8 marzo al 10 giugno.

La Dolce Vitti ripercorre la vita e la carriera di un’attrice amatissima da un pubblico molto vasto: il volto del cinema impegnato, delle commedie, del teatro e della TV. Un’attrice unica anche per le sue caratteristiche fisiche particolarissimi come hanno sottolineato i tre curatori della mostra: Nevio De Pascalis, Marco Dionisi e Stefano Stefanutto Rosa.

Nata nel 1931, a 16 anni decide che avrebbe fatto l’attrice e si diploma nell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico del Centro di Cinematografia. Nella prima sala, Monica Vitti è ancora contrassegnata con il suo nome di battesimo Maria Luisa Ceciarelli e si ascolta la sua voce roca, unica, controcorrente per l’epoca.

Non ci sono occasioni particolari per celebrarla se non quella del 50esimo anniversario dell’uscita de La ragazza con la pistola di Mario Monicelli:

“Questo film segna una svolta nella carriera di Monica Vitti, abbiamo puntato molto sulla sua voce che le consentono il debutto nel cinema”, sottolinea il curatore Stefanutto Rosa.

“La sua voce fa da linea guida in tutto il percorso della mostra. Nella seconda sala introduciamo la sua arte, la sua passione per la recitazione e l’ingresso alla Silvio D’Amico, vi entra nel 1950, dopo essere stata bocciata per via della sua voce”, sottolinea De Pascalis.

La sua voce, il suo fisico, il suo naso non rientrano nei canoni estetici e stilistici per le attrici dell’epoca: “In Accademia esisteva solo la voce di Gassman, la mia, che prospettive poteva avere? Se non quella della verità e della sincerità che sono state sempre le mie due mete?”.

Così definisce la sua voce l’attrice ed è proprio grazie a quel tono rauco che entra in sala di doppiaggio per prestare la voce a uno dei personaggi de Il Grido di Michelangelo Antonioni. Proprio in sala di doppiaggio avviene il primo incontro fra i due, quello che cambierà la carriera dell’attrice romana. Mentre doppiava il personaggio della benzinaia de Il grido, Antonioni, in una nota, le suggerì di fare l’attrice “perché aveva una bella nuca”.

Dal 1960 al 1964, Monica Vitti diventa la sua “musa” e la protagonista della tetralogia dell’incomunicabilità: L’avventura, La notte, L’eclisse e Il deserto rosso. In questa fase della mostra, grazie a un libro multimediale è possibile rivedere le foto dai set e a Cannes, dove dopo una fredda accoglienza della stampa, L’Avventura vinse il Premio alla Giuria.

Monica ha prestato il suo volto ai film di Antonioni, diventando la musa. Ripercorriamo i quattro film che l’hanno resa famosa in tutto il mondo. Fu lui a suggerirle di debuttare nel cinema comico, fu lui a spingerla a lavorare con Blasetti e altri registi francesi”, aggiunge De Pascalis.

Nello spazio successivo viene presentata un’altra anima di Monica Vitti, quella dell’attrice comica. Cinquant’anni fa, Monica Vitti diede vita ad Assunta, la siciliana sedotta e abbandonata protagonista de La ragazza con la pistola.

“Dal 1962 l’esordio al cinema comico con Blasetti, prima di Monicelli, Scola e Tinto Brass fu lui il regista che scoprì l’attrice nella sua veste comica. Il primo a intuirle la sua vis comica fu il maestro dell’Accademia Sergio Tofano”, aggiunge Dionisi.

Negli stessi anni nasce il ricco sodalizio con Alberto Sordi, grazie al suo fisico e alla sua personalità, l’attrice diventerà la regina di un genere, prima di lei, ad appannaggio degli uomini e reciterà affianco dei “colonnelli” della commedia: Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni. Attrice amata anche all’estero, recitò a fianco di alcune delle star internazionali: “L’ha corteggiata spesso, soprattutto Hollywood, ma Monica, per paura di volare è rimasta sempre legata all’Europa”, spiega De Pascalis.

“Ha interpretato donne popolane, borghesi, in cerca di autonomia e indipendenza. Ci sono le immagini degli altri due uomini della sua vita: Carlo Di Palma, il direttore della Fotografia di Antonioni e diventò regista per Monica e Roberto Russo. In questa sala c’è anche il periodo “finale” di Monica sceneggiatrice e autrice. Ha cercato sempre personaggi che le fossero congeniali, ha acquistato libri di testo, come Teresa la ladra, tratto da un romanzo di Dacia Maraini”, conclude Stefanutto Rosa.

Nella stessa area si celebra anche Monica Vitti autrice e regista, i suoi primi lungometraggi scritti e diretti in collaborazione con il suo attuale compagno Roberto Russo: Flirt, Francesca è mia e Scandalo segreto, quest’ultimo diretto dalla stessa Vitti.

L’ultima parte, infine, è dedicata agli anni passati in TV, il suo programma TV, Passione Mia, e le varie ospitate, Monica Vitti aveva creduto fortemente in questo mondo e mezzo tanto da chiedere in punta di piedi di realizzare sul piccolo schermo “qualsiasi cosa”.

La Dolce Vitti ripercorre la sua straordinaria vita con foto, video, interviste e anche film, a partire dal 16 marzo lo stesso spazio ospita una serie di film fra i più significativi della sua carriera: L’avventura di Michelangelo Antonioni, La ragazza con la pistola di Mario Monicelli, Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) di Ettore Scola, Teresa la ladra di Carlo Di Palma, Flirt di Roberto Russo.

Info
La Dolce Vitti
Teatro dei Dioscuri al Quirinale
Via Piacenza, 1
8 marzo – 10 giugno

Orari: martedì – domenica 10 – 18, ingresso libero
Il catalogo della mostra è pubblicato da Edizioni Sabinae e Istituto Luce-Cinecittà al costo di 20 euro

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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