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Tv/ Petrolio: a giugno si parla di arte rubata e recuperata su Rai Uno

Il 6 e il 13, in prima serata sulla rete ammiraglia, Duilio Giammaria ricostruisce i traffici internazionali dei mercanti d’arte e si interroga su come Stato e privati possano collaborare per valorizzarli

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di Onelia Onorati | 2018-06-5 5/06/2018 ore 15:12

“Ci hanno derubato del nostro futuro e ora ce lo riprendiamo, mettendolo a frutto” – in questa frase del giornalista Duilio Giammaria c’è il senso delle due puntate della trasmissione televisiva Petrolio sul patrimonio storico artistico italiano derubato e ritrovato.

I due appuntamenti, il 6 e il 13 giugno in prima serata su Rai Uno, sono frutto dell’inchiesta internazionale su quanto riportato in Italia negli ultimi anni grazie alle indagini del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale ma anche dell’FBI e dell’Homeland Security, e su cosa si sta facendo per valorizzare i beni culturali di casa nostra.

Presentate ieri sera a Viale Mazzini da Duilio Giammaria e dal Direttore della Rai Angelo Teodoli, le trasmissioni sono a metà tra il documentario, l’inchiesta e il giallo. “Petrolio ha ricostruito per la prima volta, grazie a un lavoro durato più di un anno, l’intero sistema di contatti, rapporti, scambi di denaro di una rete internazionale che fa girare il mercato clandestino – ha raccontato Giammaria – siamo arrivati fino a New York a Los Angeles dove organizzazioni come il Getty Museum hanno speso fino a 1 milione di euro l’anno per acquistare le loro opere d’arte, a volte con scarsa attenzione alla provenienza di questi beni. Oggi c’è maggiore sensibilità, ma ci sono ancora casi irrisolti come l’atleta di Fano, ripescato tanti anni fa al largo di Fano e acquistato dal Getty Museum di Malibu, ma secondo modalità considerate oggi illegali”.

La prima puntata, dal titolo “Ladri di Bellezza” è in continuità ideale con la seconda, “Eredi Unici”, che cerca di scoprire, invece, come il patrimonio culturale debba essere valorizzato. “Abbiamo intervistato alcuni professionisti e mecenati particolarmente coinvolti nella valorizzazione e custodia dell’arte per sapere da loro come debba operare il sistema pubblico insieme ai privati. Fra questi Alda Fendi, ma anche lo storico Tommaso Montanari e il Cardinal Ravasi. L’imprenditore Valter Mainetti di Sorgente Group ci ha ad esempio dimostrato come un luogo che fa leva sul suo patrimonio storico-culturale possa far aumentare di valore anche il suo portafoglio immobiliare. Con Giuseppe Guzzetti della Fondazione Cariplo siamo andati alla scoperta dell’Abbazia di Chiaravalle, esempio di perfetto recupero”. Presente anche Francesco Rutelli, ex Ministro dei Beni Culturali, che ha ricordato come anche la distruzione iconoclasta nelle zone di guerra oggi porti sul mercato clandestino opere più piccole trafugate dagli stessi siti devastati dai terroristi. “I musei internazionali devono aderire ad un criterio di trasparenza nell’acquisto delle opere” – ha concluso Rutelli.

Nell’illustrare l’attività del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale, il Generale Fabrizio Parrulli ha ricordato che la missione delle forze dell’ordine è proprio quella di riportare opere completamente sradicate nel loro contesto originale, avversando un traffico internazionale molto attivo che vale oggi 1,5 milioni solo per l’Italia. Nell’occasione, sono stati illustrati dal tenente colonnello Massimiliano Quagliarella alcuni reperti archeologici esposti. I manufatti, che provengono da scavi clandestini in Etruria e Italia meridionale, sono stati individuati nel mercato antiquario svizzero e statunitense, restituiti all’Italia di recente. Si tratta di una Stitula apula a figure rosse del IV sec. a. C., Kylix attica del V sec. a. C. e un cratere attico del V sec. a. C.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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