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Topi, Antonio Albanese presenta la sua prima serie TV in onda su Rai3

Una commedia con protagonisti dei mafiosi latitanti, scritta, diretta e interpretata dall’attore. Dal 6 ottobre in TV, dal 3 su RaiPlay

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di Chiara Laganà | 2018-10-2 2/10/2018 ore 9:00

Antonio Albanese è il protagonista di I Topi, la serie TV da lui ideata che debutta il 6 ottobre su Rai 3 © Claudio Iannone

I Topi è la prima serie TV di Antonio Albanese, l’attore l’ha scritta, diretta e interpretata e arriverà in TV dal 6 ottobre su Rai 3 a partire dalle 21:20. Il comico l’ha presentata alla stampa: protagonista una famiglia di latitanti mafiosi costretti a vivere sottoterra. Nel cast Lorenza Indovina, Betta – Calabiscetta, moglie di Sebastiano, il boss che interpreta Albanese; Michela De Rossi è Carmen  e Andrea Colombo è Benni, i due figli di Sebastiano; zio Vincenzo è Tony Sperandeo e Nicola Rignanese è U Stortu.

I Topi è stata prodotta da Rai Cinema e Wildside, Albanese ha lodato moltissimo la squadra che gli ha permesso di realizzare la sua prima serie TV:

“Sono stati due mesi di grandissimo lavoro, abbiamo dovuto ricostruire tutto, sono stati due mesi che abbiamo vissuto con gioia, gioia che nascondeva la fatica. Mi piaceva il nome I topi, nato immediatamente, io l’ho trovato più interessante, volevo dare a loro nel buio, la spensieratezza, la donna un po’ riconglionita. La figlia che è determinata, pulire i soldi sporchi nel mondo accademico, un figlio che si guarda la TV e vede qualche cuoco. E U Stortu che vuole entrare a far parte della famiglia, ma non ci riesce. È uno zio, ignorante fino al midollo, un uomo che ascolta Isoradio per sapere che tempo che fa”.

Un mondo sui generis in cui si riesce a ridere di mafia, è questo uno dei temi dell’esordio nella servilità televisiva di Antonio Albanese:

“Mi sono sentito protetto, è bello, è bello trattare argomenti come questi con leggerezza. Mi ricordo quando proposi a Fabio Fazio, il ministro della Paura: dobbiamo farlo con lo studio nero, la maschera. L’ho fatto e l’ho trovato interessante per me e per gli altri, un esperto di Tv come Mike Bongiorno chiamò Fazio per fargli i complimenti. E lì capì alcune cose”.

Antonio Albanese interpreta Sebastiano, un figlio di mafiosi immigrato al Nord, un personaggio che ha qualcosa in comune con l’attore e regista:

“Sebastiano non è niente, non è un cattivo, è un uomo rassegnato, non ha avuto nessun fondamentale, gli hanno detto che era interessante raccogliere soldi. È un maschilista, profondamente ignorante, volevo esaltarlo, è un maleducato, non capisce, non capta, fa di tutto per non andare in galera, ma lo è da anni”.

Protagonista de I Topi è anche la mafia e di conseguenza anche la famiglia di Sebastiano al centro della serie TV di Rai 3:

“Sebastiano non è un personaggio inventato, come Cetto e gli altri, sono personaggi che esistono. Non so se durerà, abbiamo più tempo per osservare, io non mi faccio mai condizionare, ho inseguito questo pensiero”. 

La sua famiglia è formata sullo schermo da Lorenza Indovina, Michela De Rossi, Tony Sperandeo, Nicola Rignanese e Andrea Colombo:

“Ci siamo divertiti – interviene Lorenza Indovina – questo progetto ha una particolarità, ed è un peccato che lo dica, c’è un’attenzione in ogni piccolo particolare immensa da parte di Antonio. Antonio sceglieva le nuance dei miei vestiti in base ai mobili e tutto quanto, c’è una passione e una necessità rispetto a quello che si deve fare. Quell’attenzione che ci ha messo ha reso questo progetto speciale”.

Per Nicola Rignanese, U Stortu, amico e collega di lunga data di Antonio Albanese, ha sottolineato che ne I Topi si è “alzato l’asticella”: “Nulla è fine a se stesso, tutto è stato necessario”.

Clelia Piscitello è zia Vincenza, il personaggio che rappresenta la famiglia:

“Non ho mai avuto un personaggio di questo spessore, ringrazio Antonio per avermelo dato”.

Zio Vincenzo è interpretato da Tony Sperandeo, sull’attore Albanese ha dovuto fare un lavoro. Andrea Colombo è il figlio Benni, l’attore è al suo primissimo ruolo, mentre Michela De Rossi è Carmela, la primogenita:

“Alla mia età, dopo anni di formazione in teatro, non è semplice trovare dei professionisti che si fidino di te, è un’età di limbo dove è difficile introdursi e lavorare. Antonio ha scommesso su di me e quasi nessun’altro l’ha fatto su di me. Essere considerati professionisti a quest’età è difficile, trovare qualcuno che lo fa è rarissimo. Non è mai industria con lui, è sempre artigianato”.

A ispirare Antonio Albanese, un caso di cronaca, in cui un boss latitante ringraziò la polizia di averlo salvato dalla noia della latitanza, I Topi è la sua prima serie TV:

“La mafia è un’infezione come quella che portano i roditori, scoiattoli compresi. Ho pensato da subito alla serialità, vi confesso questa cosa non ho mai visto una serie TV, non riesco a seguirle, è un po’ come i fidanzati della figlia: ti affezioni e poi non ci sei più. Non ho mai seguito, ho visto dei frammenti sicuramente, volevo desiderare di vedere questo progetto in TV”.

In I Topi si ride di mafia e in un certo modo la serie TV è collegata al passato dell’attore:

“Abbandonare una terra, un territorio, pensate alla generazione senza futuro di questi giovani che vanno all’estero, immaginate nel 1956 abbandonare i propri cari, la moglie per andare al Nord, dove non si affittava ai meridionali. Mio papà è stato 12 mesi in un seminterrato senza la possibilità di far salire su la famiglia, sono delle cose che sono tatuate e ti chiedi perché: ho un padre meraviglioso, onesto, muratore e una madre meravigliosa, ti chiedi il perché. Sono nato a Lecco, ringrazio la Lombardia di aver permesso alla mia famiglia di restare”.

Un’altra delle storie che vorrebbe raccontare è quella dello zio Nino:

“Sopravvissuto in un campo di concentramento, è scappato e si è fatto a piedi dall’Austria alla Sicilia, ci ha messo sei mesi e venti giorni ed è sopravvissuto grazie alle lumache rosse, è arrivato stremato e non si fidava più di nessuno”. 

I Topi è una serie TV che ha la mafia fra i suoi temi, per Albanese si può ridere di questo anche è un argomento che ha molti rischi con sé:

“Ci penso sempre, sono anche uno spettatore selettivo, abbiamo cercato attraverso questi cunicoli di mostrare che sono carini e simpatici, ma sono delle persone profondamente ignoranti. Ci sono delle battute che segnano i personaggi, bisogna far equilibrare tutto. Anche i soprannomi sono stati usati con attenzione, per esempio Cazz* I Ferru. Nel paese dei miei si chiamano tutti Albanese e Cerami, e partono i soprannomi. Il paesino è Petralia Soprania, in provincia di Palermo, nelle Madonie”. 

I Topi vi aspettano su Rai 3 alle 21:40 del 6 ottobre.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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