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Morto tra una settimana o ti ridiamo i soldi, la black comedy inglese al cinema

In sala il 22 novembre, diretta da Tom Edmunds con Aneurin Barnard, Freya Mavor: i tre hanno presentato il film alla Festa del Cinema

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di Chiara Laganà | 2018-11-21 21/11/2018 ore 12:00

Morto tra una settimana o ti ridiamo i soldi è la black comedy inglese al cinema dal 22 novembre

Morto tra una settimana o ti ridiamo i soldi è una divertente black comedy squitisamente inglese presentata all’ultima Festa del Cinema di Roma dal regista Tom Edmunds e dai due protagonisti Aneurin Barnard e Freya Mavor, e sarà in sala il 22 novembre.

Morto tra una settimana o ti ridiamo i soldi è la storia di William, un giovane ragazzo che sognava di diventare uno scrittore, ma il suo sogno è fallito: ha tentato di suicidarsi innumerevoli volte. Mentre sta per buttarsi da un ponte realizzando il sogno di una vita incontra un signore elegante, Leslie, che gli dice che lo può aiutare a suicidarsi. 

Divertente, dissacrante la commedia scritta e diretta da Tom Edmunds scherza sulla morte e sulle vite sospese di uno scrittore in attesa di fama e di un killer professionista prossimo alla pensione, come mai la figura del killer affascina ancora così tanto?

“Penso che nei film si esagerino le idee, ci pensiamo in vita e poi le esageriamo nei film e l’idea del sicario è una di queste. L’idea del film è venuta prima di pensarlo come un hitman film, avevamo l’idea di un giovane che assolda un assassino per morire e poi abbiamo costruito il personaggio di Tom Wilkinson”. 

E così che il giovane William incontra il killer professionista Leslie e scopriamo l’esistenza di una corporazione dei killer britannici, il film è realizzato in modo ciclico (senza svelarne la fine):

“Era importante che la fine dell’avventura del personaggio seguisse il suo inizio, mi piace quando vedi delle cose nei film di cui ti accorgi, ti dimentichi e poi diventano importanti alla fine. È bello per il pubblico vederlo nel suo intero, la fine è un po’ ambigua, ho voluto mantenerla così, anche se erano tutti contrari, incluso Tom Wilkinson”. 

La vita di William si complica quando gli arriva una telefonata da una casa d’editrice per annunciargli la (probabile) pubblicazione di un suo romanzo, a interpretare l’agente della casa editrice Freya Mavor, per l’attrice scozzese è interessante lavorare con un regista che è anche autore della sceneggiatura:

“È interessante lavorare con qualcuno che ha la visione a 360° del progetto ed entrare nell’universo di una persona, accompagnandola in un viaggio ed è diversa da una storia vista dal punto di vista individuale”.

Per il protagonista, il gallese Aneurin Barnard, avere un regista che ha anche scritto la sceneggiatura ti dà più libertà sul set:

“Sei più libero dal punto di vista creativo, puoi trovarti a cambiare marcia mentre sei sul set, visto che Tom conosce quello il copione e ti lasci andare giocando con il materiale. Se riesci a liberare la storia, allora lavori in modo più interessante”.

Per i due attori non è stato difficile adattarsi a una black comedy:

“La cosa bella di questo genere – afferma Barnard – è che trovi l’essenza dei veri umani e puoi manipolarla e arrivare in un altro mondo. Porti lo spettatore in una storia e lo incoraggi a viaggiare invece di seguire qualcosa che sarebbe se no un documentario, stai trovando un tuo modo di raccontare la storia con la tua performance. È difficile perché devi essere credibile e creare umorismo in qualcosa di molto delicato, è come fare il tuo cocktail preferito: mettere gli ingredienti che vuoi, maggiore creatività dà anche la possibilità di interpretare rispetto a esperienze regresse”.

“Film come Piccoli omicidi fra amici, Trainspotting o altri titoli di Danny Boyle e i fratelli Coen che usano la forma dei documentari – afferma Freya Mavor – è davvero interessante andare in un’avventura che è così eccezionale che ti fa esplorare dei personaggi non convenzionali e renderli vicini e veritieri. Il genere della black comedy, se fatto bene, può creare nel pubblico di scappare e crea degli universi eccezionali, dove tutto è permesso”.

Morto in una settimana o ti ridiamo i soldi è una commedia fortemente divertente, ma gli attori e il regista hanno confermato che è stata poco improvvisata:

“Ci ho messo molto a scrivere la sceneggiatura, la prima bozza è stata facile, ma poi ci ho messo un po’ a sistemarla. Per creare un mondo così, non propriamente realistico, esagerato abbiamo impiegato molto tempo. Volevo poi trovare degli attori che portassero del loro in questi due ruoli, volevo che portassero del loro talento nei due ruoli. La cosa eccezionale quando sei un regista è avere l’opportunità di portare in vita queste parole”.

Tom Edmunds non ha ancora avuto offerte per pubblicare realmente i libri di William. Morto fra una settimana o ti ridiamo i soldi è una commedia irriverente, divertente anche quando si “ride” sulla malattia di Michael J. Fox, costretto dal morbo di Parkinson a lavorare sempre meno:

“Chiedo scusa in nome di Harvey, penso che le persone siano tremende perché dicono e pensano cose terribili. L’essenza del dark humour è ridere di cose che non fanno ridere, non è l’alternanza di due scene, una comica o una drammatica, il dark humour per me è questo so che è controverso, ma è anche buffo”. 

Nessuno del cast e del regista ha incontrato un sicario nella vita, scherza l’attore protagonista:

“Sì, l’ho conosciuto, senza essere consapevole, forse era un produttore”.

Neanche Tom Edmunds, il regista parla della lunga tradizione dei sicari nel cinema:

“Sono come una gazza ladra quando guardo dei film, mi piace prendere ispirazione da gente più brava di me. Leslie, a dire il vero, è ispirato a un ragioniere della mafia, una delle persone più ricercate al mondo. Ha vissuto per 25 anni in fuga vivendo in un quartiere verde di Londra. Quando uscirono gli articoli su di lei, i vicini – come tradizione – non sospettavano nulla. Le due cose insieme mi hanno molto divertito”. 

Il film può avvalersi della colonna sonora composta dalla voce degli Elbow, gruppo inglese, Guy Garvey:

“È un fantastico cantautore, ma non aveva composto una colonna sonora. Si è unito insieme a Peter Jobson, degli I Am Kloot. C’è un pezzo ispirato agli spaghetti western in cui Guy si mette a fischiare, perché è bravissimo a farlo”.

Morto tra una settimana o ti ridiamo i soldi, la regola d’oro del sindacato dei killer inglesi è una sola: una volta stipulato il contratto non si può recidere. William però vuole una proroga anche perché sulla sua strada incontra Ellie, la sua anima gemella:

“Volevo fare un film divertente, ma volevo anche metterci dentro un messaggio: ho visto molto persone che hanno difficoltà con la solitudine e a trovare uno scopo nella loro vita, ho provato a trovare qualcosa che desse un senso permanente alle loro vite e sono giunto alla conclusione, senza volere avere ragione, che sono le relazioni che instauri con le persone che danno senso alle nostre vite, siamo scettici a questo perché sembra semplice, ma è nella semplicità che si trova la verità”. 

Morto tra una settimana o ti ridiamo i soldi la deliziosa commedia black inglese vi aspetta al cinema dal 22 novembre distribuito da Eagle Pictures. 

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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