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La Favorita, il film candidato a 10 Oscar presentato dal regista e dal cast

Il regista Yorgos Lanthimos e le protagoniste Olivia Colman ed Emma Stone parlano di uno dei titoli più attesi del 2019 e che aveva incantato a Venezia

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di Chiara Laganà | 2019-01-23 23/01/2019 ore 17:30

La Favorita con una straordinaria Olivia Colman arriva al cinema il 24 gennaio, forte di 10 nomination agli Oscar © Photo by Atsushi Nishijima © 2018 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved

La Favorita arriva (finalmente) al cinema il 24 gennaio ed è stato candidato a 10 premi Oscar, record che detiene insieme a Roma. Il nuovo film di Yorgos Lanthimos fu uno dei più belli, se non IL più bello, fra quelli visti a Venezia 75, dove era stato presentato dal regista greco e dalle sue due protagoniste: Olivia Colman, vincitrice della Coppa Volpi, ed Emma Stone.

La Favorita ha per protagonista la debole regina Anna (interpretata da Olivia Colman) siede al trono dell’Inghilterra nei primi anni del XVIII secolo quando ancora la scoperta dell’America è lontana e nel mezzo dell’ennesima guerra contro la Francia. A consigliare Anna sulla politica estera e sul governo del paese c’è la sua amica, Lady Sarah Churchill (Rachel Weisz), pronta a tutto per la sua regina. L’arrivo di Abigail Masham (Emma Stone) mette a rischio la loro amicizia e fra le due donne si scatena una battaglia per ottenere i “favori” della malandata e debole regina. 

Presentato a Venezia 75, dove ha ottenuto la Coppa Volpi a Olivia Colman e il Gran premio della Giuria, dal regista e da suoi protagonisti: Olivia Colman, fresca di Golden Globe; Emma Stone, nominata agli Oscar insieme a Rachel Weisz, Joe Alwyn e Nicholas Hoult. 

Yorgos Lanthimos firma un altro capolavoro, dopo The Lobster e Il Sacrificio del Cervo Sacro, per la prima volta il regista greco non si affida alla sceneggiatura del suo fidatissimo Efthimis Filippou:

“Mi ha attratto questo film quando ho scoperto la storia di Anna e ho saputo che esisteva già una sceneggiatura e ho conosciuto i tre personaggi, tutti reali, e ho capito subito che era una storia interessante di per sé e ho colto l’occasione per creare tre complessi e complicati personaggi al femminile, qualcosa che non si vede spesso. Questo mi ha attratto, mi piaceva che fosse un film in costume e ancora non avevo fatto uno: crea una certa distanza che ti dà la possibilità di vedere le cose in modo più chiaro, queste sono alcune ragioni che mi hanno interessato. Il fatto che non sia stata una mia idea non ha cambiato il progetto finale: abbiamo lavorato nove anni a questo film, abbiamo cambiato tante cose, ma abbiamo sempre saputo che volevamo concentrarci su queste tre donne e attraverso loro comunicare i temi che volevamo esplorare”.

Emma Stone è Abigail Masham, caduta in rovina che vuole tornare agli sfarzi di un tempo, la sua interpretazione è molto espressiva:

“Ho amato questo ruolo, non l’ho ben capito all’inizio, ma ho iniziato a comprenderlo una volta che Yorgos ha iniziato a girare, e c’erano più silenzi e sguardi che aspettassi. Se potessi recitare un intero film senza parlare… sarei felice! E così tante altre persone lo sarebbero!”.

Anna, Abigail e Sarah sono tre donne fortissime, è stato difficile interpretarle, come spiega l’attrice inglese Olivia Colman:

“È stato bello interpretare la regina Anna perché sente tutto, è una specie di bambina petulante, penso che sia una donna che non ha fiducia di sé e non sa se le persone l’amano genuinamente, quindi questo è quello che succede nella sua mente insieme a una dose eccessiva di potere e molto tempo a sua disposizione”. 

Al centro del film di Lanthimos anche l’uso del sesso per ottenere favori politici:

“Beh ce n’è stato parecchio – scherza l’attrice inglese – ed è buono, ma è sempre successo, non abbiamo inventato sesso esiste da molto più tempo ed è stato divertentissimo… fare sesso con Emma Stone!”.

“È stato molto divertente farlo con te – risponde Emma StoneAbigail non è cattiva, è una sopravvissuta, ne ha passate tante. Mi è piaciuto ogni elemento di lei, in termini di sfida, ero l’unica americana del cast ed è stato spaventoso per fare in modo che il mio accento non spiccasse come l’unico non inglese nel cast. Così come indossare i corsetti perché non riesci a respirare, ma interpretare Abigail, come ha detto Olivia è stato eccezionale”.

La Favorita ha un equilibrio fra la storia effettivamente avvenuta e la finzione, come sottolinea Lanthimos:

“Sin dall’inizio il nostro focus erano queste tre donne, se impari o no qualcosa sulla politica o le loro scelte è vissuto attraverso loro. Non dovevi spostarti molto dal film per capirlo, per me è importante osservare e capire come queste poche persone prendono decisioni che cambiano il futuro di molta gente basandosi sul loro umore o sulle loro antipatie, se ci pensi è universale e senza tempo e volevamo esplorarlo. È stato facile concentrarci su ciò che era importante per il film”.

La rivalità fra Abigail e Sarah nel film è molto simile a quella che succede a Hollywood:

“Certo che sì – risponde Emma Stone – non so se c’è rivalità, ma c’è spirito di competizione ma quello esiste in tutti gli ambiti di lavoro, non ci avevo mai pensato prima… comunque sì!”.

Olivia Colman sarà presto anche la regina Elisabetta per le prossime stagione The Crown:

“Non sono per niente simili… questo è un bene! Abbiamo iniziato a girare la nuova stagione, mi sto divertendo molto, spero di non deludervi. Sulle due regine, non riesco confrontarle, ma spero che Elisabetta non abbia imparato nulla da Anna!”.

Ironicamente anche i due attori Nicholas Hoult e Joe Alwyn interpretano due uomini con tic e manie tipicamente femminili:

“Per darti un’idea – spiega Colman – Nicholas è alto 188 e indossava una parrucca di 10 centimetri, nessuno riusciva a guardalo negli occhi mentre giravamo, era buffissimo”

“È stato molto divertente – le fa eco Hoult – correre in tacchi, vestiti eleganti e parrucche, è il sogno di ogni uomo!”.

La Favorita è un colpo di fulmine in ogni particolare girato con il grandangolo per accentuare la solitudine dei protagonisti:

“Quando filmi dipende dai gusti personali e dalle tue opinioni e quello che per te è giusto, ed è molto istintivo. Sperimento sempre con il grandangolo negli ultimi film, ho pensato che in questo potesse essere usato in modo estremo. Volevo illustrare le contraddizioni di questi personaggi: figure solitarie in spazi enormi, poche persone che prendono decisioni che hanno ripercussioni sulla vita di milioni. Figure piccole in spazi grandi e distorti: mi è sembrato perfetto nel film, non è comune girare film in costume in questo modo, ma per me è stato appropriato, come hai detto ci sono anche quadri precedenti che mostrano quest’uso dello spazio distorto, per me è stato comunque appropriato”. 

Lanthimos è candidato per la regia per La Favorita, il suo terzo film in lingua inglese dopo i quattro girati in greco, ma non pensa di tornare a girare in Grecia:

“Se trovo una storia che voglio raccontare in greco o è ambientata in Grecia sono felice di tornarci. Più lavoro fuori dalla Grecia e più mi sento greco, ovviamente persone con cultura e mentalità differenti lavorano in modo diverso. In Grecia abbiamo iniziato a girare grazie alla generosità, all’amicizia e alla gioia di realizzare film, si lavorava gratis o mettendo in prestito tutto: c’è una lunga strada da percorrere da quello a girare un film in costume a Londra. Non c’è un modo migliore di realizzare film, in Grecia è difficile mantenere e trovare la professionalità, ma detto questo non ha senso per me lavorare come quando ho iniziato, ho più mezzi per lavorare ai film fuori dalla Grecia ed è questo che intendo fare al momento”.

La cura dei dettagli è infinita, come dimostra il lavoro eccelso della production designer Fiona Crumble, candidata all’Oscar:

“Abbiamo girato in location riadattate, abbiamo provato a spostare tutte le cose fuori, dopo tutti questi anni questi luoghi sono pieni di oggetti di periodi diversi e finiscono per essere pesanti. Quello che volevamo fare nel film è focalizzarci sulle tre donne e rendere così gli spazi vuoti. È un film girato in piccoli spazi, le abbiamo filmate in modo da contraddire e intensificare questo senso di claustrofobia che provano”.

La Favorita non è un film che riflette il movimento #MeToo secondo il regista greco:

“Non mi dispiace che venga associato, ma la lavorazione è iniziata anni prima. L’aspetto positivo del film è che focalizza l’attenzione su tre donne, ma le abbiamo ritratte come esseri umani mentre il più delle volte, a causa della prevalenza dello sguardo maschile nel cinema, le donne vengono rappresentate come casalinghe, fidanzate o oggetti del desiderio. Il piccolo contributo del mio film è mostrare quanto le donne siano complesse, complicate, meravigliose e orrende… come tutti gli esseri viventi”.

È curioso anche l’uso degli animali nel film, come spesso accade nei film di Lanthimos:

“Credo che abbiamo una relazione assura con gli animali: sono amici, li mangiamo, li uccidiamo in alcuni Paesi, in altri noi, per me è una relazione strana e sconcertante. Quindi mi piace che interagiscano con gli umani nelle mie scene”.

Macabro, divertente, sagace, ironico, La Favorita non annoia mai, merito anche della relazione che si è instaurata fra le sue tre straordinarie protagoniste, tutte candidate a un Oscar:

“Non abbiamo creato questa dinamica – spiega Colman – l’hanno fatta gli sceneggiatori e abbiamo seguito passo passo Yorgos”.

“Prima di girare abbiamo avuto tre settimane di prova – aggiunge Stone  non è stata una prova come le altre, non ci ha bloccata, abbiamo fatto cose assurde e pazze. Abbiamo imparato ad essere imbarazzate e avere fiducia nelle altre e alla fine eravamo al nostro agio. Quando ho dovuto fare l’amore con Olivia… non è stato difficile perché eravamo buone amiche”. “È il passo naturale successivo”, scherza Olivia Colman, la vera regina del film.

La Favorita vi aspetta al cinema il 24 gennaio distribuito da 20th Century Fox. 

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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