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L’Eroe, il film con Salvatore Esposito al cinema dal 21 marzo

L’opera prima di Cristiano Anania racconta la vita di un giornalista mediocre e un sequestro in una città di provincia

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di Chiara Laganà | 2019-03-5 5/03/2019 ore 18:28

Salvatore Esposito è il protagonista de L'Eroe, opera prima di Cristiano Anania dal 21 marzo al cinema

L’Eroe arriva in sala il prossimo 21 marzo e ha per protagonista Salvatore Esposito, l’attore lanciato da Gomorra che interpreta un giornalista mediocre alle prese con il sequestro di un bambino in una città di provincia. A completare il cast dell’opera prima di Cristiano Anania: Cristiana Donadio, Marta Gastini, Vincenzo Nemolato, Enrica Guidi e Fabio Ferreri. 

Giorgio è un giornalista mediocre che per “punizione” viene mandato in una piccola redazione di un giornale di provincia. Una casa editrice gli ha appena rifiutato un libro e si ritrova a dover far ripartire la sua vita in un piccolo centro, quando il nipote di una famiglia abbiente viene rapito per il giornalista si intravede la possibilità di una rivincita. Chi sarà il mostro che l’ha rapito e chi sarà l’eroe che lo salverà?

Salvatore Esposito, Genny Savastano in Gomorra e protagonista di Puoi baciare lo sposo, ha scelto di interpretare Giorgio nell’opera prima di Anania per lo spessore e le sfumature che il regista – autore anche della sceneggiatura – è riuscito a dare ai protagonisti:

“La cosa interessante è che ogni personaggio ha le sue sfumature non è mai piatto, questo è un film che va sostenuto per l’autodistribuzione, il cinema non sempre sostiene i giovani registi, ho accettato l’idea di questo film perché non ho mai fatto cose per farle e riuscivo a esplorare un mondo”.

Anche Cristiana Donadio interpreta un’imprenditrice del paese in crisi ha deciso di partecipare al film per lo sviluppo dei personaggi:

“In questo film, tutto quello che appare non è detto quello che sia, ogni personaggio ha dietro un altro da sé, quante verità ci sono dietro una verità. Guidi è una donna di potere e non vuole perderlo. La storia di cronaca nera succede in una piccola provincia, un amplificatore a un andamento di una società, in una provincia tutto è sovraemozionato”. 

Sul set ha ritrovato Salvatore Esposito e Vincenzo Nemolato, entrambi protagonisti di Gomorra, dove l’attrice ha dato il volto alla mitica Scianel:

“È bello lavorare con attori amici, ci ritroviamo uno contro l’altro armati, con Stefano abbiamo fatto un gioco a togliere, a sottrarre. L’esperienza comune è a mettere/sottrarre, anche con Vincenzo ci ritrovavamo. L’incontro con gli attori senza seguire le regole è il grande dono dei film indipendenti”.

Vincenzo Nemolato, visto in uno dei corti in programma all’ultima sezione della SIC@SIC a Venezia 75, nel film è Francesco, un abitante del villaggio con problemi psichici che verrà accusato del sequestro del bambino:

“Il film mi ha interessato perché è una sorta di mito moderno, il personaggio mediocre di Giorgio opera un rituale, sceglie la vittima, versa il sangue per far ripartire con nuova linfa la propria vita. Mi sono ispirato a René Girard e alla teoria del capro espiatorio. Francesco è l’emarginato del villaggio ed è affetto da un disturbo dello spettro autistico. Trattandolo come una persona non sono riuscito a comprendere il particolare tipo di problema di cui soffriva perché lo guardavo con distanza maggiore”.

Enrica Guidi è Costanza, la madre assente del piccolo Carlo, il bambino rapito e completa con Marta Gastini e Cristiana Donadio il cast femminile nel film. Nel cast c’è anche Fabio Ferrari, l’attore che interpretò Chicco Lazzaretti ne I ragazzi della 3ª C ha parlato del film e ha dato qualche consiglio a Salvatore Esposito per scrollarsi di dosso il “fardello” di Genny Savastano:

“È un film silenzioso controcorrente perché vedo film che fanno molto rumore. I tempi lenti sono adatti alla storia. Ho notato una differenza fra cinema che si vede molto oggi, un cinema del non detto, il difetto del nostro cinema è di spiegare sempre tutto, perché si pensa che il pubblico non capisce al contrario delle serie TV americane. È un film di un attore, va detto e va difeso, oggi in Italia se si viene fuori con la TV, viene identificato sempre col tuo personaggio e ne so qualcosa, ma Salvatore non è né Genny, né un napoletano malavitoso. Questo è un film di un attore, che non fa niente, ma è come sono i grandi attori”. 

L’Eroe è stato girato per quattro settimane a Maratea, Anania ha ringraziato la troupe di 40 persone che ha partecipato al film: 

“Abbiamo parlato, ci siamo confrontati, quello che avete visto non è un mio film, è un film delle 40 persone che erano sul set. Ringrazio la mia ragazza, abbiamo fatto un bel lavoro, carrelli lenti che non arrivano mai, è stato girato in un paese in cui non succede nulla, è tutto scandito finché non arriva l’eroe. Piani per dare senso di oppressione, credo che abbiano fatto un grandissimo lavoro, un bel personaggio, è quasi un one man show, l’ha retto da Dio”.

Il primo film di Anania è stato realizzato con tutte le difficoltà tipiche delle opere prime: tempi lunghi per l’accettazione del progetto, la raccolta dei fondi per il budget, una trafila lunga anni.

“È dalle medie che hai iniziato a lavorarci – scherza il regista – Nel film non m’interessava la dinamica del paese, ma le persone e le dinamiche che si creano fra loro”.

Il film si apre con un omaggio a Fritz Lang e al suo M – Il Mostro di Düsseldorf e ha il suo “eroe” in Salvatore Esposito, l’attore che cerca con un nuovo ruolo di togliersi il fardello di Genny:

“Scelgo i personaggi in base all’interesse di chi guarda, mi metto a servizio del regista, il mio lavoro è una punta di un iceberg, è stato bello confrontarsi e creare, rendere bene. È la stessa cosa vale per ognuno di loro, dal film si evince”. 

Esposito nel film è un giornalista mediocre e uno degli assi dell’opera prima è la dicotomia fra eroe e mostro:

“È stata l’ambivalenza della parola eroe che mi ha colpito di più, l’introduzione su cosa è e chi è un eroe, credo che gli eroi sono quelli che si svegliano la mattina e in periferia invece di lasciarsi abbindolare da facili guadagni, vanno a lavorare e rifiutano queste cose. Sono eroi che si dimostrano umani, nel film c’è una metafora più grande, tutti sono eroi se lo vogliono, ma tutti gli eroi sono dei carnefici allo stesso tempo”.

L’Eroe vi aspetta al cinema dal 21 marzo prodotto e distribuito da Mescalito Film in collaborazione a Minerva Pictures e Greenfilm.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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