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Dumbo, Tim Burton riporta al cinema il classico della Disney

Il regista ha presentato il film a Roma, l’elefantino che sapeva volare sarà in sala il 28 marzo

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di Chiara Laganà | 2019-03-27 27/03/2019 ore 12:00

Dumbo il live action diretto da Tim Burton sarà al cinema il 28 marzo, il regista l'ha presentato a Roma © 2018 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Dumbo torna al cinema il 28 marzo e a riportarlo in sala c’è l’estro creativo di Tim Burton. Il regista, che sarà premiato questa sera con il David alla carriera, a presentato il film alla stampa. 

In una versione più lunga, ma pur sempre emozionante nel live action di Tim Burton colpiscono i grandissimi occhi azzurri del protagonista, una costante nella sua filmografia:

“Sì, nel caso di Dumbo non parla e vive emozioni pure, semplici e caotiche che dovevano essere espresse in modo diverso. Il modo migliore è esprimerle attraverso gli occhi. Ci abbiamo lavorato molto sui suoi occhi ed era il modo giusto per farlo”. 

Dumbo diventa la star del circo di V. A. Vandermere, la sua Dreamland fra tendoni e attrazioni sembra un omaggio ai parchi d’attrazione della Disney. Quello che vive l’elefante sembra molto simile alla carriera di Tim Burton, da capolavori indie come Edward Mani di Forbice a film mainstream:

“Parli di qualcosa familiare. È un buon punto, ma devi aspettare la fine del film per capire la storia… l’ultimo momento è la chiave di tutto”.

Burton ha realizzato un film sul mondo del circo, pur detestandolo e avendo paura dei clown, il circo in Dumbo è senza animali:

“Ho fatto un film sul circo e lo odio, ho paura dei clown, non mi sento a mio agio di fronte gli animali che si devono esibire. Gli zoo sono lievemente diversi perché i bambini imparano cose sugli animali e in alcuni casi li salvaguardano dall’estinzione. Gli animali selvatici però non dovrebbero esibirsi, eccetto cani e cavalli. Ne so qualcosa… ho lavorato con ogni genere di animale, me incluso”.

Il circo al centro del film non è ispirato a Cecil B. DeMille e al suo Il più grande spettacolo della terra, ma ai circhi degli orrori:

“Non ’ho mai visto. Sarà stato un film biblico sul circo sullo stile de I Dieci Comandamenti, preferisco il circo degli orrori”.

Gli occhi del suo Dumbo sono ancora più celesti del film animato che dura solo 61 minuti, accompagnati all’epoca da una violenta polemica. Sembrano occhi quasi umani quelli del film di Burton, il regista ha unito la componente animale a quella umana nel suo nuovo film:

“Quello che mi è piaciuto della sceneggiatura sono i parallelismi fra la vicenda umana e quella di Dumbo. Dumbo e Holt sono legati da perdita e assenza: Holt ha perso un braccio, lavoro e la moglie, Dumbo è stato separato dalla mamma. Vivono uno spaesamento e disorientamento. Uno dei temi del film è il senso della famiglia, le differenti forme di famiglia”.

Un regista libero come Tim Burton è stato messo a dura prova dall’industria di Walt Disney:

“Nessuno ti lascia libero, sono come una famiglia, non vai d’accordo con tutti. Non mi dite che amate tutti i membri della vostra famiglia!”

Bimbo mio, la canzone che vinse l’Oscar nel 1941, è cantata nei titoli di coda da Elisa ed è ancora centrale il rapporto fra Dumbo e la sua mamma, ma è diverso rispetto al classico Disney:

“Il rapporto madre-figlio è un problema primitivo, non c’è niente di intellettuale. La canzone nei titoli di testa è frutto di un ragionamento consapevole, Dumbo è il film d’animazione più corto della Disney e non ho calcolato bene i tempi, ma volevo Bimbo Mio nel film”. 

In Dumbo Tim Burton ritrova alcuni attori con cui ha già lavorato: Eva Green, protagonista di Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali e Michael Keaton e Danny DeVito, rispettivamente Batman e Pinguino in Batman – Il ritorno:

“Questo è un film sulla famiglia ed è importante per me lavorare con persone che già conoscevo. Eva, Michael non lo vedevo da più di 20 anni, Danny De Vito e Alan Arkin (Bill in Edward Mani di Forbice). Sono stato fortunato ad aver lavorato di nuovo con loro, alla fine un circo è un gruppo di persone strane che cercano di realizzare uno show ed è questo a rendere speciale il film”.

Con Danny DeVito, in particolare, è il terzo film che Burton realizza con un circo protagonista. Pinguino era un freak in un circo, Amos Calloway di Big Fish lavorava in un circo e curiosamente entrambi odiano i circhi. 

Seppur lontano dalla poetica di Burton, Dumbo è un live action riuscito della Disney e riprende la poetica del film d’animazione:

“Dumbo mi permetteva di fare qualcosa di valido, mi sento vicino a questi temi. Non si poteva fare un remake perché l’originale aveva fatto il suo tempo e ho aggiunto tematiche belle rendendole diverse. Si trattava di questo o del Gatto extraterrestre”.

Il live action di Dumbo è stato realizzato in parte usando la CGI e in parte no:

“Ho usato il green screen per il cielo, e mi faceva strano usare la CGI con un gruppo di attori così bravi, ma devi farlo se ti manca il personaggio principale! Abbiamo però costruito un set enorme per agevolare gli attori che rappresentavano i personaggi di Dreamland”.

Burton non disdegna le nuove tecnologie, ma è profondamente legato alle vecchie tecniche tradizionali come il disegno o lo stop motion. Il regista è anche legato al nostro cinema:

“Sono stato ispirato da gente come Fellini, Mario Bava e Dario Argento. Dario è uno straordinario regista e ha un negozio pazzesco!”.

In Dumbo mancano alcune scene controverse come l’elefante e Timoteo ubriachi, i corvi neri e quella degli elefanti rosa è stata realizzata con le bolle di sapone: 

“Me la ricordo quella sequenza, era strana già allora. Con le bolle volevo entrare nella mente di Dumbo, c’erano poi dei momenti presenti nel film del ’41 che avevano fatto il suo tempo ed erano anche diseducativi e razzisti”.

Con Disney aveva lavorato allo struggente Red e Toby: Nemiciamici nel 1981, Burton si ritrova a lavorare oggi per un vero e proprio colosso:

“Tutte le compagnie cambiano, fanno fusioni. Se non fosse stato per la Disney dell’epoca non esisterei e non avrei lavorato a Red e Toby se non fosse stata una realtà strutturata”.

Burton è comunque soddisfatto del risultato di Dumbo, ma deve aspettare qualche anno per trovare delle critiche, mentre questa sera riceverà il David alla Carriera:

“Non ricevo molti premi, mi sento sempre a casa qui ed è un riconoscimento particolare visto che molte persone che mi hanno ispirato sono italiani, essere premiato con loro è bellissimo”.

Dumbo vi aspetta al cinema il prossimo 28 marzo distribuito da The Walt Disney Company Italia.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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