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Non sono un assassino, il legal thriller dal 30 aprile al cinema

Con Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce e Claudia Gerini, ispirato al romanzo di Francesco Caringella. Il film è in programma al BiFest

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di Chiara Laganà | 2019-04-19 19/04/2019 ore 16:30

Non sono un assassino, il legal thriller con Riccardo Scamarcio sarà al cinema il 30 aprile © Domenico Martinelli

Non sono un assassino sarà in sala il prossimo 30 aprile ed è un legal thriller di ottima fattura ispirato all’omonimo romanzo di Francesco Caringella. Nel cast del film, diretto da Andrea Zaccariello, Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce, Claudia Gerini e Sarah Felderbaum. Non sono un assassino sarà in sala il prossimo 30 aprile.

Il vice questore Francesco Prencipe raggiunge il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo, che non vede da quasi due anni. Il giudice gli fa solo una domanda, non ascolteremo mai la risposta, ma Mastropaolo è stato ucciso e l’indiziato numero uno è proprio Prencipe. Indaga sull’omicidio la PM Paola Maralfa, mentre in tribunale Francesco sarà difeso dall’amico di una vita Giorgio.

Girato in Puglia, dove sarà presentato in anteprima al BiFest – Bari Internation Filmfest, Non sono un assassino è un noir con i protagonisti dell’omonimo libro di Francesco Caringella:

“È l’ambizione di ogni scrittore quella di vedere le fisionomie dei personaggi, il film è fedele e infedele al romanzo, ma gli ha dato una voce viva. Dietro una vicenda criminale c’è una vicenda personale. Il giudice ascolta le tante verità piene di menzogne e deve scoprire quella già vera, il mio libro è un legal thriller con un processo al centro”.

Andrea Zaccariello l’ha invece definito come un legal thriller italiano girato in una Puglia insolita:

“Paradossalmente non sembra un luogo italiano, è angolosa e non regala mai la sua pioggia fino alla fine è nebulosa e si rivela fino alla fine. È un legal thriller italiano con gli stilemi tipici del giallo, c’è un ritratto, una chiave misteriosa, una storia di ricordi, sentimento, amore e una trama fatta di ricordi”.

Francesco Prencipe ha il volto di Riccardo Scamarcio, protagonista su Netflix de Lo Spietato:

“La ricostruzione della verità fondamentale e centrale della storia e per raggiungerla si mette in scena un processo. Il film parla d’amicizia e ha per me tre momenti fondamentali, mentre si gira penso sempre che bisogna essere elastici. La regia, poi, aggiunge un altro momento, il cinema cerca comunque delle storie di personaggi estremi che mostrino la loro umanità”.

L’umanità dei personaggi del film è ben approfondita, ci sono i tre amici di una vita con trascorsi e presente differenti, una donna PM che vuole giustizia:

“Abbiamo scandagliato le anime dei personaggi, più che il tema sociale – spiega il regista – Il male trova spazio dentro di noi quando riesce a convincerci che alla fine non lo è. Dietro a ogni delitto c’è una vicenda umana ancora più interessante del delitto stesso quando ho letto il romanzo, ho pensato alla musica raccontare una Puglia che potesse essere diversa”.

Per costruire l’amicizia di una vita dei tre protagonisti, Edoardo Pesce, David per il miglior attore non protagonista in Dogman, si è rifatto a Satta Flores di C’eravamo tanto amati di Ettore Scola:

“Per me è stata una sfida, fino a oggi ho interpretato personaggi dark, bui, cattivi, questo è diverso, è fragile scritto bene”.

Ad Alessio Boni, il terzo amico, Non sono un assassino ha ricordato il maestro della suspence Alfred Hitchcock:

“La suspense massima me l’ha data Hitchcock, come quella che si crea nell’aula processuale in questo caso. È una situazione che ti fa rimanere sul bordo della poltrona e mi ha riportato a Hitchcock, dove hai il corpo proteso per capire quello che succede”.

Claudia Gerini è la protagonista delle scene in tribunale, il Pm Maralfa ha un forte accento del Sud e una voce roca:

“Ha le corde vocali irritate, l’emissione della voce è più complicata. Per il processo psicologico, sono andata a vedere cosa succede nella mente di una donna con il riferimento dei gialli di Dario Argento”.

La musica gioca un ruolo fondamentale nel film di Zaccariello, come ha sottolineato Scamarcio:

“C’è rapporto particolare nel film, mi ha dato il riferimento musicale di Emerson, Lake & Palmer non ero un loro fan, non li conoscevo bene, ma ho pensato che ci fosse un contrasto forte fra come era scritto e questa musica è in linea allo stato d’animo del personaggio”.

Nel film si vede la copertina dell’album Pictures at an Exhibition a testimoniare che tutto è stato studiato nel minimo dettaglio: un’idea che contrasta, invece, con il modo di vivere il set di Scamarcio (“Un luogo di assoluta anarchia”).

Una storia d’amicizia dagli anni 70 ai giorni nostri e un delitto che è un rompicapo da risolvere, partendo dal romanzo di Caringella. Pur essendo una traduzione “infedele” Non sono un assassino funziona:

“È un trattamento infedele ma senza un tradimento dell’anima, il linguaggio e il ritmo diverso non tradiscono il significato. Mi è piaciuto il riferimento a Hitchcock, ma per me Simenon è il più grande giallista di sempre. Nel giallo è perché la vera domanda, chi è l’uomo che l’ha commesso. Nelle pagine di Simenon non t’importa più chi ha ucciso, ma perché l’ha fatto. La domanda è chi il vero assassino, un poliziotto onesto o un traditore dello stato, un marito fedele o no, un uomo vero o no”. 

Per scoprire chi è il vero assassino, l’appuntamento è al cinema dal 30 aprile con Non sono un assassino, prodotto da Vera, Pepito e Rai Cinema e distribuito da 01 distribution. 

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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