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Toy Story 4, i giocattoli sono cresciuti nel capolavoro della Disney Pixar

Il film presentato dalle voci italiane Massimo Dapporto, Luca Laurenti, Corrado Guzzanti, Rossella Brescia e dai cantanti Riccardo Cocciante e da Benji e Fede

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di Chiara Laganà | 2019-06-18 18/06/2019 ore 17:30

I meravigliosi giochi protagonisti di Toy Story 4, ultimo capolavoro di Disney Pixar ©2018 Disney•Pixar. All Rights Reserved.

Toy Story 4 sarà al cinema dal 26 giugno ed è il quarto capitolo di una delle saghe più amate della Disney Pixar a presentarlo le voci del film Massimo Dapporto, Luca Laurenti, Corrado Guzzanti, Rossella Brescia e il primo e i nuovi autori del tema C’è un amico in te Riccardo Cocciante il duo Benji e Fede. 

Woody e Buzz Lightyear sono cresciuti e non sono più fra i giochi preferiti della piccola Bonnie che a loro preferisce Forky, un cucchiaio forchetta di plastica creato da lei. Quando l’adorata Forky sarà in pericolo, Woody si alleerà con altri giochi per salvarla. 

Il quarto capitolo di Toy Story arriva in sala a 24 anni dal primo che poteva contare fra le sue voci più emblematiche quella di Fabrizio Frizzi, il presentatore TV che doppiava Woody, oggi il compito è di Angelo Maggi. Frizzi è stato ricordato da Riccardo Cocciante e da Massimo Dapporto, da quattro film la voce italiana di Buzz Lightyear. 

“Con lui avevo cantato Hai un amico in me – ricorda Cocciante – e ne ho un ricordo bellissimo, Fabrizio era incredibile, si parlava facilmente con lui”.

Per Dapporto ha lasciato la sua “pulizia interiore” perché era un “esempio da seguire”:

“Ripenso alla sua risata, era affettuosa e non si capisce se si prende in giro, ridevo con lui quando mi parlava, era gran persona rimarrà a lungo per noi e la generazione che l’ha conosciuto”.

Nel quarto film entrano nel cast dei doppiatori Corrado Guzzanti e Luca Laurenti, rispettivamente Duke Caboom e Forky. Uno è un vecchio giocattolo degli anni 70, l’altro è l’utensile diventato gioco.

“Il mio è un giocattolo vintage, un motociclista acrobatico a molla con i baffoni come un Village People. È un giocattolo di quando ero ragazzo, un esibizionista sbruffone, ma molto sensibile. Ha vissuto il trauma dell’abbandono dal ragazzino che l’aveva comprato e rimasto deluso dopo uno spot pubblicitario”.

“Forky non è un giocattolo è spazzatura, è frutto di un sogno della bambina, a differenza di oggi che ci sono così tanti giochi comprati. Rappresenta come tutti i giocattoli dovrebbero nascere dal sogno di una bambina, sintetizza quella tristezza – allegria, è il barbone dell’amore, in un’altra vita era un coltello”. 

Massimo Dapporto, invece, presta la voce a Buzz Lightyear da 24 anni ha raccontato com’era stato scelto dalla Disney:

“Alla Disney la voce era ascoltata da un ‘degustatore di voci’, dopo averli convinto hanno iniziato a farmi una serie di domande: titolo di studio, indirizzo politico, malattie e la mia agenzia ha aumentato il cachet a ogni nuova domanda e hanno hanno capito che potevano inguaiarsi. Buzz Lightyear è un personaggio vincente, mi ricordo ancora quando firmai un autografo come se fossi lui”.

La colonna sonora è passata dalla voce di Riccardo Cocciante a quella di Benji e Fede, i due cantanti erano giovanissimi quando il primo capitolo del film arrivò in sala, Benji 4 e Fede aveva un anno. Cocciante ricanta la canzone simbolo del film d’animazione mentre il duo esegue una cover nei titoli di coda.

“È una canzone storica che dice tanto nella sua semplicità, non avrei ami pensato di aver quest’occasione, Toy Story è pieno di messaggi positivi e metafore chiare o meno chiare, ognuno dà la propria idea. Mi sono quasi commosso”.

A chiudere la rassegna delle voci di Toy Story la ballerina volante doppiata da Rossella Brescia:

“Sono una fan accanita, ho realizzato il mio sogno anche perché non potevo fare questi passi, sono virtuosismi da uomo, ma neanche tutti sono in grado di farli”.

Tantissime le metafore contenuti in Toy Story 4 anche nelle new entry Gabby Gabby, la perfida bambola che vuole rubare la voce di Woody, la minuscola Giggle McDimples e Ducky e Bunny. 

“Quella più importante è la ricerca della felicità, del proprio io, alla propria libertà di scelta. In ognuno dei giochi protagonisti c’è la scelta della propria felicità”.

I giocattoli sono d’altronde un “allungamento dei nostri sentimenti, come sottolinea Luca Laurenti:

“Tutti i giocattoli sono creazioni del nostro sentimento, infelice è colui che non crea, noi diamo un senso a un oggetto che s’impregna geneticamente e ci dà informazioni emotive”.

Per Riccardo Cocciante “i giocattoli sono legati all’affetto che abbiamo per loro ed emanano dei sentimenti”. Mentre per Guzzanti Toy Story 4 è il più filosofico fra i capitoli della saga di Woody e Buzz Lightyear:

“È più filosofico degli altri, più esistenzialista, tutti i personaggi e i giocattoli vivono un trauma. È un film extra, non pensato all’inizio, e dunque piacevolmente diverso rispetto agli altri”.

Un film all’insegna del girl power incarnato dalla rinascita di Bo Beep, impavida e pronta a tutto nel suo nuovo look da guerriera. “È la parte maschile di Woody e Woody è la donna che la segue”, sintetizza Dapporto. 

Toy Story 4 vi aspetta al cinema dal 26 giugno distribuito da Walt Disney.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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