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Torna sul set la Loren con il capolavoro “la vita davanti a sé”

La star ha accettato di tornare sul set soltanto diretta dal figlio Edoardo. Una storia di amore e integrazione, tratta dal bestseller di Roman Gary.

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2020-11-14 14/11/2020 ore 18:41
Mancava da tanti, troppi anni al cinema. Finalmente Sophia Loren è tornata, a 83 anni, a far emozionare il suo pubblico in La vita davanti a sé, diretta da suo figlio Edoardo Ponti, l’unico che potesse riuscire a riportarla davanti una macchina da presa e con cui l’attrice aveva già lavorato nell’esordio di lui Cuori estranei.

Il film (su Netflix), tratto dal romanzo omonimo di Romain Gary, racconta la storia di Madame Rosa, un’ebrea sopravvissuta all’Olocausto, con un passato da prostituta, che cerca di tirare avanti in una Bari popolare ospitando bambini con situazioni difficili in un asilo da lei fondato. A cambiarle la vita sarà il piccolo Momò (l’esordiente Ibrahima Gueye), che prima prova a derubarla al mercato e subito dopo, su consiglio del dottor Coen, lei deciderà di aiutare, costruendo con lui un rapporto fatto di sostegno, amore e scoperta e superando i pregiudizi e le difficoltà della vita

Il messaggio di La vita davanti a sé voleva essere proprio questo, spiega Sophia Loren: «Comunicare tolleranza e amore. Perché tutti abbiamo il diritto di essere amati e che i nostri sogni si realizzino». La sceneggiatura è firmata da Edoardo Ponti e Ugo Chiti e nel cast ci sono anche Renato Carpentieri, Iosif Diego Pirvu, Abril Zamora, Massimiliano Rossi e Babak Karim. A firmare la canzone originale del film, “Io si” di Laura Pausini e c’è già chi sostiene che questo brano potrebbe portarle addirittura una candidatura agli Oscar…

Il rapporto tra libro e film

Sceneggiare per il cinema il romanzo di Gary, pubblicato nel 1975 e vincitore del premio Goncourt, non è stato facile, racconta il regista: «Essendo un libro molto bello non volevo lasciare fuori neanche una pagina. Abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione sul rapporto di amicizia tra Madame Rosa e Momò, che è bellissimo, sono due esseri che si somigliano nonostante le grandi differenze».

Al contrario del libro, ambientato a Parigi, il film è stato girato in Italia: «Bisognava trovare una città che avesse le stesse caratteristiche del romanzo pur essendo in un paese differente, che contenesse etnie diverse, religioni e culture, che avesse le giuste caratteristiche estetiche e che contenesse la luce e i colori della vita». Così, dopo un lungo scouting, si è optato per Bari.

(fonte Corriere della Sera)

Chi ci segue sa quanto amiamo questo libro e per questo ve l’abbiamo, tempo fa, proposto con commento e piccole parti in voce. Ora attraverso il link potete tornare “dentro le pagine” di un volume che ha saputo rompere molti schemi e che colpisce per la sua dolce e matura innocenza. Riascoltatelo e rileggetelo. Ogni volta scoprirete dei nuovi laghi di saggezza (ndr)

 

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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