A Roma protesta contro la guerra in Medio Oriente: “Palestina libera”

Numerosi striscioni e tante bandiere palestinesi o delle associazioni che partecipano al manifestazione.

“Israele sionista, stato terrorista. Israele fascista, stato terrorista”. Questo lo slogan scandito dal camioncino dell’organizzazione della manifestazione in favore della Palestina, in svolgimento a Roma. “Israele via, via, Palestina casa mia”, grida Maya Issa, la presidente del Movimento degli studenti palestinesi in Italia.

“Free Palestine, Free Palestine, from the river to the sea” si ripete tra le oltre 1.500 persone presenti. “Intifada fino alla vittoria”.

A via dei Fori imperiali si mischiano sigle sindacali, partiti, organizzazioni per i diritti civili, associazioni e centri sociali. Fra gli aderenti Arci Roma -Movimento per il diritto all’abitare, Anpi di Tarquinia e Albano Castel Gandolfo, Potere al popolo, Rifondazione Comunista, USB -Rete dei comunisti Roma, Black Lives Matter Roma, Rete Romana di solidarieta’ con il popolo palestinese e il Collettivo Palestina.

Gli organizzatori hanno fatto appello a tutti colori che chiedono che, dopo tre mesi, finiscano le violenze e le rappresaglie che, spiegano quelli scesi in piazza, “hanno ridotto Gaza a un cumulo di macerie, che ha causato la morte di oltre 23.000 palestinesi, tra cui 9.600 bambini, oltre alla distruzione di almeno 40 strutture sanitarie e l’esodo di oltre 1,9 milioni di persone abbandonate alla morsa del freddo, della fame e delle malattie”.

Numerosi striscioni e tante bandiere palestinesi o delle associazioni che partecipano al manifestazione. Si va dal classico’ slogan “Contro la guerra e l’imperialismo ora e’ sempre resistenza” allo striscione “Stop al genocidio del popolo palestinese” o “Sveglia, il tuo silenzio ti rende complice di questo genocidio. Palestina libera”. I partecipanti alla manifestazione chiedono “la cessazione immediata del genocidio indiscriminato in atto a Gaza e in Palestina e di spezzare l’assedio imposto a Gaza, consentendo l’ingresso immediato degli aiuti umanitari e sanitari”. Ci sono poi rivendicazioni di carattere piu’ politico in cui gli organizzatori chiedono la liberazione di tutti i detenuti palestinesi “nelle carceri sioniste”, oltre a fare un appello ai media italiani che ritengono schierati con Israele e “di porre fine alla narrativa totalmente appiattita sulla dialettica sionista”.

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