Se n’è andato Carlo Ginzburg, uno dei più grandi storici italiani del Novecento. Figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg, Carlo aveva ereditato e fatto propria una vocazione alla cultura come strumento di comprensione del mondo. Fu tra i primi a esplorare il rapporto tra la cultura delle classi dominanti e quella popolare, costruendo attorno a questo approccio un metodo storiografico rigoroso e originale che lo rese noto in tutto il mondo accademico.
A ricordarlo, con una nota di cordoglio, è l’assessore alla Cultura di Roma Massimiliano Smeriglio, che ne ha sottolineato il ruolo di pioniere nell’analisi dei meccanismi di potere culturale e ha espresso la propria vicinanza alla famiglia.