Ogni anno, il 25 maggio, il mondo si ferma a ricordare i bambini scomparsi. Una giornata che non dovrebbe esistere e che, invece, esiste perché il fenomeno è reale, diffuso e spesso sottovalutato. In Italia come nel resto d’Europa, migliaia di minori spariscono ogni anno: alcuni vengono ritrovati in poche ore, altri restano nella lista delle persone scomparse per mesi, anni, a volte per sempre.
In occasione della Giornata internazionale dei minori scomparsi, la polizia di Stato ha rinnovato pubblicamente il proprio impegno su questo fronte, ricordando che la tutela dei minori è “una priorità assoluta”, perseguita ogni giorno attraverso attività investigative, coordinamento con la magistratura, collaborazione con enti territoriali e associazioni specializzate nella protezione dell’infanzia.
Riconoscere i segnali prima che sia tardi
Una delle sfide più difficili in questo campo non è trovare i bambini scomparsi, è accorgersi in tempo che qualcosa non va. Per questo nel 2026 la Direzione centrale Anticrimine ha aderito alla campagna “Home Should Be Safe”, promossa dalla Fondazione Amber Alert EU, rivolta non ai bambini ma agli adulti che li circondano: genitori, insegnanti, allenatori, vicini di casa, operatori sanitari. L’obiettivo è insegnare a riconoscere i segnali premonitori, quei comportamenti che un minore in una situazione di violenza domestica può manifestare e che troppo spesso vengono ignorati o fraintesi. Un approccio che sposta l’attenzione dalla reazione alla prevenzione: intervenire prima che la situazione precipiti, prima che un bambino sparisca nel nulla.
Una rete internazionale
La polizia italiana partecipa anche alla campagna della rete Global Missing Children’s Network, coordinata dal Centro internazionale per i bambini scomparsi e sfruttati (Icmec), che gestisce una piattaforma dedicata alle segnalazioni internazionali con il supporto del Servizio centrale anticrimine. Perché le scomparse di minori non conoscono confini, e solo una risposta coordinata tra Paesi diversi può aumentare le probabilità di ritrovamento.
Entrambe le iniziative prevedono la diffusione di materiali informativi sui canali istituzionali della polizia, con un messaggio che si ripete uguale ogni anno ma non smette di essere urgente: denunciare subito, non aspettare.