Cimiteri di Roma, salme mutilate per svuotare i loculi: 7 licenziamenti in Ama, la pista dei soldi in nero

È il sospetto al centro dell'indagine interna dell'Ama, trasmessa alla procura di Roma, sulle presunte irregolarità nei cimiteri Flaminio-Prima Porta e Maccarese

Corpi non ancora completamente decomposti, fatti a pezzi e trasferiti negli ossari prima del tempo. È il sospetto al centro dell’indagine interna dell’Ama, trasmessa alla procura di Roma, sulle presunte irregolarità nei cimiteri Flaminio-Prima Porta e Maccarese. Il provvedimento più duro è già scattato: sette dipendenti sono stati licenziati e altri quattro sospesi.

A far partire gli accertamenti, come riporta il dorso romano de La Repubblica, sono state le segnalazioni di alcuni operatori che non volevano essere coinvolti in una vicenda estranea al loro operato, seguite dalle verifiche a campione disposte dall’azienda sugli ossari. Le anomalie, scoperte a luglio, riguarderebbero fatti avvenuti nelle settimane precedenti e attribuiti a due squadre diverse, una per ciascun cimitero.

Secondo l’ipotesi degli investigatori, all’origine ci sarebbe una questione di denaro. La normativa prevede l’esumazione dopo trent’anni dalla tumulazione o dopo dieci dall’inumazione. Se la salma è decomposta, i resti finiscono nell’ossario. Se non lo è, bisogna attendere oppure ricorrere alla cremazione. Il trasferimento nell’ossario costa però molto meno delle altre soluzioni, mentre un loculo può richiedere alle famiglie tra i 900 e i 4.500 euro. I dipendenti licenziati sarebbero stati pagati per far risultare decomposti corpi che non lo erano. Gli inquirenti dovranno ora verificare l’eventuale coinvolgimento di agenzie funebri compiacenti, che avrebbero garantito un risparmio alle famiglie senza dire loro cosa veniva fatto ai defunti.

Il direttore generale di Ama, Simone Proietti, ha spiegato in un’intervista a Repubblica, che le cassette coinvolte sarebbero due, che non appartengono a persone note e che la riduzione in ossario sarebbe consentita solo in presenza di soli resti ossei. Le sanzioni, ha chiarito, sono state modulate in base alle responsabilità accertate e alle attenuanti emerse nel procedimento disciplinare. Gli atti sono stati inviati all’autorità giudiziaria, cui spetterà anche informare le famiglie. Proietti ha ricordato che episodi simili si erano già verificati anni fa a Prima Porta e ha annunciato controlli interni rafforzati.

Intanto l’azienda presenta un piano di sicurezza e riqualificazione per gli undici complessi cimiteriali, oltre 250 ettari complessivi. Al Flaminio, il più esteso d’Italia con 140 ettari, sono state potenziate le pattuglie e le guardie giurate. Sono inoltre stati riaperti la chiesa di San Michele Arcangelo (160mila euro) e otto bagni (90mila euro), mentre un milione è stato investito sui viali e oltre due milioni contro le infiltrazioni. Il crematorio è stato ampliato con tre nuove linee, finanziate da Roma Capitale con oltre quattro milioni, che garantiranno oltre diecimila cremazioni in più l’anno. Sono previsti anche un programma da 2,7 milioni per il verde e interventi al Verano e al Laurentino.

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