C’era una volta un pezzo di terra desertica ai piedi dei monti Helan, nella remota regione autonoma nord-occidentale cinese del Ningxia Hui. Oggi, in quello stesso luogo, sorge Minning, una cittadina moderna di oltre 60.000 abitanti che rappresenta uno dei casi più emblematici della lotta alla povertà portata avanti dalla Cina negli ultimi trent’anni. Il nome stesso della città racconta la sua storia: Minning nasce infatti dalla fusione delle abbreviazioni cinesi di Fujian e Ningxia, le due province protagoniste di un progetto di cooperazione durato oltre un quarto di secolo.
Tutto ebbe inizio nel 1996, quando prese avvio la collaborazione tra est e ovest per la riduzione della povertà e alla provincia sud-orientale del Fujian, una delle più sviluppate del Paese, fu affidato il compito di fornire assistenza mirata al Ningxia, tra le regioni più povere della Cina. L’anno seguente, nel 1997, iniziarono i lavori per la costruzione del villaggio di Minning, edificato su un terreno incolto nei pressi di Yinchuan, capoluogo regionale. Non si trattò di un semplice trasferimento di fondi: funzionari della provincia del Fujian si recarono a più riprese sul posto, partecipando direttamente alla costruzione e affiancando la popolazione locale nella definizione di progetti di sostegno concreti.
Il risultato di questo impegno interprovinciale è oggi sotto gli occhi di tutti. Dove un tempo vivevano appena 8.000 persone, oggi la popolazione supera i 60.000 abitanti, impegnati principalmente nella coltivazione di uva da vino, funghi e bacche di goji, oltre che nell’allevamento di bovini. La base viticola di Minning si estende oggi su 4.866,67 ettari e conta più di 20 aziende vinicole, capaci di attrarre ogni anno oltre 100.000 visitatori, trasformando l’agricoltura in un motore anche per il turismo locale. Non solo agricoltura: il Parco industriale di Minning ha saputo attirare oltre 30 imprese, generando un valore della produzione che supera il miliardo di yuan, pari a circa 149 milioni di dollari.
Ma la storia di Minning non è rimasta un caso isolato. Negli ultimi trent’anni, il modello sperimentato in questa cittadina è stato replicato su ampia scala: tra Fujian e Ningxia sono stati istituiti più di 110 villaggi dimostrativi per la cooperazione tra le due regioni, a cui si aggiungono 78 nuovi villaggi per migranti e ben 423 aree di ricollocamento. Nel complesso, questo sistema ha permesso il trasferimento di oltre 1,23 milioni di persone, offrendo loro nuove opportunità di vita e di lavoro in territori un tempo segnati dalla povertà e dall’abbandono.