Corruzione, chiesta archiviazione per Berlusconi

Nell'inchiesta sulle sentenze pilotate al Consiglio di Stato

La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione della posizione di Silvio Berlusconi, indagato per corruzione in atti giudiziari nell’ambito dell’inchiesta sulle sentenze pilotate al Consiglio di Stato.

Il filone di indagine che ha portato all’iscrizione dell’ex presidente del Consiglio è legato alla sentenza del Consiglio di Stato del 3 marzo 2016 che annullò per l’ex premier l’obbligo di cedere una quota detenuta in banca Mediolanum. La decisione ribaltò quanto deciso nel 2014 dal Tar che imponeva al Cavaliere l’obbligo di cedere la propria quota in Mediolanum oltre il 9,9 per cento, ovvero il 20 per cento circa, che valeva circa 1 miliardo di euro.

In questo ambito il procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Stefano Rocco Fava hanno sollecitato al gip l’archiviazione anche delle posizioni di altri indagati e in particolare del giudice relatore Roberto Giovagnoli, dell’avvocato Francesco Marascio e dell’ex funzionario di palazzo Chigi, Renato Mazzocchi. A casa di Mazzocchi nel 2016 furono trovati 250mila euro in contanti e copie di sentenze emesse al Consiglio di Stato, tra cui la bozza del verdetto Mediolanum. Per gli inquirenti non c’è prova diretta e certa che quel denaro era destinato al giudice per condizionare la sentenza.

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