15 Giugno 2021
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Expo 2015: pm, in Lombardia attiva una cupola per pilotare appalti

(ASCA) – Milano, 8 mag 2014 – La definiscono una ”cupola degli appalti attiva in Lombardia” e potenzialmente capace di condizionare e pilotare diverse delle numerose gare d’appalto legate all’Expo 2015. I magistrati titolari dell’inchiesta che questa mattina ha portato all’arresto del manager responsabile dei contratti Expo, Angelo Paris, e di altre 6 persone (i […]

(ASCA) – Milano, 8 mag 2014 – La definiscono una ”cupola degli appalti attiva in Lombardia” e potenzialmente capace di condizionare e pilotare diverse delle numerose gare d’appalto legate all’Expo 2015. I magistrati titolari dell’inchiesta che questa mattina ha portato all’arresto del manager responsabile dei contratti Expo, Angelo Paris, e di altre 6 persone (i domiciliari sono stati concessi soltanto ad Antonio Rognoni, ex direttore di Infrastrutture Lombarde gia’ arrestato per corruzione e turbativa d’asta sempre per appalti legati all’Expo ai domiciliari) non hanno dubbi: ”Si era creata una struttura associativa finalizzata a incidere sugli appalti Expo”, spiega il pm Claudio Gittardi che insieme al collega Antonio D’Alessio ha condotto le indagini coordinate dall’aggiunto Ilda Boccassini. Una vera e propria associazione a delinquere che ruota attorno all’ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo, all’ex parlamentare della Dc Gianstefano Frigerio e all’ex funzionario del Pci, Primo Greganti, uomo gia’ noto alle cronache giudiziarie fin dai tempi di Mani Pulite. ”Il meccanismo era semplice – chiarisce il pm D’Alessio – ad ogni gara d’asta l’associazione interveniva cercando di avvicinare il pubblico ufficiale competente con promesse di coperture politiche e avanzamenti di carriera”. I magistrati parlano anche di ”saldatura” tra l’ex Pci Graganti e l’ex Dc Frigerio i quali, all’insegna di un rinnovato ‘compromesso storico’, ”proteggevano le imprese riconducibili a tutti gli schieramenti politici”. Tuttavia gli inquirenti assicurano che tra i circa 20 indagati, almeno ”allo stato”, non ci sono politici. Ma nelle carte dell’inchiesta spuntano i nomi di big del calibro di Silvio Berlusconi, Cesare Previti e Gianni Letta. In manette e’ finito anche l’imprenditore Enrico Maltauro, 59enne vicentino a capo dell’omonima azienda di costruzioni. E’ lui, secondo gli inquirenti, ad aver pagato mazzette pari a circa 30 mila euro al mese per ottenere una corsia privilegiata nelle gare d’appalto. Non a caso, e’ stato lui ad aggiudicarsi la gara per l’affidamento dell’architettura dei servizi Expo. fcz gbt (segue)

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