18 Giugno 2021
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Expo 2015: prefetto Milano, forti controlli. Bindi, legge non chiara

(ASCA) – Roma, 15 mag 2014 – Botta e risposta in Commissione Antimafia sul sistema di controllo contro le infiltrazioni della criminalita’ nei lavori di Expo 2015 tra il presidente dello stesso comitato parlamentare, Rosy Bindi ed il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, audito proprio in relazione ai lavori che si stanno svolgendo nel […]

(ASCA) – Roma, 15 mag 2014 – Botta e risposta in Commissione Antimafia sul sistema di controllo contro le infiltrazioni della criminalita’ nei lavori di Expo 2015 tra il presidente dello stesso comitato parlamentare, Rosy Bindi ed il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, audito proprio in relazione ai lavori che si stanno svolgendo nel capoluogo lombardo ed oggetto di inchieste da parte della Magistratura. Il prefetto Tronca ha rivendicato il lavoro di controllo svolto dalla prefettura sottolineando che ”nessun cedimento etico-morale c’e’ stato sui lavori di Expo che – ha aggiunto – si deve fare e che dimostrera’ che lo Stato e’ intervenuto in maniera forte ed incisiva”. Lo stesso prefetto ha poi aggiunto che ”vi e’ da sempre una forte attivita’ di controllo i cui esiti verranno valutati il 30 aprile del prossimo anno, il giorno prima dell’apertura dell’Expo”. ”I controlli – ha poi aggiunto – vengono fatti ma vanno razionalizzati senza fare sconti a nessuno”. Da parte sua, invece, il presidente Bindi e’ tornata ad insistere sulla necessita’ che la stessa commissione Antimafia fosse messa al corrente e fatta partecipe nel corso della stesura della terza dizione delle linee guida sugli appalti anche perche’, ha tenuto a sottolineare, ”molti passaggi non risultano di immediata comprensione, e si sa – ha detto – che una legge non chiara porta con se’ molti spazi e rischi di comportamenti non virtuosi e di ricorsi verso l’amministrazione”. Vorremmo subito chiarezza – ha quindi aggiunto – definendo ”molto discutibili” le valutazioni, ad esempio sui meccanismi di semplificazione dei cosiddetti ”settori meno sensibili” definiti dai nuovi regolamenti. ”E’ incomprensibile – ha aggiunto la Bindi – pensare che piu’ si semplificano i meccanismi di controllo piu’ si possano escludere i pericoli di infiltrazione”. Questo, in particolare, ha aggiunto la Bindi, per quanto concerne ”la semplificazione delle attivita’ e l’innalzamento della cifra al di sotto della quale scattano i controlli. Un combinato disposto – ha concluso – che crea un meccanismo che si presta a elusioni e seri pericoli di infiltrazioni della criminalita”’. gc mar ss

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