Questa volta l’Italia non si è limitata alle dichiarazioni di circostanza. Le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla — mani legate dietro la schiena, bendati, in ginocchio sul pavimento metallico del porto di Ashdod — diffuse in un video dallo stesso ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, hanno innescato una reazione senza precedenti da parte di Quirinale e governo: convocazione immediata dell’ambasciatore israeliano a Roma per esprimere “indignazione” ufficiale e chiedere “chiarimenti formali”.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha usato giri di parole. Quello mostrato nel video è un “trattamento incivile a persone fermate illegalmente in acque internazionali che tocca un livello infimo”. Parole pesanti, misurate, che fotografano la gravità di quanto accaduto. Sulla stessa linea Palazzo Chigi, che ha parlato di immagini “inaccettabili” e di “totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano”, pretendendo “le scuse immediate” di Israele.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato una svolta nel rapporto tra Roma e Tel Aviv: da ora in poi “linea dura”, con misure che verranno concordate all’interno dell’intero esecutivo a vicenda conclusa. “Ma certamente le prenderemo”, ha assicurato in serata, elencando punto per punto le violazioni contestate: “Andare a prendere persone fuori dalle acque territoriali che non sono terroristi, trattarli come terroristi, nessun rispetto della dignità umana, violazione del diritto internazionale, violazione di qualsiasi regola del mondo civile”.
Nel frattempo, un primo risultato concreto è stato ottenuto: nelle ore successive alla trattativa, ormai praticamente conclusa, tutti gli italiani fermati sarebbero stati avviati al rimpatrio dall’aeroporto di Ramon, con destinazione Grecia o Turchia. La notizia era già trapelata dal deputato M5S Dario Carotenuto e da un giornalista del Fatto Quotidiano, entrambi a bordo della flotilla e già in viaggio.
A rendere tutto più grave è stata la scelta di Ben Gvir di diffondere personalmente le immagini, quasi a rivendicarne il contenuto. Nel video, l’esponente dell’estrema destra israeliana passeggia tra gli attivisti inginocchiati, sventolando una bandiera israeliana: “Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare”. Poi, guardando in camera: “Sono venuti con molto orgoglio e guardate come sono ridotti ora. Non eroi, niente. Sostenitori del terrorismo”.
Si rivolge quindi ai militari presenti, volti coperti, complimentandosi: “Ottimo lavoro. È così che si fa”. La scena successiva mostra una donna spinta con la testa a terra, mentre in sottofondo viene suonato l’inno nazionale israeliano. Gli attivisti sono circondati da container e filo spinato, sotto la sorveglianza di agenti armati della polizia di frontiera.
Alla fine del video, come riporta Haaretz, si sente una donna implorare e urlare. Ben Gvir, rivolto alla telecamera, commenta: “Non lasciatevi turbare dalle loro urla”.