A denunciare l’accaduto era stato il collettivo Zero Alibi, che sui propri canali social aveva segnalato la comparsa della scritta sulla parete di uno dei bagni, con accanto un elenco di nomi e cognomi di nove studenti, otto ragazze e un ragazzo
Il corteo degli studenti che si sono radunati questo pomeriggio davanti al liceo Giulio Cesare di Roma, organizzato a seguito della scritta "lista stupri", apparsa la scorsa settimana in uno dei bagni dei ragazzi dell'istituto.
La procura di Roma, in coordinamento con il Tribunale dei minori, ha aperto un’inchiesta con l’accusa di istigazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale per il caso della “lista stupri”, comparsa nei bagni del liceo romano Giulio Cesare alla fine di novembre. I magistrati nei giorni scorsi hanno ricevuto una prima informativa dalla Polizia che ha ascoltato anche la preside del liceo classico. Al momento il procedimento è contro ignoti.
Le indagini sono condotte dagli agenti della squadra mobile della polizia di Stato della Capitale, a cui concorre anche la Digos, che sta svolgendo delle verifiche su dei profili connessi a eventuali movimenti studenteschi. A denunciare l’accaduto era stato il collettivo Zero Alibi, che sui propri canali social aveva segnalato la comparsa della scritta sulla parete di uno dei bagni, con accanto un elenco di nomi e cognomi di nove studenti, otto ragazze e un ragazzo. Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, auspicando provvedimenti: si tratta di “un fatto grave che va indagato e sanzionato duramente. Con le nuove norme la scuola ha tutti gli elementi per procedere”, ha sottolineato.