20 Giugno 2021
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Lombardia: Maroni e Sgarbi chiedono i Bronzi Riace per l'Expo

Milano, 20 ago 2014 – ”Illustre Signor Ministro, in occasione dell’Expo universale di Milano, la Regione Lombardia intende rappresentare i valori piu’ alti della civilta’ artistica italiana. Milano, in questa occasione, non e’ soltanto il capoluogo della Lombardia ma la capitale della culturale d’Italia e una delle piu’ importanti europee. Per questo, come sono presenti […]

Milano, 20 ago 2014 – ”Illustre Signor Ministro, in occasione dell’Expo universale di Milano, la Regione Lombardia intende rappresentare i valori piu’ alti della civilta’ artistica italiana. Milano, in questa occasione, non e’ soltanto il capoluogo della Lombardia ma la capitale della culturale d’Italia e una delle piu’ importanti europee. Per questo, come sono presenti i padiglioni di ogni nazione, Milano vuole presentarsi con le testimonianze universali di cui e’ piu’ alto simbolo la Pinacoteca nazionale di Brera”. E’ l’incipit della lettera al ministro Dario Franceschini, scritta dal presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e dal critico d’arte Vittorio Sgarbi per chiedere il prestito dei Bronzi di Riace. ”Cosi’ – prosegue la lettera – come era accaduto a Roma piu’ di trent’anni fa, non per ragioni spettacolari, e che qualcuno equivoca come ‘commerciali ostensioni fuori contesto’, ma per mostrare le radici piu’ profonde della civilta’ occidentale, si e’ pensato, e si chiede di valutare al Presidente del Consiglio e al Ministro dei Beni Culturali, di esporre di due Bronzi di Riace, che soltanto ignoranza e malafede legano esclusivamente alla Calabria. Essi sono bensi’ patrimonio di tutti, patrimonio nazionale e beni dello Stato”. ”Chi oggi – scrivono Maroni e Sgarbi – manifesta dubbi sul significato dell’impresa, oltreche’ infondate ragioni di conservazione, non si preoccupo’ di far trasferire da Mozia a Mantova (sommamente fuori contesto) il celebre Efebo. Proprio perche’ il nostro patrimonio culturale non e’ una collezione di icone ma un deposito di memoria culturale, i Bronzi sono valori universali della civilta’ occidentale, e trovano il loro luogo ideale, in questa occasione, a Milano. Milano come Parigi, accoglie nei propri musei opere di ogni tempo e di ogni scuola. Ed e’ fuori luogo richiamarne un contesto locale. Anche Giotto, fiorentino, ha il suo capolavoro (universale) a Padova. I Bronzi non sono calabresi, ma non c’e’ dubbio che, esposti a Milano, giovino all’immagine della Calabria nella memoria storica della Magna Grecia. E, mostrati al mondo a Milano, portino un’indubbia attenzione sul luogo in cui sono stabilmente custoditi”. ”Ma e’ impensabile – prosegue la lettera – tra mille sollecitazioni, meriti di andarle a vedere a Reggio. Questo potra’ accadere dopo la potentissima carica dell’Expo milanese. Non mi sembra di minor conto, illustre signor Ministro, che la fortuna che essi otterranno a Milano possa essere reinvestita in Calabria, a vantaggio di beni abbandonati e molto piu’ fragili. Ogni opera d’arte e’ fragile e chiede di essere conservata con prudenza, ma l’argomento applicato ai Bronzi e’ un’evidente menzogna di chi diffonde terrorismo, fingendo di ignorare la dimostrata resistenza sott’acqua, esposti a ogni rischio, di quei Bronzi che sono trasportabilissimi con tutte le cautele che le opere d’arte richiedono. I Bronzi non sono certo piu’ fragili del Satiro danzante di Mazara del Vallo, dei cui movimenti nessuno si e’ preoccupato e che non ha avuto alcun danno”. ”La Regione Lombardia – si legge nella lettera -, nel chiedere responsabilmente questo prestito ha gia’ condotto tutte le verifiche sulla fattibilita’ della trasferta e chiede che, della commissione che dovra’ valutare i rischi, sia chiamato a far parte Bruno Zanardi, illustre restauratore che fu devoto allievo di Giovanni Urbani e che insegna all’Universita’ di Urbino. Chi oggi tanto si preoccupa della fragilita’ dei Bronzi avrebbe dovuto avere il buon senso di non sottoporli a un terzo traumatico restauro in poco piu’ di trent’anni, tanto piu’ inutile e pericoloso di in trasferimento. Confidando sul buon senso e sulla responsabilita’ del Ministro – concludono Maroni e Sgarbi – non abbiamo dubbi che la richiesta sara’ accolta”. com dsk

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