Stralciata la posizione di Manlio Cerroni nel processo d’appello per il disastro ambientale legato alla discarica di Discarica di Malagrotta.
La Corte d’assise d’appello di Roma, dopo aver esaminato l’istanza presentata dalla difesa dell’ex patron di Malagrotta, oggi 99enne, ha disposto lo stralcio della sua posizione e il conferimento di un incarico per una perizia medica volta ad accertare le sue condizioni psicofisiche.
Secondo quanto riferito in aula dalla presidente del collegio, la certificazione sanitaria depositata “impone un approfondimento sulle condizioni psicofisiche” dell’imputato. Nell’istanza, gli avvocati Alessandro Diddi e Pier Gerardo Santoro evidenziano come il quadro clinico, risultante da un accertamento medico effettuato dieci giorni fa, dimostrerebbe “indubitabilmente l’incapacità di Manlio Cerroni di partecipare consapevolmente alla vicenda processuale che lo coinvolge e di esercitare attivamente il diritto di difesa”.
Una condizione che, secondo la difesa, sarebbe “irreversibile” e che ora sarà oggetto della perizia disposta dalla Corte.
Dopo lo stralcio, i giudici di secondo grado hanno stabilito la prosecuzione del processo nei confronti dell’altro imputato, l’ex braccio destro di Cerroni, Francesco Rando, ultraottantenne.
Nel luglio 2024 la Corte d’assise di Roma aveva condannato Cerroni a sei anni e quattro mesi di reclusione e Rando a tre anni, disponendo anche il risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, tra cui il Comune di Roma e la Regione Lazio.
I magistrati capitolini contestano agli imputati di aver “cagionato un disastro ambientale consistente nell’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema (suolo, sottosuolo, flora)” e “un’offesa alla pubblica incolumità” per l’estensione della compromissione — la discarica si estende su circa 160 ettari — e per il numero delle persone offese o esposte a pericolo.