Mentre altre capitali europee hanno scelto la strada del divieto secco – Parigi dopo il referendum del 2023, Madrid l’anno seguente, poi Praga e, in Italia, Firenze – Roma conferma la sua linea: governare la micromobilità condivisa piuttosto che eliminarla. Lo fa attraverso le nuove Linee guida approvate dalla Giunta capitolina, che aprono la strada al bando pubblico per selezionare i futuri operatori di monopattini e biciclette a pedalata assistita in sharing, con autorizzazioni triennali e fino a tre titoli per ciascuna tipologia di mezzo.
Come spiega la nota del Campidoglio, l’impianto che ha funzionato negli ultimi anni – pochi operatori, mezzi distribuiti su tutta la città, funzione di ultimo miglio – viene confermato, ma si arricchisce di elementi nuovi: l’integrazione tariffaria con il trasporto pubblico, tetti espliciti nelle aree centrali, densità minime garantite nei quartieri periferici, un sistema di monitoraggio automatico e sanzioni che possono arrivare fino alla revoca dell’autorizzazione. Le linee guida recepiscono inoltre gli obblighi della legge nazionale 177 del 2024 su casco, targa, contrassegno e assicurazione, definendo poi le scelte di competenza cittadina: dove i mezzi possono stare, quanti possono essere, a quale distanza l’uno dall’altro, in quanto tempo vanno rimossi se d’intralcio.
Sul fronte del decoro urbano, i mezzi potranno sostare solo negli stalli individuati; in alcune strade del centro l’accesso sarà vietato, in altre la velocità dovrà scendere sotto i sei chilometri orari. I veicoli lasciati fuori posto andranno rimossi entro sei ore dalla segnalazione, con intervento dell’amministrazione a spese dell’operatore in caso di urgenza. Tra le richieste tecnologiche, dispositivi capaci di impedire l’avvio del mezzo quando i sensori rilevano due persone a bordo – risposta diretta a uno dei comportamenti più contestati nelle altre capitali europee.
Sul piano tariffario la novità principale riguarda l’integrazione con il trasporto pubblico: chi ha un abbonamento Metrebus zona A avrà uno sconto riconosciuto automaticamente dall’app, grazie a una verifica in tempo reale gestita da Roma Servizi per la Mobilità. Verrà inoltre premiata, in sede di gara, l’estensione del servizio lungo le direttrici delle stazioni metro-ferroviarie.
Quanto ai numeri, nelle zone centrali sono fissati limiti stringenti – 30 mezzi per operatore nella Ztl Tridente, 300 nel resto del centro storico diurno, 70 a Trastevere di notte, 800 nel resto del I Municipio – mentre in periferia vale l’obbligo opposto: ogni operatore dovrà coprire un’area di almeno 95 chilometri quadrati, con una densità minima garantita di 12 monopattini e 6 biciclette per chilometro quadrato. Previste anche regole precise sulla distanza tra i mezzi a terra (minimo 70 metri) e sulla vetustà della flotta, che non potrà superare i 24 mesi.
Il rispetto delle regole sarà verificato con sette controlli automatici al giorno; le irregolarità fanno crescere il canone mensile e, superata una certa soglia, scattano sospensioni progressive fino alla decadenza dell’autorizzazione, con dieci giorni di tempo per le controdeduzioni degli operatori.
“Sui monopattini in sharing l’Europa si è divisa in due”, ha spiegato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, ricordando le scelte di Parigi, Madrid, Praga e Firenze. “Il monopattino rovesciato sul marciapiede è un’immagine che anche a Roma abbiamo visto troppe volte. Ma vietare è la risposta comoda e sbagliata: significa rinunciare a uno strumento che copre il primo e l’ultimo miglio”. Patanè ha ricordato che nel 2021 Roma contava sette operatori e oltre 26 mila mezzi senza una vera regolamentazione, poi ridotti a tre con mezzi ricollocati nei quartieri: una scommessa vinta, sottolinea, se oggi i giorni di picco sono il mercoledì e il giovedì e non più il weekend, segno che il servizio è diventato parte della mobilità quotidiana dei romani e non solo un’attrazione per turisti.