Durante l'udienza sono state ripercorse le fasi delle indagini che hanno portato al ritrovamento dei corpi e all'arresto dell'imputato, avvenuto il 13 giugno sull'isola greca di Skiathos
L'arrivo di Kaufmann all'aeroporto di Ciampino di Roma, scortato dai poliziotti del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e della Squadra Mobile della Questura di Roma.
La Corte del Tribunale di Roma ha accolto la richiesta di perizia psichiatrica per Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, accusato del duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, trovate senza vita il 7 giugno 2025 nel parco di Villa Pamphili. I giudici hanno conferito ai periti l’incarico da completare entro 30 giorni per accertare la capacità processuale dell’imputato.
Nel procedimento con rito immediato, la procura capitolina contesta a Kaufmann il duplice omicidio aggravato da motivi futili e abietti, minorata difesa, relazione affettiva con la compagna e discendenza in relazione alla figlia, oltre all’occultamento di cadavere. La richiesta di perizia era avanzata dalla difesa, mentre Kaufmann è stato trasferito dal carcere di Rebibbia a quello di Regina Coeli.
Durante l’udienza sono state ripercorse le fasi delle indagini che hanno portato al ritrovamento dei corpi e all’arresto dell’imputato, avvenuto il 13 giugno sull’isola greca di Skiathos. L’investigatrice Pamela Franconieri ha definito la collocazione dei corpi “una messa in scena”: “La donna era adagiata sotto gli oleandri in fiore, coperta e in avanzato stato di decomposizione. La bambina era in mezzo ai rovi, in posizione prona, con il volto nella terra. Entrambe senza vestiti”.
L’investigatrice ha spiegato che non c’era stata l’impressione che la morte fosse avvenuta in quei punti: “Sulla donna sono stati trovati segni di trascinamento. Dagli elementi raccolti è possibile che anche la bambina sia deceduta prima e poi adagiata lì”. La condizione di ritrovamento aveva reso difficile l’identificazione: “Avevamo due corpi ma non avevamo identità, erano privi di qualunque cosa”.
Dalle prime analisi, la morte della bambina era collocata tra le 12 e le 24 ore precedenti al ritrovamento, mentre quella della donna tra i 4 e i 7 giorni. È emersa una segnalazione al 112 nella notte tra il 6 e il 7 giugno: un minorenne aveva avvistato un uomo in via Leone XIII con una bambina in braccio vestita di rosa. La posizione delle gambe della bambina aveva reso la situazione anomala.
Dall’analisi del telefono di Kaufmann sono emerse email inviate il 7 giugno alla madre: “Ciao mamma, Stella è venuta a prendere nostra figlia. La rivedrò in futuro, forse in America. Ma ora devo tornare a casa”, scriveva chiedendo un biglietto per Miami. “C’è un volo per Miami, ma mi servono 300 dollari… Ho chiuso con l’Europa, è veramente un ghetto”.
Kaufmann, arrestato a Skiathos dopo un breve pedinamento, al momento dell’arresto non ha fatto domande, ribadendo di essere americano e appellandosi ai poliziotti italiani come “mafiosi”. Gli avvocati di parte civile della famiglia delle vittime hanno commentato: “È evidente che nessuno le ha salvate. Sulla perizia psichiatrica ci rimettiamo alla scienza”.