Papa: p. Spadaro, l'incontro e' la chiave del suo magistero

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 13 mar 2014 – Quello dell’incontro ”e’ la categoria-chiave del Pontificato di Francesco. C’e’ l’incontro con la storia, con le grandi figure del passato recente” ma c’e’ anche ”l’incontro con la realta’ del Medio Oriente, estremamente problematica, e quindi il grande incontro con la Corea, che significa l’incontro con la […]

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 13 mar 2014 – Quello dell’incontro ”e’ la categoria-chiave del Pontificato di Francesco. C’e’ l’incontro con la storia, con le grandi figure del passato recente” ma c’e’ anche ”l’incontro con la realta’ del Medio Oriente, estremamente problematica, e quindi il grande incontro con la Corea, che significa l’incontro con la gioventu’ del continente asiatico che oggi e’ un continente di grandissima energia, di grande potenzialita’ anche per la vita della Chiesa”. L’analisi sul primo anno di pontificato di papa Bergoglio e’ di una delle firme piu’ prestigiose del mondo cattolico, quella del direttore de ”La Civilta’ Cattolica”, padre Antonio Spadaro, che in una intervista a Radio Vaticana non esclude che le difficolta’ incontrate dal papa in questo suo primo anno di pontificato possono essere ”state anche tante”. ”Pero’, quello che mi colpisce, – aggiunge Spadaro – e ne ho parlato anche con lui, durante l’intervista che gli feci ad agosto, e’ che il Papa ha ben presente i problemi, ma vive una grande serenita’ di fondo”. ”Forse la novita’ del suo stile – ha aggiunto il gesuita – ad alcuni puo’ creare qualche difficolta’, mentre invece vuole essere una cifra di vita evangelica”. Una visione autenticamente evangelica che comprende, in Papa Francesco ”una visione missionaria della Chiesa”. Per questo, secondo il direttore de ‘La Civilta’ Cattolica’, ”sta lavorando e lavorera’ ad una trasformazione missionaria della Chiesa. Questo significa che la Chiesa, cosi’ come lui la vede, e’ assolutamente estroflessa verso il mondo, aperta al mondo, perche’ il Papa – conclude padre Spadaro – vuole che il Vangelo sia annunziato a tutti, a chiunque, in qualunque situazione di vita si trovi. Quindi, il linguaggio di Papa Francesco e’ un linguaggio naturale, ordinario, direi normale. Il suo obiettivo e’ raggiungere tutti”. gc

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