Rapporto Urbes: A Roma più ricchezza ma meno sicurezza

Reddito medio delle famiglie sopra i 21000 euro.Migliora la qualità dell'aria.

Nella provincia di Roma le famiglie vivono meglio non solo di quelle del resto della regione Lazio, ma anche del resto d’Italia.

É quanto emerge dalla fotografia scattata dal Rapporto Urbes 2015, sul Benessere equo e sostenibile nelle città, stilato dall’Istat e presentato insieme all’Anci. Lo studio ha analizzato la situazione nelle 10 città metropolitane (Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Basi e Reggio Calabria) e in altri 15 Comuni.

In particolare, nel 2012, il reddito pro capite disponibile delle famiglie consumatrici in provincia di Roma é stato pari a 21.331 euro, superando di oltre 4mila euro quello delle famiglie italiane e di circa 2mila euro e 2.500 euro rispettivamente quello delle famiglie laziali e del Centro. Inoltre sono più contenute sia la percentuale di famiglie con reddito dichiarato inferiore ai 10mila euro sia l’incidenza percentuale delle sofferenze bancarie delle famiglie che, seppure in crescita, aumenta meno rapidamente rispetto alle altre aree territoriali.

Peggiorano, invece, nel tempo i livelli di sicurezza della città e dell’area provinciale. Il fenomeno, “condiviso a livello nazionale, nell’area romana – si legge nel Rapporto – presenta particolari criticità rispetto al resto del Paese per i furti con destrezza. Tra i delitti contro la proprietà, i furti in abitazione sono relativamente meno numerosi ma le rapine espongono i cittadini più che nelle altre aree geografiche”. Ancora, tra le altre criticità romane: i tempi medi di percorrenza per raggiungere il posto di lavoro o di studio (maggiori di 10 minuti rispetto alla media nazionale); il rischio di incorrere in lesioni o morte a causa di incidenti sulla strada (531,5 casi per 100.000 persone a Roma, 300,8 in Italia) sia per gli automobilisti che per i pedoni; il servizio di trasporto urbano che negli anni ha anche subito una lieve contrazione; la consistenza delle piste ciclabili.

Nonostante la debolezza nella qualità dei servizi impatti negativamente sulla fruizione del paesaggio e del patrimonio culturale, la Capitale resta il più importante centro di interesse turistico e culturale in Italia. Anche gli indicatori sull’ambiente presentano una media più elevata di quella nazionale. Le aree verdi romane incidono per il 34,1 per cento sulla superficie comunale laddove l’incidenza media per il complesso delle città capoluogo di provincia è del 18,2 per cento; ciononostante i cittadini romani dispongono solo di 16,5 mq di verde urbano pro capite, circa la metà della dotazione fruibile in media dai cittadini dei capoluoghi di provincia. Migliora la qualità dell’aria: nell’ultimo decennio (2004-2013) il numero di giorni di superamento dei limiti consentiti per il PM10 si è ridotto del 40% e attualmente (41 giorni) è inferiore al dato relativo al complesso dei capoluoghi di provincia (44 giorni). (G.I.)

 

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