14 Giugno 2021
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Roma: appello Fistel Cisl e Uilcom Uil per Teatro dell'Opera

(ASCA) – Roma, 26 feb 2014 – ”Lanciamo un appello a tutte le istituzioni Politiche e Culturali per evitare la chiusura definitiva del Teatro Costanzi. Il percorso che ha determinato l’attuale situazione, si e’ determinato con il pesante deficit di bilancio lasciato dalla precedente governance della Fondazione: l’indebitamento lordo e’ pari a 37,9 milioni di […]

(ASCA) – Roma, 26 feb 2014 – ”Lanciamo un appello a tutte le istituzioni Politiche e Culturali per evitare la chiusura definitiva del Teatro Costanzi. Il percorso che ha determinato l’attuale situazione, si e’ determinato con il pesante deficit di bilancio lasciato dalla precedente governance della Fondazione: l’indebitamento lordo e’ pari a 37,9 milioni di euro divisi tra debiti verso le banche (11,9 milioni di euro), debiti verso i fornitori (11,4 milioni di euro), debiti tributari e previdenziali (8 milioni di euro) e altri debiti (6,6 milioni di euro). I crediti sono pari a 12,2 milioni di euro, quindi si registra un indebitamento lordo di 25, 7 milioni di euro”. Lo comunicano in una nota la Fistel Cisl di Roma e Lazio e la Uilcom Uil di Roma e Lazio. ”Questo denota, sempre nel triennio 2011-2013, un notevole peggioramento dell’esposizione finanziaria: i debiti totali sono cresciuti del 30,6 PERCENTO (+8,9 milioni di euro), mentre i crediti sono diminuiti del 21,9 PERCENTO (-3,4 milioni di euro). Nonostante la gravita’ economica, l’attuale Sovrintendente Carlo Fuortes, su mandato del Cda con a capo il Sindaco Presidente Ignazio Marino ha aderito alla Legge Bray per riallineare i conti del Teatro dell’Opera entro il 2014. I primi finanziamenti avuti per effetto della stessa legge hanno consentito alla Fondazione di avere 5 milioni di euro con i quali sono stati pagati gli stipendi dei lavoratori e parte dei crediti ai fornitori, inoltre, cosi’ come previsto dalla Legge Bray, si e’ avviato un confronto serrato con l’Azienda per ridefinire il contratto integrativo all’insegna di una maggiore produttivita’ e flessibilita’, senza perdite di quote di salario, cosi’ come l’analisi propedeutica al piano di risanamento il quale prevede una mobilita’ limitata a chi ha acquisito il diritto alla pensione ed eventuali prepensionamenti per circa 60 lavoratori. Pertanto la scelta responsabile di Fistel-Cisl e Uilcom-Uil di Roma e del Lazio nel governare i contenuti della legge Bray non puo’ essere annullata da pochi lavoratori che minacciano scioperi in barba a piu’ di 400 lavoratori i quali hanno votato all’unanimita’, la prosecuzione del tavolo negoziale con l’obiettivo di trovare un accordo. Proseguiremo la difficile strada della responsabilita’ per salvare il futuro del Teatro e il ruolo di centro culturale di eccellenza per la Capitale, insieme alla tutela delle professionalita’ e dei posti di lavoro”. bet mpd

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