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Roma: prosciolti 29 militanti Casapound per commemorazione Acca Larentia del 2024

è ragionevole ritenere che il Giudice abbia accolto le questioni sollevate dai difensori

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Il Giudice dell’udienza preliminare ha prosciolto i militanti di CasaPound imputati per la commemorazione di Acca Larenzia del 7 gennaio 2024. La motivazione della sentenza sarà depositata nei prossimi trenta giorni. In attesa di conoscere nel dettaglio le argomentazioni del proscioglimento, “è ragionevole ritenere che il Giudice abbia accolto le questioni sollevate dai difensori in merito alle due contestazioni mosse dalla Procura. Per quanto riguarda la legge Scelba- fa sapere Cpi in una nota- sarebbe stato escluso il presupposto stesso dell’accusa: il pericolo concreto di ricostituzione del partito fascista”. La commemorazione dei caduti di Acca Larenzia, prosegue Casapound, “è un momento di ricordo, non un atto di riorganizzazione politica vietata. Ancora più significativo è il proscioglimento dall’accusa fondata sulla legge Mancino. Tale contestazione presupponeva la qualificazione di Casapound come associazione che propagherebbe tesi razziste e discriminatorie: un’accusa sempre respinta e già smentita anche dalla recente sentenza della Corte d’Appello di Roma nella controversia contro Facebook”.

“Questa decisione- continua la nota- rappresenta una vittoria del diritto contro anni di strumentalizzazioni, campagne mediatiche e tentativi di trasformare un momento di memoria in un reato. La sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione avrebbe già dovuto chiudere definitivamente la stagione delle cacce alle streghe. Invece si è preferito alimentare procedimenti destinati a cadere, con un evidente spreco di risorse pubbliche. Colpisce che a coordinare l’impianto accusatorio vi fosse ancora una volta Francesco Lo Voi, già protagonista di vicende giudiziarie altamente politicizzate come quella Open Arms. Anche in questo caso, dopo mesi di polemiche e titoli indignati, resta una decisione che ristabilisce un principio sacrosanto: ricordare quei giovani italiani uccisi non è un crimine”. “La sentenza smonta inoltre le strumentalizzazioni del Partito democratico, che ha utilizzato persino le immagini della commemorazione per alimentare la campagna referendaria contro la riforma della giustizia, con l’intento di delegittimare e vietare un momento di ricordo. Acca Larenzia- conclude la nota- resta una ferita aperta nella storia nazionale. I caduti attendono ancora piena verità e giustizia. Nessuna intimidazione giudiziaria, nessuna pressione politica potrà cancellare il dovere del ricordo”.

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