23 Giugno 2021
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Roma: San Camillo da 40 anni patrono Sanita' militare. Celebrazioni

(ASCA) – Roma, 24 mar 2014 – Quarant’anni fa, il 27 marzo 1974, san Camillo de Lellis veniva proclamato da Papa Paolo VI patrono particolare della sanita’ militare. In occasione di questo anniversario, il Policlinico militare ”Celio” di Roma organizza tre giorni di celebrazioni, in collaborazione con l’Ordine dei Ministri degli Infermi. Si comincera’ mercoledi’ […]

(ASCA) – Roma, 24 mar 2014 – Quarant’anni fa, il 27 marzo 1974, san Camillo de Lellis veniva proclamato da Papa Paolo VI patrono particolare della sanita’ militare. In occasione di questo anniversario, il Policlinico militare ”Celio” di Roma organizza tre giorni di celebrazioni, in collaborazione con l’Ordine dei Ministri degli Infermi. Si comincera’ mercoledi’ 26 marzo, alle ore 9:00, con l’accoglienza della reliquia del cuore di San Camillo, a cui seguira’ una conferenza su ”San Camillo ieri e oggi”, tenuta dal vicario generale dell’Ordine padre Paolo Guarise. Alle ore 15.00 il direttore del Centro diocesano per la pastorale sanitaria di Roma, monsignor Andrea Manto, presiedera’ una celebrazione eucaristica; alle ore 20:30 e’ prevista una veglia di preghiera. Giovedi’ 27 marzo, alle ore 11:00, sara’ l’arcivescovo Ordinario militare per l’Italia monsignor Santo Marciano’ a celebrare una messa solenne, mentre nel pomeriggio la reliquia andra’ in processione per le corsie dell’ospedale. Le celebrazioni, che si inseriscono nel quarto centenario della morte di san Camillo, si concluderanno venerdi’ 28 marzo, quando in mattinata la reliquia del cuore lascera’ il Policlinico ”Celio” per raggiungere l’ospedale ”San Giovanni” di Roma. ”Nella storia di San Camillo – scrive mons. Marcianoi’ nel suo messaggio in occasione delle celebrazioni – si coglie come sia stata la sofferenza a far esplodere la conversione e, di conseguenza, la vocazione: una sofferenza che egli visse in prima persona, afflitto da una piaga inguaribile che lo porto’ a sperimentare la durezza dell’ospedale; una sofferenza che, proprio in quella durezza, apri’ i suoi occhi e squarcio’ il suo cuore sul dolore degli altri. Egli comprese, cosi’, che il dolore umano aveva bisogno non solo di ”cure” ma di ”cura”, di vicinanza, di dedizione… di dono della vita. E, per donare la vita secondo la strada che il Signore gli indicava, fu pronto a lasciare la sua vita per mettersi a servizio della vita dei sofferenti”. red mpd

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