Roma: Silvio Rossignoli nuovo presidente di Federlazio

(ASCA) – Roma, 26 giu 2014 – Il Consiglio Generale della Federlazio, che si e’ riunito presso la sala convegni di Unicredit Banca di Roma, ha eletto Silvio Rossignoli nuovo presidente dell’Associazione per il triennio 2014-2017. Silvio Rossignoli succede a Maurizio Flammini, eletto presidente della Federlazio nel dicembre 2008. Rossignoli, 69 anni, ingegnere aeronautico, e’ […]

(ASCA) – Roma, 26 giu 2014 – Il Consiglio Generale della Federlazio, che si e’ riunito presso la sala convegni di Unicredit Banca di Roma, ha eletto Silvio Rossignoli nuovo presidente dell’Associazione per il triennio 2014-2017. Silvio Rossignoli succede a Maurizio Flammini, eletto presidente della Federlazio nel dicembre 2008. Rossignoli, 69 anni, ingegnere aeronautico, e’ presidente e socio fondatore della ”Aero Sekur spa”, societa’ operante nei settori dello Spazio, dell’Aeronautica e della Difesa. Da poco eletto Presidente della Federlazio-Roma, e’ stato recentemente anche riconfermato alla Presidenza del settore Aerospazio e Difesa dell’associazione. Nel corso dell’Assemblea Generale il neo presidente della Federlazio e’ stato presentato alla folta schiera di rappresentanti della politica e dell’economia laziale, oltre a numerosi imprenditori dell’associazione: oltre 400 le persone che hanno preso parte all’assise. Nel corso del suo intervento, il neo presidente della Federlazio ha rimarcato alla platea l’importanza, soprattutto in questo momento, di una sempre piu’ forte ”integrazione”: ”Solo l’associazione, in quanto punto di snodo di una fitta trama costituita da migliaia di imprese, puo’ generare quelle ”economie di aggregazione’ che prendono origine dal fatto che ciascuna impresa associata e’ inserita in una rete di altre imprese con le quali puo’ scambiare informazioni, esperienze, ma soprattutto forniture, commesse: in una parola concludere affari”. Infine, Rossignoli ha voluto ribadire piu’ volte l’esigenza di un cambio di mentalita’ per reagire alla crisi. ”Non ci possiamo rassegnare ad una deriva che, se non adeguatamente contrastata, non puo’ avere altro esito che il lento ridimensionamento della nostra capacita’ produttiva, dei nostri atout, dei nostri potenziali punti di forza. Credo che la prima cosa da fare sia quella di abbandonare, laddove dovesse ancora permanere, quella rassegnazione che si insinua anche tra di noi e che ci fa ormai accettare la crisi come un dato di fatto naturale e ineliminabile. Questo atteggiamento psicologico alla lunga si trasforma in un fattore che favorisce e anzi acuisce la crisi stessa anziche’ costituire la premessa per il suo superamento”. bet mpd

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